Economia

Aerei, Salvini: “In Italia riserve di carburanti fino a maggio”. Rischio tagli ai voli

Matteo Salvini (in piedi) con Matteo Piantedosi
Matteo Salvini (in piedi) con Matteo Piantedosi 

Il ministro dei Trasporti interviene alla Camera sull’emergenza jet-fuel e sulla tendenza delle compagnie ad aumentare i prezzi: “Ma non siamo di fronte a un'emergenza che mette a rischio la continuità del sistema. Debole la risposta della Commissione Ue”. Sul fronte dei Tir “impegno per evitare lo sciopero”

2 minuti di lettura

ROMA – In Italia – dice il ministro Matteo Salvini (Trasporti) alla Camera dei deputati – le riserve di carburanti per aerei “garantiscono l'operatività almeno fino a tutto il mese di maggio". Un dato non certo positivo anche se “la nostra posizione – aggiunge il ministro – risulta più solida rispetto a quella di gran parte degli Stati europei”.

“Il 50% del carburante per aerei destinato agli aeroporti italiani transita per Hormuz, mentre la restante metà è fornita da altri Paesi, tra cui Libia e Egitto”.

“La scorsa settimana il prezzo medio del carburante per aerei si è attestato a 180 dollari al barile, un dato in lieve calo sia su base settimanale che mensile, ma che resta comunque estremamente elevato. Parliamo di un più 80% rispetto alla settimana precedente allo scoppio del conflitto in Medio Oriente e di un prezzo praticamente raddoppiato su base annua”.

Tariffe e frequenze

“Questo significa che la pressione sui costi resta fortissima. Se questo scenario dovesse prolungarsi sarà sempre più difficile mantenere l'equilibrio che con fatica stiamo garantendo ai cittadini. Le compagnie stanno già segnalando criticità concrete: il rischio di una riduzione dei voli disponibili e un ulteriore aumento delle tariffe per cittadini e imprese che per il momento siamo riusciti a bloccare”.

Aggiunge Salvini: “Non siamo di fronte a un'emergenza che mette a rischio la sicurezza dei voli o la continuità del sistema. Il nostro Paese regge, perché c'è un lavoro quotidiano coordinato tra il ministero dei Trasporti, lo Sviluppo Economico, l'Enac, i gestori aeroportuali e tutta la filiera”.

Le vacanze

“Il governo sta lavorando su più livelli - dice ancora Salvini - è in piedi un confronto costante con gli operatori del settore per evitare, quanto più possibile, fenomeni speculativi e contenere gli aumenti che, peraltro, mi sono stati chiesti per la continuità territoriale (i collegamenti ad esempio verso la Sardegna) e che per il momento siamo riusciti a evitare”.

Poi c’è il livello europeo. “Martedì scorso ho partecipato (a Bruxelles) alla riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti sull'impatto della crisi in Mar Rosso, da cui è emersa la necessità di mantenere un approccio di vigilanza, evitando di alimentare un clima eccessivo di allarme per i viaggiatori”.

La Commissione Ue ha anche avviato un monitoraggio sulle catene di approvvigionamento del carburante per aeromobili. Dice al riguardo Salvini: lavoriamo per “garantire che il sistema continui a funzionare senza interruzioni quantomeno per tutto il periodo estivo”.

Le emissioni

“In quella stessa sede ho richiamato l'attenzione sulla debolezza della proposta della Commissione Ue ad oggi, perché si occupa solo del medio-lungo periodo mentre ci approcciamo a una stagione estiva che è alle porte”.

“La risposta alla crisi che abbiamo suggerito dovrebbe essere una sospensione dei vincoli imposti dal Green Deal, i cui numerosi regolamenti poggiano su condizioni non attuali e che necessitano di un profondo e ben studiato processo di revisione; penso alla tassazione Ets per il settore marittimo e l'aereo”.

L’Ets è il sistema europeo che fa pagare alle aziende una quota per le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra. Chi inquina deve comprare permessi per coprire le proprie emissioni. L’Unione europea lo presenta come uno strumento per ridurre l’inquinamento e finanziare la transizione verde.

L’agitazione

In vista dello sciopero degli autotrasportatori del 25 e 29 maggio, con il concreto rischio di paralisi per il Paese, il ministro assicura che la priorità del governo è aiutare le imprese del settore che stanno affrontando costi “esorbitanti”.

L’Italia ha già messo in campo un credito d’imposta da 100 milioni di euro per le imprese, così da compensare una parte dell’aumento del prezzo del carburante tra marzo e maggio.

Ma la misura non è sufficiente. Il governo lavora per aumentare il rimborso, con l’obiettivo di coprire più del 50% delle maggiori uscite che le aziende sostengono. L’Italia pensa di usare, con questo obiettivo, nuove risorse della fiscalità italiana, sia pure nel rispetto delle regole europee.

I commenti dei lettori