✕

O’Leary di Ryanair: “Carburante fino a maggio, poi chissà”. E cambiano le regole del check-in

Ascolta l'audio

L’ad della low cost sulla situazione jet fuel: “Petrolio a 150 dollari ci costerebbe 600 milioni. L’unico Paese che rischia ora è il Regno Unito”
2 minuti di lettura

ROMA – “Le tasse sono peggio della guerra. Trump? Finché gestirà così male la situazione in Medio Oriente i prezzi rimarranno altissimi”. A parlare è l’ad di Ryanair Micheal O’Leary, schietto e travolgente come in ogni uscita pubblica. Tutta l’attenzione è puntata sulle forniture di jet fuel a rischio per l’estate in Europa a causa della guerra in Iran e il blocco di Hormuz.

"In questo momento - spiega - le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi di approvvigionamento durante maggio, ma non siamo sicuri per quanto riguarda giugno". Il gruppo non rivedrà le sue stime anche perché, ammette l’ad, non “sapremmo come farlo” perché non c’è visibilità sul futuro immediato. Ma i ritardi delle forniture e il rialzo del greggio è già c…

ROMA – “Le tasse sono peggio della guerra. Trump? Finché gestirà così male la situazione in Medio Oriente i prezzi rimarranno altissimi”. A parlare è l’ad di Ryanair Micheal O’Leary, schietto e travolgente come in ogni uscita pubblica. Tutta l’attenzione è puntata sulle forniture di jet fuel a rischio per l’estate in Europa a causa della guerra in Iran e il blocco di Hormuz.

"In questo momento - spiega - le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi di approvvigionamento durante maggio, ma non siamo sicuri per quanto riguarda giugno". Il gruppo non rivedrà le sue stime anche perché, ammette l’ad, non “sapremmo come farlo” perché non c’è visibilità sul futuro immediato. Ma i ritardi delle forniture e il rialzo del greggio è già costato a Ryanair 50 milioni di dollari.

Quanto costa la guerra a Ryanair

"L'80% del nostro carburante ha il prezzo bloccato fino al marzo del 2027 a 67 dollari al barile". Lo ha detto l'ad di Ryanair, Michael O' Leary, durante una conferenza stampa tenutasi nel quartier generale della compagnia aerea, a Dublino. "Il nostro 20% di marzo prezzato a febbraio è 74 dollari al barile, il nostro 20% di aprile, che è stato prezzato a marzo è di 150 dollari al barile e pensiamo che il nostro prezzo unhedged di maggio, che è stato prezzato ad aprile sarà vicino ai 150 dollari al barile - ha sottolineato l'ad". Nel solo mese di aprile l'unhedge "ci è costato 50 milioni di dollari in più" e se la situazione non dovesse migliorare e il prezzo rimanesse a 150 dollari al barile per 12 mesi, "ci costerebbe circa 600 milioni di dollari". Se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare nel medio termine e se lo stretto di Hormuz rimanesse bloccato "riteniamo che ci sia un rischio per il 10 o il 20% delle nostre forniture di carburante, ma nessuno di noi lo sa con certezza".

Nell'ipotesi che gli scontri terminassero entro maggio, perché i prezzi si riassestino "ci vorrebbero comunque tre o quattro mesi". "Se la guerra finisse domani, il costo del carburante potrebbe scendere sotto i 100 dollari al barile entro settembre" ha aggiunto.

Check-in, cambiano le regole

Intanto cambiano anche le condizioni riguardanti il check in per i passeggeri Ryanair, che avranno 20 minuti in meno per registrarsi e lasciare i bagagli. La compagnia aerea ha annunciata che da martedì 10 novembre i servizi di check in e consegna bagagli in tutti gli aeroporti in cui opera chiuderanno 60 minuti prima della partenza programmata (rispetto ai 40 minuti attuali) per offrire ai passeggeri più tempo per superare i controlli di passaporto e sicurezza aeroportuali, "riducendo così - sottolinea la compagnia aerea - il numero molto ridotto di passeggeri che attualmente perdono il volo, poiché si trovano bloccati in coda".

Leggi i commenti