Batterie, l’Asia batte l’Europa anche sul riciclo. L’innovazione è Made in China
di Emma BonottiMILANO – Dai cellulari, alle auto elettriche, ai sistemi di accumulo. Le batterie al litio alimentano lo sviluppo della tecnologia in una vasta gamma di settori. Ma quando l’energia si esaurisce, resta un oggetto da smaltire, o nel migliore dei casi, riciclare. Emerge così un secondo mercato, altamente innovativo, che dà una nuova vita ai rifiuti elettronici e che, ancora una volta, non è trainato dall’Europa.
La Cina primeggia con Brunt (Catl)
I campioni di questo ambito scientifico sono le aziende asiatiche. Uno studio condotto dall’Ufficio Europeo dei brevetti (Epo) e dall’ Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) attesta che nel 2023 il 63% delle famiglie di brevetti internazionali (Ipf) nel campo del riciclo delle batterie proveniva dall’Asia.
A fare la parte del leone è la Cina, che nel 2019 ha …
MILANO – Dai cellulari, alle auto elettriche, ai sistemi di accumulo. Le batterie al litio alimentano lo sviluppo della tecnologia in una vasta gamma di settori. Ma quando l’energia si esaurisce, resta un oggetto da smaltire, o nel migliore dei casi, riciclare. Emerge così un secondo mercato, altamente innovativo, che dà una nuova vita ai rifiuti elettronici e che, ancora una volta, non è trainato dall’Europa.
La Cina primeggia con Brunt (Catl)
I campioni di questo ambito scientifico sono le aziende asiatiche. Uno studio condotto dall’Ufficio Europeo dei brevetti (Epo) e dall’ Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) attesta che nel 2023 il 63% delle famiglie di brevetti internazionali (Ipf) nel campo del riciclo delle batterie proveniva dall’Asia.
A fare la parte del leone è la Cina, che nel 2019 ha scalzato Giappone e Corea dal gradino più alto del podio, grazie al sorpasso di Brunp – il braccio del colosso delle batterie Catl dedicato al riciclaggio – su Toyota, LG e Sumitomo Metal Mining. Fondata nel 2005 e acquisita dieci anni dopo da Catl, anch’essa cinese, Brunp tra il 2020 e il 2023 ha presentato il doppio delle richieste di brevetto della rivale Toyota. Negli anni, ha alimentato l’innovazione di Pechino sulla circolarità delle batterie, portando il settore a pesare dal 5 per cento nel 2013 al 29% nel 2023 sul mercato mondiale dei brevetti. Oggi il campione nazionale vanta una capacità di riciclaggio installata pari a circa il 5% del totale globale.
Il potenziale dell’Europa, (oggi marginale)
E l’Europa? Tra il 2015 e il 2023, prosegue lo studio, le aziende del Vecchio continente hanno costantemente rappresentato circa il 20% di tutte le famiglie di brevetti internazionali nel settore della circolarità delle batterie. I richiedenti europei sono particolarmente attivi nella raccolta e nella trasformazione chimica.
Un dato che, a detta degli esperti, “riflette il potenziale del blocco di gestire volumi crescenti di batterie usate”, facendo perno su aziende come Basf (chimica chimico) e Umicore (riciclaggio di batterie), nonché organizzazioni di ricerca e startup. Inoltre, l’Europa può contare su un quadro regolatorio “tra i più avanzati al mondo” in questo campo. In altre parole, ha il potenziale per costruire un ecosistema industriale formato da attori tra loro complementari.
Corsa alle batterie, tra luci e ombre
Quello delle batterie agli iodi di litio o ad altre tecnologie più avanzate è un mercato che cresce a passo svelto: la sua dimensione a livello mondiale è quintuplicata in quattro anni, passando dai 180 gigawattora del 2020 a 1100 nel 2024. E le previsioni proiettano il valore oltre 3500 entro il 2030.
C’è un’altra lettura più allarmante dello stesso fenomeno. Nei prossimi anni avremo a che fare con un numero sempre maggiore di rifiuti elettronici. Basti pensare che solo nell’automotive, circa 1,2 milioni di batterie per veicoli elettrici potrebbero raggiungere la fine del loro ciclo di vita nel 2030. Numero che Epo e Aie vedono a 14 milioni entro il decennio successivo.
Il focus sul riciclo
Ecco perché le invenzioni per recuperare ciò che resta di una batteria esausta assumono un ruolo sempre più centrale nel dialogo dei ricercatori. Tra il 2017 e il 2023, il numero dei brevetti relativi alla circolarità delle batterie aumentava a un tasso annuo del 42 per cento, ben al di sopra del tasso di riferimento globale dell'innovazione, pari a circa il 2%, e superando anche il numero complessivo di domande internazionali relative alle tecnologie delle batterie ricaricabili.
L’egemonia nel riciclo porta con sé un certo vantaggio anche in altri mercati. Il recupero di metalli dalle batterie esauste rappresenta un’alternativa (parziale) all’estrazione mineraria, dove la catena di approvvigionamento si concentra in una manciata di Paesi. Tra cui, è bene ricordarlo, la Cina, che controlla la raffinazione di 19 sui 20 minerali critici necessari al settore energetico. Tessera dopo tessera, Pechino consolida il proprio dominio attorno alle materie prime critiche, spaziando dalla produzione alla trasformazione alla messa sul mercato e ora, all’innovazione scientifica.