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Bonus psicologo a singhiozzo: ritardi, rimborsi bloccati e portale in affanno

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L’aiuto, gestito dall’Inps, è oggetto di segnalazioni di ritardi nei pagamenti e difficoltà operative. L’Istituto: “A noi non risultano blocchi né problematiche diffuse”
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C’è chi ha diritto a un aiuto pubblico per curarsi, per ansia, depressione o altri disturbi psicologici, e non riesce a prenotare la seduta perché il portale Inps funziona a singhiozzo. C’è chi, professionista, ha già erogato le prestazioni ma non riceve i pagamenti da gennaio. Chi segue pazienti in percorsi terapeutici delicati e non può certo interromperli improvvisamente, ed è quindi costretto a sostenerli di tasca propria, senza sapere quando verrà rimborsato. Chi resta fermo in attesa di indicazioni per fare una nuova domanda, ma ancora tutto tace.

Sul bonus psicologo è caos. Come su altre agevolazioni per cui il governo Meloni ha fatto e disfatto, con clamorosi dietrofront (vedasi ad esempio il bonus Transizione 5.0 per le imprese), anche qui l’incertezza regna sovrana. Ora i problemi sono essenzialmente due. Da un lato, non è ancora noto quando e come andrà fatta domanda per il 2026. Dall’altro, si registrano ritardi e blocchi per chi l’istanza l’aveva già presentata nel 2025 e…

C’è chi ha diritto a un aiuto pubblico per curarsi, per ansia, depressione o altri disturbi psicologici, e non riesce a prenotare la seduta perché il portale Inps funziona a singhiozzo. C’è chi, professionista, ha già erogato le prestazioni ma non riceve i pagamenti da gennaio. Chi segue pazienti in percorsi terapeutici delicati e non può certo interromperli improvvisamente, ed è quindi costretto a sostenerli di tasca propria, senza sapere quando verrà rimborsato. Chi resta fermo in attesa di indicazioni per fare una nuova domanda, ma ancora tutto tace.

Sul bonus psicologo è caos. Come su altre agevolazioni per cui il governo Meloni ha fatto e disfatto, con clamorosi dietrofront (vedasi ad esempio il bonus Transizione 5.0 per le imprese), anche qui l’incertezza regna sovrana. Ora i problemi sono essenzialmente due. Da un lato, non è ancora noto quando e come andrà fatta domanda per il 2026. Dall’altro, si registrano ritardi e blocchi per chi l’istanza l’aveva già presentata nel 2025 e aveva ottenuto l’ok. Il nodo, stando alle testimonianze dei professionisti, riguarda i tempi di trasferimento dei fondi dalle Regioni all’Inps: un passaggio che, in più di un caso e in più di un territorio, si inceppa, lasciando i professionisti nell’impossibilità di ricevere quanto dovuto.

Come funziona il bonus psicologo e quando esce nel 2026

Il bonus psicologo nasce nel 2022 come risposta alle ricadute psicologiche della pandemia, poi è stato reso strutturale e permanente dalla Legge di bilancio 2023. Il meccanismo è semplice nella sua architettura e funziona con un voucher: lo Stato copre fino a 50 euro a seduta le spese per percorsi con psicoterapeuti privati iscritti all’albo e aderenti all’iniziativa Inps. Passaggio essenziale da ricordare: il rimborso viene erogato direttamente al professionista e non al paziente.

L’importo massimo varia in base all’Isee del richiedente: 1.500 euro per chi dichiara un Isee inferiore a 15mila euro, 1.000 euro per la fascia tra 15mila e 30mila euro e 500 per chi si colloca tra 30mila e 50mila euro. Oltre questa soglia, niente beneficio. La domanda si presenta esclusivamente online, tramite il portale Inps con credenziali Spid, Cie o Cns, oppure attraverso il contact center dell’istituto (numero verde 803.164 da rete fissa, a pagamento da mobile).

