Un altro triennio all’insegna della continuità per A2A. I soci della multiutility lombarda – tra cui i comuni di Milano e Brescia che insieme detengono oltre il 50% del gruppo – hanno confermato al vertice il presidente Roberto Tasca e l’amministratore delegato uscente, Renato Mazzoncini, le cui deleghe dovranno essere riconfermate nel corso della prima seduta del nuovo consiglio.
Rinnovato il cda fino al 2029
A fianco del presidente Tasca e di Mazzoncini, indicato dai comuni di Milano e di Brescia come amministratore delegato, in cda entra Flavio Pasotti come vicepresidente, che sostituisce l’uscente Giovanni Comboni. Il board si completa con Gaia Griccioli, Nicla Picchi, Mario Gualtiero, Francesco Motta, Maurizio Tira, Elisabetta Pistis e Elisabetta Cristiana Bombana, espres…
Un altro triennio all’insegna della continuità per A2A. I soci della multiutility lombarda – tra cui i comuni di Milano e Brescia che insieme detengono oltre il 50% del gruppo – hanno confermato al vertice il presidente Roberto Tasca e l’amministratore delegato uscente, Renato Mazzoncini, le cui deleghe dovranno essere riconfermate nel corso della prima seduta del nuovo consiglio.
Rinnovato il cda fino al 2029
A fianco del presidente Tasca e di Mazzoncini, indicato dai comuni di Milano e di Brescia come amministratore delegato, in cda entra Flavio Pasotti come vicepresidente, che sostituisce l’uscente Giovanni Comboni. Il board si completa con Gaia Griccioli, Nicla Picchi, Mario Gualtiero, Francesco Motta, Maurizio Tira, Elisabetta Pistis e Elisabetta Cristiana Bombana, espressione della lista di maggioranza. Tra i nomi proposti dai soci di minoranza – ovvero i fondi d'investimento titolari dell'1,42% del capitale – fanno ingresso in consiglio Vincenzo Cariello, Karina Audrey Litvack e Susanna Dorigoni.
Il collegio sindacale risulta invece composto da Simonetta Ciocchi, Sergio Carteny e la supplente Elisabetta Migliorati, indicati dalla lista di maggioranza, insieme alla presidente Silvia Muzi e al supplente Vieri Chimenti, indicati dai fondi di investimento.
I soci hanno dato il via libera anche al bilancio dell’esercizio 2025, al dividendo di 0,104 euro per azione e a un piano di riacquisto di azioni proprie.
Tasca: “A2A mantiene la rotta”
In un anno di “tensioni crescenti”, interviene Tasca rivolgendosi ai soci riuniti a Brescia, A2A “ha mantenuto la rotta”, proseguendo sul proprio percorso con investimenti cresciuti dell’11% a 1,7 miliardi di euro e un balzo del 71% nella capacità installata della rete elettrica. “I risultati del 2025 confermano la solidità di un modello industriale capace di performare anche nei momenti più difficili, che nell'ultimo triennio si è tradotta in un ritorno totale per gli azionisti del 108,5%”, conclude il presidente.
A2A punta sulla crescita organica
Adesso A2A punta a una crescita organica ed è fiduciosa di arrivare all’obiettivo dei cinque milioni di clienti a fine piano, nel 2035. “Non vedo in giro portafogli clienti particolarmente interessanti, la consapevolezza di essere integrati verticalmente è molto cresciuta negli ultimi anni e questo porterà più difficilmente a cedere pacchetti” di valore, spiega Mazzoncini. Il manager dunque guarda all’interno dell’azienda e alla propria “macchina commerciale”, ricordando che l’anno scorso A2A ha acquisito 600mila nuovi clienti.
Eppure, a detta dell’ad, nel settore dell’elettricità gli operatori sono “un numero irragionevole, 800 aziende che vendono energia e 500 che la producono. Questo crea competizione: un po’ fa bene, troppa crea dissinergie”. Il consolidamento, precisa, lo potrebbero fare gli operatori maggiori, “che in Italia sono Enel e A2A”.
“In Italia non c’è spazio per il nucleare”
Ferrea la posizione di Mazzoncini contro il nucleare. Non fa né per A2A né per l’Italia. Sollecitato da un azionista in assemblea, il manager spiega di non essere contrario “da un punto di vista tecnologico”, né essere “preoccupato per la sicurezza” degli impianti nucleari.
Semplicemente, “non riesco a immaginare il nucleare nel mix energetico italiano”, dive gli impianti “si devono poter accendere e spegnere in un'ora in caso di necessità. Se anche oggi venisse un nuvolone che blocca il fotovoltaico, Terna interverrebbe e farebbe partire gli impianti termoelettrici in un'ora. Il nucleare invece - incalza - richiede investimenti che per essere ripagati dovrebbero farlo funzionare per oltre 8mila ore l'anno e oggi non c'è spazio di mercato, neanche con i data center”.