ROMA – Nel Primo Maggio del “lavoro dignitoso” la premier Giorgia Meloni rivendica il decreto Lavoro e il principio del “salario giusto”: risorse pubbliche solo a chi rispetta i lavoratori, non a chi «sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata».
Intanto Cgil, Cisl e Uil tornano insieme sul palco nazionale di Marghera, con Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, per rilanciare salari, contrattazione, nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale.
Al centro della piazza sindacale anche la lotta al lavoro precario e insicuro, ai contratti pirata e allo sfruttamento, insieme alla richiesta di nuove politiche industriali e investimenti per la buona occupazione. Una giornata che proseguirà poi a Roma con il tradizionale concertone in piazza San Giovanni.
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Fratoianni: «Nuovo decreto di Meloni non migliora affatto le condizioni dei lavoratori»
«Oggi è il Primo maggio ma forse Giorgia Meloni sì è confusa con il 1 Aprile: quello del suo governo è un altro decreto sul lavoro che non migliora le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici italiane». Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti a Marghera dove è giunto insieme alla segretaria del Pd Schlein per seguire la manifestazione nazionale di Cgil Cisl Uil.
«Non c'è salario giusto senza salario minimo, non c'è lavoro giusto con la precarietà che aumenta, non c'è lavoro sicuro - prosegue il leader rossoverde - fino a quando di continua ad allungare la catena dell'appalto e del subappalto.
Servono interventi per aumentare gli stipendi ed è il momento di tornare ad agganciare gli stipendi all'inflazione reale per proteggere il potere d'acquisto delle famiglie italiane».
Landini: «Vogliamo salari più alti dell’inflazione»
Dal palco di Marghera, Maurizio Landini rilancia la battaglia salariale: «il lavoro dignitoso non è uno slogan, ma una rivendicazione», dice. Perché oggi «anche chi lavora è povero». Nei rinnovi contrattuali, per il leader Cgil, bisogna chiedere salari «che vanno oltre l’inflazione» e un meccanismo che consenta di rivalutarli ogni anno. Poi il fisco: lavoratori e pensionati, denuncia, hanno pagato «24 miliardi di tasse in più» per il fiscal drag e per questo vanno rivalutati aliquote e scaglioni Irpef. Landini attacca anche il decreto Lavoro: «Se fai un decreto il Primo maggio, qualcosa deve tornare anche ai lavoratori. Arriva un euro lunedì? No». E chiude su pace e lavoro: «No guerre, no armi, scendiamo in piazza per la pace, lanciamo una nuova battaglia internazionale. Non esistono guerre giuste. La pace è la condizione per il lavoro dignitoso».
Fumarola: «L’IA sia alleata, non padrona»
Dal palco di Marghera, Daniela Fumarola chiede di aumentare i salari, «questione di giustizia», e di contrastare «con ogni energia» il lavoro sfruttato, soprattutto di giovani e donne. La leader Cisl cita il caso dei 37 lavoratori licenziati via WhatsApp proprio a Marghera e avverte: «L’IA può sostituire il lavoro, senza sostituire il reddito». Per questo, dice, la tecnologia deve essere «alleata, non padrona». Fumarola promuove il decreto Lavoro perché indica i contratti di Cgil, Cisl e Uil come riferimento: «Neanche un euro pubblico deve andare sotto questa soglia di decenza». Ma chiede di rafforzarlo in conversione, chiudere l’accordo sulla rappresentanza e rinnovare tutti i contratti. «Il domani – conclude – non lo decideranno gli algoritmi, ma lavoratori, pensionati e giovani generazioni».
