Salvini: “Se l’Ue non ci aiuta e cambia il Patto di stabilità, faremo da soli”
di Valentina ConteMatteo Salvini, vicepremier e leader Lega
ROMA – C’è un filo rosso che unisce i gazebo della Lega a Milano e i padiglioni del Vinitaly di Verona: la richiesta all’Ue di sospendere il Patto di stabilità per finanziare in deficit gli interventi contro la crisi energetica. Un corpo a corpo politico con Bruxelles che il vicepremier Matteo Salvini trasforma nel manifesto della mobilitazione leghista di sabato prossimo a Milano. «La priorità è sbloccare le norme europee che ci impediscono di aiutare gli italiani in difficoltà, tutto il resto viene dopo», scandisce Salvini, accusando la Commissione di permettere spese miliardarie per le armi, ma di impedire all’Italia «di fare altrettanto per aiutare chi non ce la fa». Il messaggio è un aut-aut: «O lo cambiano ‘sto Patto oppure, se continueranno a non sentirci, faremo da soli».
ROMA – C’è un filo rosso che unisce i gazebo della Lega a Milano e i padiglioni del Vinitaly di Verona: la richiesta all’Ue di sospendere il Patto di stabilità per finanziare in deficit gli interventi contro la crisi energetica. Un corpo a corpo politico con Bruxelles che il vicepremier Matteo Salvini trasforma nel manifesto della mobilitazione leghista di sabato prossimo a Milano. «La priorità è sbloccare le norme europee che ci impediscono di aiutare gli italiani in difficoltà, tutto il resto viene dopo», scandisce Salvini, accusando la Commissione di permettere spese miliardarie per le armi, ma di impedire all’Italia «di fare altrettanto per aiutare chi non ce la fa». Il messaggio è un aut-aut: «O lo cambiano ‘sto Patto oppure, se continueranno a non sentirci, faremo da soli».
Rischio recessione
L’affondo trova eco a Verona nelle parole di Adolfo Urso. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy invoca la sospensione delle regole fiscali come atto dovuto: «Certamente è opportuno valutare insieme altri interventi emergenziali a cui l’Europa non può sottrarsi». Per Urso, il blocco di Hormuz minaccia anche fertilizzanti e microelettronica: «Il Qatar è uno dei più grandi produttori al mondo di elio e noi lo importiamo soprattutto da lì. Se la situazione dovesse perdurare, le conseguenze per l’economia globale sarebbero molto gravi». A raffreddare il clima ci pensa il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, pur ammettendo preoccupazioni per petrolio e agricoltura, rassicura sugli stoccaggi: «Per il gas possiamo stare tranquilli, abbiamo riserve fino alla fine del prossimo inverno».
Le verifiche pompa per pompa
Anche Salvini si dice in fondo «fiducioso» rispetto al rischio recessione evocato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. E liquida come «sciocchezze» le ombre su razionamenti o didattica a distanza. Non demorde però sulla benzina: «Gli italiani non possono fare un mutuo per il pieno». Il vicepremier mette nel mirino petrolieri e banchieri, «velocissimi ad alzare i prezzi e molto più lenti a ridurli», annunciando controlli serrati: «Stiamo verificando pompa per pompa per evitare speculazioni».
Negli ultimi quattro giorni si registra una leggera flessione dei prezzi medi self sulla rete stradale: da 1,792 euro al litro a 1,783 per la benzina, da 2,184 a 2,162 euro per il gasolio. Ma La strada per il leghista resta quella di tassare gli extraprofitti. Urso non chiude e ricorda di aver parlato alle compagnie con «trasparenza, chiarezza e determinazione». Ma «ove si verificassero profitti ingiustificati si interverrà come col decreto bollette», aumentando l’Ires sulle imprese.
Pronto il decreto per Transizione 5.0
Intanto Urso guarda oltre. E annuncia che il decreto attuativo per la nuova Transizione 5.0, nella versione dell’iperammortamento, è «pronto» ed è stato trasmesso al ministero dell’Economia. «Sarà una misura triennale, fino a settembre del 2028, che consente alle imprese di programmare nel tempo i loro investimenti».