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Ferrovie, nel 2025 torna l’utile. Corrono i ricavi oltre confine

Stefano Antonio Donnarumma, ad del Gruppo Fs 
I profitti arrivano a 30 milioni. Fatturato in crescita del 20% sui collegamenti inaugurati in Germania, Francia e Spagna
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ROMA – Il Gruppo Fs torna all’utile. Il bilancio 2025 delle nostre Ferrovie porta in dote profitti per 30 milioni di euro. La cifra non è clamorosa, ma ha il suo peso perché il bilancio precedente (per il 2024) accusava perdite da 208 milioni.

Se questo ritmo di crescita del 115% venisse confermato, potrebbe davvero realizzarsi l’obiettivo dell’ad Stefano Antonio Donnarumma. Il manager punta ai 500 milioni di utili e ai 20 miliardi di fatturato, entro il 2029.

Per quella data, Donnarumma spera di alleggerire la bolletta elettrica del Gruppo Fs - massimo consumatore di corrente del Paese - per 100 milioni. Anche questo risultato può essere centrato, a patto che le molteplici guerre si fermino o perdano in intensità.

Le ambizioni estere

«Le tante ambizioni internazionali di Donnarumma hanno un senso anche alla luce del Bilancio 2025 del suo gruppo», dice Andrea Giuricin, docente alla Bicocca di Milano.

Le Ferrovie guadag…

ROMA – Il Gruppo Fs torna all’utile. Il bilancio 2025 delle nostre Ferrovie porta in dote profitti per 30 milioni di euro. La cifra non è clamorosa, ma ha il suo peso perché il bilancio precedente (per il 2024) accusava perdite da 208 milioni.

Se questo ritmo di crescita del 115% venisse confermato, potrebbe davvero realizzarsi l’obiettivo dell’ad Stefano Antonio Donnarumma. Il manager punta ai 500 milioni di utili e ai 20 miliardi di fatturato, entro il 2029.

Per quella data, Donnarumma spera di alleggerire la bolletta elettrica del Gruppo Fs - massimo consumatore di corrente del Paese - per 100 milioni. Anche questo risultato può essere centrato, a patto che le molteplici guerre si fermino o perdano in intensità.

Le ambizioni estere

«Le tante ambizioni internazionali di Donnarumma hanno un senso anche alla luce del Bilancio 2025 del suo gruppo», dice Andrea Giuricin, docente alla Bicocca di Milano.

Le Ferrovie guadagnano ancora quando giocano in casa. Trasportare le viaggiatrici e i viaggiatori sui binari nazionali ha garantito ricavi in aumento per 79 milioni (da un anno all’altro).

Ma una quota importante di fatturato arriva ormai dalle controllate europee del Gruppo Fs, con una progressione che si spinge fino ai 233 milioni sugli scenari internazionali (+20%). Va forte soprattutto la controllata tedesca Netinera.

Come nelle tlc

La sensazione è che il mercato ferroviario italiano cominci a somigliare a quelle delle telecomunicazioni. All’aumentare delle società in servizio e della concorrenza, rischia di comprimersi la quota potenziale dei ricavi.

Oggi peraltro Trenitalia del Gruppo Fs deve misurarsi soltanto con Italo (nel segmento decisivo dell’alta velocità) mentre il 2027 può portare sui binari italiani anche gli agguerriti francesi di Sncf.

«Nel trasporto ferroviario», spiega Giuricin, «sta succedendo quello che 30 anni fa è successo agli aerei. La competizione si giocherà ormai su una scala continentale. Gli operatori ferroviari mettono in conto di perdere qualche colpo nel Paese di origine e intanto lavorano per rifarsi all’estero».

«Ora, attenzione: chi si muove in una logica internazionale deve anche trovare le risorse per farlo con continuità. I contributi europei del Pnrr hanno giovato al Bilancio 2025 del Gruppo Fs. Quando il Pnrr avrà esaurito la sua spinta propulsiva, le nostre Ferrovie dovranno farsi trovare pronte e individuare fonti di finanziamento alternative. Anche perché le spese sono forti, ad esempio per allargare o ammodernare la flotta».

Le assunzioni

Se i francesi di Sncf tirano a lucido il loro Tgv a due piani, invece il Gruppo Fs propone il nuovo Frecciarossa 1000. Dopo l’esordio del primo convoglio a settembre, adesso se ne contano in servizio altri cinque, qui in Italia. Dove il Gruppo Fs fa 8.515 nuove assunzioni portando la forza lavoro vicina a quota 97.000.

Prendono forma intanto molte opere strategiche, sulle quali le Ferrovie hanno riversato 18,3 miliardi di investimenti tra risorse proprie ed europee (cifra mai raggiunta nella storia del gruppo). Le più importanti sono la linea veloce tra Brescia, Verona, Vicenza, Padova, al servizio di un quadrilatero tra i più produttivi del Paese.

E ancora: la nuova tratta Terzo Valico dei Giovi, la Napoli-Bari, infine la Palermo-Catania-Messina.

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