L’uscita di Giuseppina Di Foggia da Terna per approdare alla presidenza di Eni sta diventando un caso per la questione del riconoscimento o meno della “severance”. Cioé dell’indennità che normalmente spetta a chi è ad o dg di un gruppo al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
L’ad chiede 7,3 milioni di buona uscita
Ieri si è tenuto un cda di Terna sull’argomento e l’ad ha sostenuto di dover ricevere 7,3 milioni frutto del calcolo che comprende 24 mensilità sulla retribuzione globale di fatto. Ma il cda guidato da Igor De Biasio non ritiene che la severance debba spettare alla Di Foggia per due motivi.
Primo, la legge sul “pantouflage” dice che passando da una società a un’altra controllata dallo stesso azionista - nel …
L’uscita di Giuseppina Di Foggia da Terna per approdare alla presidenza di Eni sta diventando un caso per la questione del riconoscimento o meno della “severance”. Cioé dell’indennità che normalmente spetta a chi è ad o dg di un gruppo al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
L’ad chiede 7,3 milioni di buona uscita
Ieri si è tenuto un cda di Terna sull’argomento e l’ad ha sostenuto di dover ricevere 7,3 milioni frutto del calcolo che comprende 24 mensilità sulla retribuzione globale di fatto. Ma il cda guidato da Igor De Biasio non ritiene che la severance debba spettare alla Di Foggia per due motivi.
Primo, la legge sul “pantouflage” dice che passando da una società a un’altra controllata dallo stesso azionista - nel caso specifico la Cdp, che è azionista sia di Terna sia di Eni - non ci debba essere alcun riconoscimento.
Secondo, l’articolo 15.5 dello statuto di Terna impedisce o ogni consigliere di essere presente nel cda di altre società energetiche. Ed è per questo motivo che ieri in serata Stefano Cappiello, consigliere di Terna designato per entrare nel cda dell’Eni, si è dimesso con effetto dal 5 maggio, il giorno prima dell’assemblea di Eni che lo dovrà nominare.
Terna prende tempo
Di Foggia invece non intende dimettersi se prima non gli verrà riconosciuta la severance, avendo portato pareri legali di studi che lavorano con Terna i quali sostengono che l’azionista di Terna, Cdp Reti, è diverso da quello di Eni, vale a dire il Mef che infatti ha presentato la lista per il nuovo cda.
Ma il presidente De Biasio ha preso tempo commissionando pareri legali indipendenti sulla questione avendo dalla sua anche il supporto di Mef e Cdp, anche se non si sono ancora espressi direttamente.