Una volta accettata l’istanza, l’Inps elabora le graduatorie regionali, dando priorità agli Isee più bassi e, a parità di reddito, alle domande pervenute prima. Il beneficiario riceve un codice univoco alfanumerico da comunicare al terapeuta per ogni seduta. Il voucher va utilizzato entro 270 giorni dall’accoglimento della domanda, ma attenzione perché, a partire dallo scorso anno, è obbligatorio effettuare almeno un primo incontro entro i primi 60 giorni, altrimenti il diritto decade e le risorse vengono ridistribuite scorrendo le graduatorie.

L’aiuto può essere usato anche per percorsi con psicologi online ed è cumulabile con le prestazioni del Servizio sanitario nazionale, ma non con altri rimborsi per le stesse sedute. Solo i professionisti regolarmente iscritti all’albo e che abbiano comunicato la propria adesione possono accettarlo (l’elenco aggiornato è consultabile sul portale Inps, sul sito del Cnop-Consiglio nazionale ordine psicologi e sui siti degli Ordini regionali e provinciali).

Domande record, fondi in calo

Sin dagli inizi, il gap tra domanda e risorse disponibili è stato uno dei problemi strutturali di questo bonus. Per il 2026, la manovra ha stanziato 8,5 milioni di euro, con un taglio di 1 milione rispetto al 2025. Di questi, circa 200mila euro sono destinati all’Inps per la gestione e l’aggiornamento della piattaforma tecnologica, il resto va a finanziare i voucher veri e propri.

L’avvio parte con circolare Inps ma nessuna data ufficiale è stata ancora comunicata, motivo per cui le nuove domande non sono ancora possibili. Basandoci sulle edizioni precedenti – lo scorso anno la finestra è stata dal 15 settembre al 14 novembre – possiamo ragionevolmente attenderci che anche quest’anno la campagna si apra nella seconda metà del 2026, presumibilmente in autunno.

Nel frattempo, i numeri dell’edizione passata fotografano le dimensioni di un trend in costante crescita: le domande per un aiuto psicologico sono state oltre 245mila. Ma con 8,5 milioni lordi sul piatto, tolti i costi di gestione, si possono assegnare poco più di 5mila voucher da 1.500 euro, davvero troppo poco per coprire la platea dei beneficiari potenziali. Tra l’altro – altra nota assai dolente – per il 2028 è già stata prevista un’ulteriore sforbiciata che ridurrà i fondi a 8 milioni.

Non solo. I ritardi cronici hanno lasciato il segno anche sulla platea dei professionisti disponibili. Il numero di psicologi aderenti all’iniziativa era salito a 33.274 nel 2024, per poi scendere a 31.969 nel 2025, cioè oltre 1.300 in meno in un solo anno. Il motivo è piuttosto semplice: rimborsi troppo lenti e una tale complessità burocratica nelle procedure di fatturazione da far passare la voglia. Per diversi professionisti che abbiamo avuto modo di sentire, le attese per ricevere i pagamenti sono state addirittura di 1 anno e mezzo.

Portale bloccato e rimborsi a singhiozzo

A portare nuovamente la questione in primo piano in questi giorni è l’associazione AltraPsicologia, che ha inviato una lettera ufficiale all’Inps denunciando “criticità gravi che stanno compromettendo la possibilità per gli utenti di usufruire del bonus, e per i professionisti di sostenere il carico derivante”. Il riferimento è a chi aveva già incassato il via libera lo scorso anno.

Da settimane il portale Inps attraverso cui i professionisti dovrebbero gestire prenotazioni e rimborsi risulta a molti non funzionante, impedendo sia la prenotazione delle sedute sia l’invio delle richieste di rimborso. Si segnalano anche importanti ritardi nei pagamenti, in particolare in alcune regioni, cosa che, evidentemente, sta mettendo in difficoltà molti professionisti, costretti ad anticipare le prestazioni manu propria. AltraPsicologia ha chiesto all’Inps in maniera formale di intervenire subito con il ripristino “urgente” del portale, con comunicazioni trasparenti sui tempi di risoluzione e con “tempistiche certe e sostenibili” per i rimborsi.

