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È scontro sui salari. La Lega: sforiamo deficit 3%. Le opposizioni all’attacco

Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro 

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Il sottosegretario al Lavoro Durigon: “No al monopolio di Cgil, Cisl e Uil”. Da Pd, M5S e Avs, in arrivo un’altra proposta sulla paga minima oraria
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ROMA – «Metteremo a terra la legge delega sul salario giusto ed equo. E cercheremo di farlo entro la scadenza del 18 aprile o comunque entro il Primo maggio. Nel totale rispetto però della libertà sindacale, tutelata dall’articolo 39 della Costituzione. E questo non accade se diamo un monopolio nella contrattazione a Confindustria da una parte. E Cgil, Cisl e Uil dall’altra». Il sottosegretario leghista al lavoro Claudio Durigon conferma a Repubblica quanto anticipato dal nostro quotidiano. La premier Meloni ha prospettato per la festa dei lavoratori un intervento sul lavoro povero. Osteggiato già dalle parti sociali. E anche dalle opposizioni.

Il codice degli appalti come modello

«La delega ha anche questo scopo. Stiamo lavorando e non è detto che il punto di caduta sia es…

ROMA – «Metteremo a terra la legge delega sul salario giusto ed equo. E cercheremo di farlo entro la scadenza del 18 aprile o comunque entro il Primo maggio. Nel totale rispetto però della libertà sindacale, tutelata dall’articolo 39 della Costituzione. E questo non accade se diamo un monopolio nella contrattazione a Confindustria da una parte. E Cgil, Cisl e Uil dall’altra». Il sottosegretario leghista al lavoro Claudio Durigon conferma a Repubblica quanto anticipato dal nostro quotidiano. La premier Meloni ha prospettato per la festa dei lavoratori un intervento sul lavoro povero. Osteggiato già dalle parti sociali. E anche dalle opposizioni.

Il codice degli appalti come modello

«La delega ha anche questo scopo. Stiamo lavorando e non è detto che il punto di caduta sia estendere il minimo retributivo del contratto più applicato. Guardiamo al modello del codice degli appalti». All’obiezione che lì a prevalere sono i contratti firmati dalle organizzazioni più rappresentative, il sottosegretario, già numero uno dell’Ugl, sindacato di destra, dice che la chiave è nel concetto di equivalenza. «Negli appalti si applica il contratto comparativamente più rappresentativo o quello equivalente. Il principio di equivalenza ci consente sia di far fuori i contratti pirata che di salvare il libero mercato fatto di tante imprese e tanti sindacati».

La chiave dell’equivalenza

Secondo questo ragionamento, un contratto – firmato ad esempio da Confapi o Anpit, lato datori, e Ugl oppure anche Cisal e Confsal, lato sindacati – va valutato per le condizioni “equivalenti” ai contratti maggiori. Il rischio è che diventino contratti molto applicati perché meno costosi degli altri. «Ma l’equivalenza la dobbiamo ancora definire e non sarebbe solo economica, ma dovrebbe toccare pure le altre tutele».

All’obiezione se così facendo il governo entri a gamba tesa sui tavoli in corso tra Cgil, Cisl e Uil e le grandi associazioni di impresa per arrivare a un accordo sulla rappresentanza, il sottosegretario Durigon taglia corto: «Non c’è bisogno di una legge sulla rappresentanza, se abbiamo la Costituzione. L’articolo 39 va tutelato. Anzi, la competizione tra sindacati e datori farà bene ai lavoratori perché alzerà i salari. Il dumping non si elimina decidendo chi sono i sindacati buoni e quelli cattivi. Si elimina indicando i contratti pirata. E questo lo si fa con l’equivalenza. O devo pensare che le parti sociali sono contrarie alla Costituzione? Anche il contratto della vigilanza, rinnovato dopo otto anni da Cgil, Cisl e Uil, pagava 5 euro all’ora: una miseria».

Sforare il 3% su salari e pensioni

Di lavoro, salari e famiglia, la Lega parlerà sabato 18 aprile nella manifestazione in piazza Duomo a Milano dal titolo: “Senza paura”. «Vogliamo chiedere all’Europa di rivedere i vincoli del Patto di stabilità. Siamo in piena emergenza e c’è bisogno di dare respiro all’economia». Anche sforando il 3% di deficit? «Lo possiamo fare per le armi. E giustamente per dare sostegno all’Ucraina. Perché non per salari e pensioni?».

La Lega pensa di riaprire il capitolo della previdenza? «Rilanceremo la proposta di uscita anticipata volontaria a 64 anni e 25 di contributi, anche per spingere il ricambio generazionale. Poi con la prossima manovra puntiamo a rinnovare la detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali. E vedremo cosa possiamo fare su quel mese in più nei requisiti per la pensione che scattano da gennaio 2027».

Le opposizioni ripuntano sul salario minimo legale

L’intenzione del governo di dare attuazione alla delega sulle retribuzioni non piace alle opposizioni. Da venerdì in commissione Lavoro alla Camera parte la discussione della proposta di legge sul salario minimo di iniziativa popolare. Pd, M5S e Avs hanno raccolto altre 120mila firme, dopo il mezzo milione della prima proposta, poi svuotata e rimpiazzata dalla delega votata a fine settembre dal Parlamento. E che ora il governo vuole esercitare. «Esprimiamo netta contrarietà all’ipotesi allo studio del governo perché indebolisce la contrattazione collettiva favorendo dinamiche al ribasso sui diritti dei lavoratori», dice il M5S.

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