Mastrolia (NewPrinces): “Rilanciamo Plasmon e il nostro shopping continua”
di Cenzio Di ZanniROMA – La prima novità è il rilancio del marchio Plasmon, brand che avete riportato in Italia da Kraft Heinz. Che programmi avete?
«Cogliamo l’opportunità dell’integrazione in NewPrinces, il nostro gruppo. Abbiamo chiuso l’acquisizione il 31 dicembre scorso per 120 milioni di euro, entro luglio, a un anno dall’annuncio dell’operazione, puntiamo a lanciare una nuova gamma di latte speciale e altri prodotti per l’alimentazione dei neonati». Angelo Mastrolia, presidente della holding emiliana con ricavi da 6,5 miliardi di euro, compresa la rete Carrefour portata a casa nel 2025, svela i suoi progetti dopo i conti da record.
Tra lo shopping dell’anno scorso c’è anche l’ex stabilimento Cinzano di Santa Vittoria d’Alba, nei dintorni di Cuneo: cosa c…
ROMA – La prima novità è il rilancio del marchio Plasmon, brand che avete riportato in Italia da Kraft Heinz. Che programmi avete?
«Cogliamo l’opportunità dell’integrazione in NewPrinces, il nostro gruppo. Abbiamo chiuso l’acquisizione il 31 dicembre scorso per 120 milioni di euro, entro luglio, a un anno dall’annuncio dell’operazione, puntiamo a lanciare una nuova gamma di latte speciale e altri prodotti per l’alimentazione dei neonati». Angelo Mastrolia, presidente della holding emiliana con ricavi da 6,5 miliardi di euro, compresa la rete Carrefour portata a casa nel 2025, svela i suoi progetti dopo i conti da record.
Tra lo shopping dell’anno scorso c’è anche l’ex stabilimento Cinzano di Santa Vittoria d’Alba, nei dintorni di Cuneo: cosa ci farete?
«Quella è stata un’altra bella occasione. Entro maggio debutteranno sul mercato drink alcolici e non. Anche quelli energetici. I nuovi marchi saranno sugli scaffali dei Carrefour Italia».
Che cambierà insegna per diventare GS. «Contiamo di completare il rebranding su tutta la rete italiana in meno di due anni, entro il 2028: sono oltre mille punti vendita».
Perché proprio GS?
«Perché è un marchio storico, nato negli anni Sessanta da un’iniziativa di Guido Caprotti e Marco Brunelli: i consumatori sono affezionati a quella insegna, scomparsa dopo l’acquisizione da parte dei francesi di Carrefour. Per noi GS ha ancora molto da dire e da offrire in termini di rapporto qualità-prezzo».
A proposito di rete, gli immobili di proprietà hanno un’importanza crescente nel gruppo. Il portafoglio immobiliare è a quota un miliardo di euro, oltre la capitalizzazione.
«Sarà che sono pur sempre un uomo del Sud e avere immobili di proprietà è un valore, oltre che una garanzia in termini di efficienza e solidità. L’anno scorso abbiamo comprato il Royal Liver Building, edificio simbolo di Liverpool e sede storica di Princes, per 60 milioni di sterline (circa 70 milioni di euro, ndr). Con la nostra Princes Retail abbiamo acquistato una trentina di immobili Carrefour e siamo pronti a valorizzare le opportunità che si dovessero presentare».
Si è parlato di cinque acquisizioni in vista, dove sta guardando?
«Studiamo cinque dossier, al momento posso dire solo che due sono le operazioni più probabili per quest’anno: sempre nel food. Parliamo di aziende europee che producono alimentari. Se dovessero andare tutte e cinque in porto, il fatturato del gruppo salirebbe ancora di 1,8 miliardi di euro. Ci stiamo lavorando».
Ci sono indiscrezioni su un suo interesse per le insegne Sigma, Ecu e Economy da Realco, società emiliana in concordato. Fa parte di questo pacchetto di shopping?
«No, è fuori da quel perimetro. Abbiamo presentato una manifestazione di interesse, ma si tratta di una realtà locale, radicata su Reggio Emilia e dintorni, dove abbiamo la nostra sede centrale e dove vogliamo ulteriormente crescere nella gdo, in linea con il nostro piano di forte posizionamento nelle regioni strategiche».
Prima della chiusura dei mercati per le feste di Pasqua, e dopo la presentazione dei conti, il titolo ha perso quasi il 7,5% a Piazza Affari. Come se lo spiega?
«Speculazione, abbiamo già segnalato il caso alla Consob e alla Borsa Italiana. Lo ripeto: una speculazione che ha portato la capitalizzazione del titolo a valori di gran lunga inferiori rispetto alle partecipazioni nelle controllate quotate, Princes Group Plc e Centrale del Latte d’Italia. Abbiamo solida struttura finanziaria e tutti i fondamentali aziendali positivi».
Si sarà fatto un’idea.
«Pensiamo a una vendita allo scoperto da parte di fondi esteri».
Per questo avete accelerato il piano di acquisto di azioni proprie?
«Sì, il buyback era già in corso e possiamo salire fino al 20% del capitale. Il mercato ha apprezzato: ieri a Milano il titolo ha guadagnato il 13,28%, tornando al livello del 20 marzo».