La mappa dei disagi: regione per regione

Dalle testimonianze degli psicologi che abbiamo raccolto su e giù per lo Stivale e dai tanti commenti sui social arrivati dopo la segnalazione di AltraPsicologia, il quadro che emerge è quello di una situazione a macchia di leopardo: alcune Regioni sono in regola con i pagamenti, altre ferme da mesi in attesa che i fondi vengano trasferiti all’Inps. Il blocco, lo precisiamo, dipende dalla regione di residenza del paziente, non da quella in cui opera il professionista.

C’è anche chi non riscontra problemi col sito ma è comunque fermo sui pagamenti: “Non sto riscontrando problemi nel prenotare sedute e chiedere il rimborso, ma ad oggi non ho ricevuto nessun rimborso”, riferisce una psicologa. Il Lazio risulta una delle regioni più compromesse. “La voce sul portale dice che ancora non ha erogato i rimborsi, quindi ad oggi non è possibile emettere fattura né ricevere il compenso relativo”. “Nessun rimborso di fatture inserite a partire dal mese di gennaio” spiegano.

In Puglia i blocchi convivono con un portale che, a differenza di altri casi, risulta accessibile, ma dei soldi neanche l’ombra: “Il portale funziona senza problemi, ma i rimborsi sono fermi: è da gennaio che non mi vengono rimborsate le fatture perché pare che l’Inps sia in attesa di trasferimento fondi. Purtroppo non posso interrompere psicoterapie avviate e in momenti delicati, ma a breve sarò costretta a farlo” dice una psicoanalista.

Simile la situazione in Calabria, Friuli Venezia Giulia e nella Provincia autonoma di Bolzano. “In Calabria criticità innumerevoli, a partire dai ritardi nel trasferimento fondi”. “In attesa di trasferimento fondi con fatture emesse già da dicembre” lamentano da Trieste. “Sono in attesa di rimborso per un paziente con residenza nella provincia di Bolzano che vedo da gennaio 2026. Risulta in attesa di trasferimento fondi”.

Situazione invece composita in Campania, dove i pagamenti risultano puntuali per i pazienti campani ma bloccati per quelli laziali, per i motivi di cui sopra: “La Regione Campania risulta puntuale nel rimborso. Sto riscontrando invece difficoltà con i pazienti che risiedono nel Lazio: da gennaio i pagamenti sono bloccati in attesa di trasferimento fondi”. E ancora: “È da aprile 2025 che aspetto il rimborso delle sedute effettuate, ancora nessuna risposta nonostante le diverse email inviate”.

Più sfumata la questione dell’accesso al portale. Alcuni professionisti riferiscono di riuscire a entrare, ma solo dopo percorsi contorti. “Ci sono stati giorni in cui per riuscire a loggarmi ho dovuto fare il periplo entrando prima da MyInps e da lì accedendo alla pagina del bonus”, racconta una psicologa che opera con pazienti in Emilia-Romagna e Abruzzo, dove i rimborsi “procedono per ora correttamente”.

Difficoltà temporanee di accesso ci sono state segnalate anche in Piemonte e Lombardia, mentre sembrano al riparo dalle disfunzioni più gravi, almeno per ora, Sardegna e Sicilia.

La risposta dell’Inps: “Non risultano blocchi”

Di fronte a questo scenario, abbiamo chiesto spiegazioni all’Inps. L’ufficio stampa dell’istituto ha risposto: “Relativamente al bonus psicologo, non risultano blocchi all’operatività o problematiche diffuse”.

Una posizione che, però, stride non poco con la mole di lamentele raccolte. Il rischio, tutt’altro che superficiale, è che la somma di tutti questi malfunzionamenti finisca per erodere sia la platea dei professionisti disposti ad aderire sia la fiducia dei pazienti. Un cortocircuito che trasformerebbe uno strumento necessario di salute pubblica in un inaccettabile ostacolo burocratico.

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