Bombardieri: «Le regole le scriviamo noi»
Dal palco di Marghera, Pierpaolo Bombardieri mette al centro la dignità del lavoro: non solo economica, dice, ma impossibile se milioni di giovani restano intrappolati in part-time «non volontari» e stipendi bassi. Il leader Uil denuncia 8 milioni di lavoratori sotto i 15 mila euro lordi annui, 3 milioni di lavoratori in nero e incidenti mortali che definisce «omicidi», chiedendo Procure speciali. Attacca gare pubbliche al massimo ribasso, convenzioni con Asl che non garantiscono salari dignitosi e «sindacati gialli» che firmano contratti al ribasso: «Vergognatevi». Promuove il principio del decreto sul salario giusto, ma avverte: «Manca un pezzo», l’accordo sulla rappresentanza con le imprese. E chiude sull’unità sindacale: «Non è vero che siamo divisi. Abbiamo sensibilità diverse, ma ci rispettiamo anche quando litighiamo. Se il sindacato è unito non ce n’è per nessuno: le regole le scriviamo noi».
Bonelli: Meloni ha reso l’Italia più povera
Angelo Bonelli attacca la premier Meloni e accusa il governo di fare «propaganda» sul Primo maggio. Il deputato Avs cita i dati Istat sulla povertà assoluta, «oltre 5,7 milioni di persone», e denuncia salari bassi, precarietà e perdita di potere d’acquisto. Per Bonelli «l’occupazione cresce, ma cresce male», soprattutto tra gli over 50, mentre i giovani restano indietro. Nel decreto Lavoro, aggiunge, ci sono «risorse per le imprese, ma nulla per i salari»: nessuna indicizzazione all’inflazione e nessun salario minimo. «Il lavoro si difende con i diritti, non con gli slogan», conclude.
Schlein: la Repubblica è fondata sul lavoro, non sulla precarietà
Elly Schlein celebra il Primo maggio rilanciando la difesa del «lavoro dignitoso». La segretaria del Pd ricorda l’incontro con le lavoratrici e i lavoratori di Natuzzi, «che lottano per il proprio posto di lavoro e per salvare una storia importante del Made in Italy». E cita il caso Trasnova a Pomigliano, dove dopo mesi di mobilitazione è arrivato il ritiro dei licenziamenti. «La lotta serve», scrive Schlein sui social. Poi il messaggio politico: «La Repubblica è fondata sul lavoro. Non sulla cassa integrazione, non sul lavoro povero o precario».
Elly Schlein e Nicola Fratoianni sono arrivati a Marghera alla manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil per la festa dei lavoratori. I due leader dell’opposizione hanno salutato e abbracciato Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri e Daniela Fumarola, prima di fare un giro in piazza augurando «buon Primo maggio».
Salvini: grazie a chi lavora e a chi crea lavoro
Matteo Salvini affida ai social il suo messaggio per il Primo maggio. Il vicepremier ringrazia «chi lavora e rende grande la nostra Italia», ma anche «chi crea lavoro, superando burocrazia e regole europee assurde». Un pensiero, aggiunge, va anche «a chi il lavoro lo cerca e non si arrende, mai». Poi l’augurio finale: «Buon Primo maggio a tutti».
Mattarella omaggia i caduti sul lavoro
Nel giorno del Primo maggio, all’Inail si è svolta la tradizionale cerimonia in memoria delle vittime del lavoro. Davanti alla sede della Direzione generale, a Roma, due corazzieri hanno deposto una corona di fiori del presidente Sergio Mattarella davanti al monumento dedicato ai minatori morti nella costruzione della galleria del San Gottardo.
Per i vertici dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo e Marcello Fiori, il Primo maggio è prima di tutto «il giorno della riflessione collettiva». «Dietro ogni infortunio mortale – ricordano – c’è una vita spezzata, una famiglia colpita, una comunità ferita». L’Inail richiama le parole di Mattarella: «Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per l’intera società». E rinnova l’impegno per una prevenzione condivisa tra istituzioni, lavoratori, imprese e sindacati.
