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Effetto guerra sui prezzi, balzo dell’inflazione ad aprile. E la crescita frena ancora: Pil +0,2%

(ansa)

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I dati preliminari Istat sul periodo gennaio-marzo non sono entusiasmanti: solo mezzo punto nel 2026. Mentre il carrello della spesa sale del 2,5%
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ROMA – C’è ancora il segno più davanti al dato del prodotto interno lordo, ma i numeri sono pericolosamente vicini allo zero. L’Istat pubblica le stime preliminari sul Pil nel primo trimestre del 2026, cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% in termini tendenziali. La crescita acquisita per tutto il 2026, ossia quella che si otterrebbe con una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è dello 0,5%. Mezzo punto di crescita nei 12 mesi, sempre che la crisi in Medio Oriente con il blocco di Hormuz si sblocchi e non si aggravi. L’istituto di statistica registra l’effetto guerra anche sui prezzi e l’impatto sull’inflazione è sensibile.

La stangata energia: balzo dell’inflazione

La guerra, secondo le stime del governo di iniz…

ROMA – C’è ancora il segno più davanti al dato del prodotto interno lordo, ma i numeri sono pericolosamente vicini allo zero. L’Istat pubblica le stime preliminari sul Pil nel primo trimestre del 2026, cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% in termini tendenziali. La crescita acquisita per tutto il 2026, ossia quella che si otterrebbe con una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è dello 0,5%. Mezzo punto di crescita nei 12 mesi, sempre che la crisi in Medio Oriente con il blocco di Hormuz si sblocchi e non si aggravi. L’istituto di statistica registra l’effetto guerra anche sui prezzi e l’impatto sull’inflazione è sensibile.

La stangata energia: balzo dell’inflazione

La guerra, secondo le stime del governo di inizio aprile, è già costata due decimi di Pil. L’impatto pù forte è quello sui prezzi dell’energia, con il petrolio Brent che da 72 dollari al barile è balzato in questi due mesi di conflitto stabilmente oltre i 100. E il gas al Ttf di Amsterdam è acquistato oltre i 45 euro al Megawattora (da 31 euro/Mwh). Gli extra-costi pesano sulle imprese e anche sulle famiglie, facendo lievitare le bollette. Lo certificano le stime preliminari, sempre Istat, sull’inflazione nel mese di aprile. La variazione, in aumento, è dell’1,2% su base mensile del 2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente)”. "La dinamica dell'inflazione - viene indicato - riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati (da -2% a +9,9%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e dell'accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +6%)". Una questione che non investe solo il nostro Paese, infatti ad aprile l'inflazione nell'Eurozona è salita al 3% dal 2,6% di marzo.

A spingere la crescita è il comparto dei servizi mentre, non a caso segnano una diminuzione agricoltura e industria che sono i settori più energivori. Dal lato della domanda, si rileva un contributo positivo della componente estera netta al quale si associa un corrispondente contributo negativo della domanda interna (al lordo delle scorte).

Il carrello della spesa +2,5%

Il tasso di variazione annuo dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (che compongono il cosiddetto carrello della spesa) ad aprile sale a +2,5% (da +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,1% a +4,3%). Lo comunica l'Istat. Le associazioni dei consumatori stimano che i rincari per le famiglie si tradurranno in una maggiore spesa di circa 1.000 euro all’anno. "L'inflazione tendenziale al 2,8% significa, per una coppia con due figli, un aumento complessivo del costo della vita pari a 1.053 euro su base annua, una vera stangata, 287 euro per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 304 per il carrello della spesa – ragiona il presidente di Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona – Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 966 euro, 252 euro soltanto per cibo e bevande, 269 per il carrello. In media, per una famiglia la sberla è di 753 euro, 198 per mangiare e bere", conclude Dona. "Maxi-stangata da quasi 1.000 euro a famiglia italiana, con l'inflazione che ad aprile si impenna al +2,8% a causa del fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio legato alla crisi in Medio Oriente", è il commento del Codacons.

Per Assoutenti, con dati come per la verdura fresca che "rincara di oltre il 22% rispetto allo scorso anno", si tratta di "incrementi dei prezzi che colpiscono voci primarie di cui i cittadini non possono fare a meno, mettendo in crisi i bilanci dei nuclei meno abbienti": il governo, dice il presidente Gabriele Melluso, "deve proseguire sul taglio delle accise e agevolazioni per gli autotrasportatori, e vigilare con la massima attenzione su speculazioni o andamenti anomali dei listini, per evitare un drammatico calo dei consumi che avrebbe conseguenze disastrose per l'economia italiana".

Disoccupazione scende al 5,2% con aumento inattivi

A marzo il tasso di disoccupazione scende ma i numeri nascondono un mercato del lavoro quasi fermo. A ritoccare “positivamente” il dato è l’aumento degli inattivi, una dinamica già fotografata nei precedenti report. Nel mese, rileva l'Istat, gli occupati diminuiscono di 12mila unità su febbraio e di 30mila unità su marzo 2025. Il tasso di occupazione è al 62,4%, invariato sul mese e in calo di 0,3 punti sull'anno. Il tasso di disoccupazione è al 5,2% in calo di 0,1 punti sul mese e di 1,1 punti sull'anno. Sale il tasso di inattività al 34,1% (+0,1 punti sul mese, +1,0 punti sull'anno). Diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) in tutte le classi d’età a eccezione dei 15-24enni, tra i quali i disoccupati risultano in lieve crescita (18,1%, +0,6 punti).

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