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La disoccupazione scende ma non è una buona notizia: in calo gli occupati, salgono gli inattivi

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I dati preliminari di Istat di marzo certificano un trend in atto da tempo. E continua a “invecchiare” la forza lavoro: +350mila tra gli over 50, mentre diminuiscono nelle classi più giovani
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ROMA – Il tasso di disoccupazione di marzo al 5,2%, in calo di 0,1 punti rispetto al mese precedente e di 1,1 punti rispetto all’anno scorso, non è per forza una buona notizia. Il numero nasconde due tendenze negative in atto ormai da tempo nel mercato del lavoro italiano. Da una parte, aumentano gli inattivi. Ossia chi non lavora né ha cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti alla rilevazione (né è disponibile a lavorare nelle due successive). Dall’altra, il numero degli occupati è in calo e l’unica classe ad aumentare stabilmente nel tempo è quella degli over 50. Un invecchiamento della forza lavoro che non è un segnale di salute per l’economia.

Disoccupazione in calo al 5,2%

L’Istat registra che a marzo il tasso di disoccupaz…

ROMA – Il tasso di disoccupazione di marzo al 5,2%, in calo di 0,1 punti rispetto al mese precedente e di 1,1 punti rispetto all’anno scorso, non è per forza una buona notizia. Il numero nasconde due tendenze negative in atto ormai da tempo nel mercato del lavoro italiano. Da una parte, aumentano gli inattivi. Ossia chi non lavora né ha cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti alla rilevazione (né è disponibile a lavorare nelle due successive). Dall’altra, il numero degli occupati è in calo e l’unica classe ad aumentare stabilmente nel tempo è quella degli over 50. Un invecchiamento della forza lavoro che non è un segnale di salute per l’economia.

Disoccupazione in calo al 5,2%

L’Istat registra che a marzo il tasso di disoccupazione scende al 5,2% (-0,1 punti), mentre quello giovanile aumenta al 18,1% (+0,6 punti). I disoccupati su base mensile diminuiscono di 38mila unità a quota 1 milione 323mila e di 304mila unità su base annua. Il calo delle persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d'età a eccezione dei 15-24enni, tra i quali i disoccupati risultano in lieve crescita.

Calano gli occupati, crescono gli inattivi

A marzo 2026, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi. Nel mese, rileva l'Istat, gli occupati diminuiscono di 12mila unità su febbraio e di 30mila unità su marzo 2025 e si attestano su 24 milioni 124mila. Il calo riguarda le donne, i dipendenti a termine, gli autonomi, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni. Il tasso di occupazione è al 62,4%, invariato sul mese e in calo di 0,3 punti sull'anno. Sale il tasso di inattività al 34,1% (+0,1 punti sul mese, +1,0 punti sull'anno), ma non in maniera omogenea. La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%, pari a +46mila unità) si riscontra per entrambi i sessi, tra i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d'età. Gli inattivi risultano invece stabili tra i 25-34enni e in diminuzione tra i 35-49enni. Rispetto a marzo 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-18,7%, pari a -304mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,9%, pari a +351mila unità).

L’invecchiamento degli occupati

Si conferma sull'anno l'invecchiamento della popolazione lavorativa. Gli occupati tra i 15 e i 24 anni a marzo diminuiscono di 141mila unità su marzo 2025, quelli tra 25 e 34 anni sono sostanzialmente stabili (-1mila) mentre quelli tra i 35 e i 49 anni perdono 246mila unità. Gli over 50 occupati crescono di 358mila unità sull'anno precedente. Su base mensile gli over 50 perdono 13mila occupati e la fascia tra i 34 e i 49 anni ne guadagna 23mila. Gli occupati tra i 15 e i 24 anni sono 34mila in meno e quelli della fascia tra i 25 i i 34 anni 12mila in più.

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