Marghera, simbolo della crisi industriale
Marghera non è una scelta casuale, tra petrolchimico e impatto dell’Ia. Per Bombardieri (Uil) è «uno di quei luoghi dove la trasformazione globale ha messo in crisi una scelta industriale di tanto tempo fa». Fumarola (Cisl) la indica come il luogo delle «contraddizioni» del Paese: realtà produttive importanti, crisi industriali e persino il caso dei 37 lavoratori licenziati via WhatsApp perché sostituiti dall’intelligenza artificiale. Per questo, dice la leader Cisl, «il lavoro dignitoso lo si conquista e lo si realizza attraverso la contrattazione». Landini (Cgil) chiude il cerchio: Porto Marghera è «un simbolo» del passato industriale italiano, ma anche del cambiamento necessario «sul piano della produzione e dello sviluppo economico».
Cisl e Uil promuovono il decreto
Da Marghera, Cisl e Uil promuovono il decreto Lavoro sul salario giusto. Per Daniela Fumarola è «un passo in avanti» e «il primo tassello» del Patto della responsabilità. La segretaria Cisl si dice «abbastanza soddisfatta» perché il provvedimento fissa tre principi: centralità della contrattazione firmata dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, riferimento al Tec – il Trattamento economico complessivo – e incentivi pubblici solo alle imprese che applicano quei contratti.
Sulla stessa linea Pierpaolo Bombardieri, che parla di «risultato importante» e «non scontato». Per il segretario Uil, il decreto introduce per la prima volta un atto politico sul salario dignitoso, legandolo ai contratti maggiormente rappresentativi. E soprattutto afferma la condizionalità degli incentivi alle aziende, dopo mesi di battaglia contro i contratti che riducono diritti e salari.
Landini: “I salari non aumentano, il governo fa propaganda”
Maurizio Landini accusa il governo di fare «propaganda» sul decreto Lavoro. Il provvedimento, dice, «non dà un euro in più ai lavoratori» e «non aumenta i salari»: i 960 milioni «già c’erano» e «vanno alle imprese». Il leader Cgil denuncia «salari bassi», persone che «non arrivano a fine mese» e contratti pubblici rinnovati con aumenti del 6% a fronte di un’inflazione al 18%. La priorità, insiste, è «aumentare i salari» e rivalutarli ogni anno «in base all’inflazione reale». Quanto ai contratti pirata, Landini avverte: «Questo decreto non li cancella». E aggiunge: «Non è il governo che sceglie con chi discutere, sono i lavoratori che decidono da chi farsi rappresentare».
Landini insiste: «Questo è il governo che parla di salario giusto e poi non aumenta i salari ai suoi dipendenti. È il governo che non sta riducendo la precarietà, che sta favorendo che i giovani vadano via dal nostro Paese. Quindi è il momento di dire basta propaganda e di provare a risolvere i problemi che fino ad ora non ha risolto».
Cgil, Cisl e Uil insieme per il lavoro dignitoso
Cgil, Cisl e Uil tornano insieme sul palco del Primo maggio a Marghera, sotto lo slogan “lavoro dignitoso”. Con Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, i sindacati rimettono al centro salari, contrattazione, nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale. Una piazza unitaria, anche se restano differenze di giudizio sul decreto Lavoro varato dal governo: positivo per Cisl e Uil, criticato dalla Cgil.
Il messaggio comune è contro lavoro precario, sottopagato e insicuro, contratti pirata, sfruttamento e nuove forme di schiavismo. Da Marghera parte anche la richiesta di nuove politiche industriali e investimenti per creare sviluppo sostenibile e buona occupazione. La giornata proseguirà poi a Roma con il tradizionale concertone in piazza San Giovanni.
Meloni: “Risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori”
«Le risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata». Nel giorno del Primo maggio Giorgia Meloni rivendica il decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei ministri e lo definisce «un altro tassello importante» per affermare «il principio del salario giusto».
Per la premier, scrive in un post su X, il salario giusto «non si difende con slogan o scorciatoie», ma «valorizzando la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza sulla pelle delle persone». Il cuore politico del messaggio è il nuovo criterio sugli incentivi pubblici: niente bonus a chi applica contratti pirata o sottopaga i dipendenti.