Economia

Rustichelli (Antitrust): “Garantiti rimborsi per 208 milioni a oltre 2 milioni di consumatori”

A destra, Roberto Rustichelli, presidente dell'Autorità Antitrust
A destra, Roberto Rustichelli, presidente dell'Autorità Antitrust 

Il garante della concorrenza e degli utenti: “Affrontate difficoltà epocali, il Covid, le guerre, i dazi, strumento di malsana competizione. Ma allentare le norme in materia di concentrazioni porterebbe a una minore crescita e a prezzi più alti per le famiglie”. In 7 anni decise sanzioni per 4,5 miliardi

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ROMA – Nel suo ultimo intervento in Parlamento da presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli rievoca le molteplici sfide che il garante della concorrenza e dei consumatori ha affrontato in 7 anni di lavoro, e gli autentici choc, dal Covid ai dazi di Trump (“strumento di malsana competizione tra Stati”, accusa). In ultimo, le guerre in Ucraina e Medio Oriente.

In questi complicati scenari, più voci hanno invocato l’allentamento dei vincoli antitrust per fronteggiare al meglio difficoltà eccezionali. Su questo punto, Rustichelli avverte che rafforzare l’economia europea non significa allentare i vincoli e le garanzie, ad esempio sulle concentrazioni.

Una minore concorrenza – spiega – finirebbe per generare un frutto avvelenato: prezzi più alti per cittadini e imprese, a cascata una crescita ridotta per l’economia. A dispetto di quello che si potrebbe pensare, è proprio la concorrenza a rendere l’Unione Europea e l’Italia più forti e anche “meno vulnerabili agli choc esterni”.

I ristori monetari

L’Antitrust italiana, precisa Rustichelli, non ha scelto sistematicamente la strada del no, al contrario. Non ha “ostacolato il rafforzamento delle imprese”, che ambivano a alleanze o fusioni. Come da suo mandato, ha semplicemente prevenuto “l’acquisizione di un potere di mercato suscettibile di indebolire la dinamica competitiva”.

Per Rustichelli, i numeri certificano la validità dell’azione dell’Antitrust nei 7 anni del suo mandato. Spiega che sono state esaminate oltre 172.000 segnalazioni e decise sanzioni per 4,5 miliardi di euro, di cui 4 miliardi per la violazione della concorrenza sui mercati e 500 milioni di euro per l’attentato alle norme a protezione del consumatore.

Tra il 2019 e il 2025, l’attività dell’Antitrust “ha generato benefici per imprese e consumatori pari a 9 miliardi di euro”. Oltre 2 milioni di consumatori hanno ricevuto ristori monetari (rimborsi) “per un totale di 208 milioni”.

Il caso Ryanair

Rustichelli rivendica una serie di decisioni, a suo parere coraggiose e tempestive. L’Antitrust, ad esempio, ha sanzionato Ryanair per oltre 250 milioni di euro. La compagnia aerea ha fatto lo sgambetto alle agenzie di viaggio, ostacolate nell’offerta di pacchetti ai viaggiatori.

Tuttora, e malgrado tante leggi e leggine, le famiglie sono bersaglio di continue chiamate con continue offerte commerciali. L’Antitrust ha imbrigliato quattro call center clandestini colpevoli di perpetrare un doppio inganno: nascondevano la propria identità e davano ai consumatori delle “informazioni non veritiere”, strappando contratti per forniture elettriche o di telefonia.

E ancora. Nel settore dell’abbigliamento “usa e getta”, l’Autorità ha bacchettato Shein per la “strategia di comunicazione ingannevole” sull’impatto ambientale dei propri prodotti.

Il caso Atac

Rustichelli rivendica anche il procedimento nei confronti di Atac, responsabile di “aver sistematicamente disatteso gli standard di qualità” nel trasporto pubblico a Roma. L’intervento ha assicurato “oltre 3 milioni di euro di rimborsi agli abbonati Metrebus”.

Atac ha anche messo in piedi “un sistema innovativo di ristoro, unico nel del trasporto pubblico locale”. Prevede il pagamento di un indennizzo “in caso di ritardi superiori ai 15 minuti”.

Ovviamente l’Antitrust ha cercato di presidiare la nuova frontiera del digitale. Dunque, “è intervenuta nei confronti dei social che, attraverso sistemi di raccomandazione basati sulla profilazione algoritmica, espongono gli utenti a contenuti pericolosi”. Prede preferite sono “gli utenti più giovani”.

Rustichelli nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati
Rustichelli nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati 

I baby influencer

Le persone, ovvio, comprano sempre di più via Internet. Per questo l’Antitrust si è data da fare “per assicurare ai consumatori informazioni trasparenti e veritiere in merito ai prezzi”, alle condizioni di vendita, alle qualità dei beni o servizi acquistati.

Di nuovo i giovanissimi sono il bersaglio preferito dei seduttori della Rete. Non ha caso l’Antitrust ha acceso un faro su giovani influencer che incoraggiano bambini e adolescenti all’uso precoce di cosmetici.

Sul fronte caldo dell’intelligenza artificiale, Rustichelli ricorda le pressioni sulle società (cinesi e anche europee) che hanno dimenticato di avvertire gli utenti dei limiti degli algoritmi. Tecnologie imperfette, artefici di errori e vere e proprie allucinazioni.

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