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Start Tax, meno tasse agli under 35. Vantaggi da 300-500 euro in più al mese. Ecco come funziona

I salari in Italia crescono con l'anzianità 

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La proposta Nannicini-Orecchia. Irpef più leggera per i giovani, fino a 391 euro netti in più al mese con 35mila euro di reddito. Costo tra 6 e 12,5 miliardi
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ROMA – Una Irpef più leggera per gli under 35. Non un bonus alle imprese, ma più soldi netti in tasca ai giovani lavoratori. È la Start Tax proposta dall’economista Tommaso Nannicini con Marcello Orecchia. Una riforma fiscale per correggere la penalizzazione delle nuove generazioni, strette tra salari d’ingresso bassi, carriere lente, contributi pieni oggi e pensioni più povere domani. Il costo va da 6 a 12,5 miliardi, a seconda della versione scelta. Il vantaggio, nella formula più forte, arriva a 271 euro netti al mese per un reddito imponibile di 25mila euro e a 391 euro per chi ne guadagna 35mila.

La logica è semplice: rendere l’Irpef progressiva non solo in base al reddito, ma anche in base all’età. Chi è all’inizio della vita lavorativa guadagna meno, ha pochi risparmi, più difficoltà ad affittare casa, accendere un mutuo, trasferirsi o investire in formazione. Per questo, secondo Nannicini, deve pagare meno tasse. Una «doppia progressività»: sul reddito, come prevede la Costitu…

ROMA – Una Irpef più leggera per gli under 35. Non un bonus alle imprese, ma più soldi netti in tasca ai giovani lavoratori. È la Start Tax proposta dall’economista Tommaso Nannicini con Marcello Orecchia. Una riforma fiscale per correggere la penalizzazione delle nuove generazioni, strette tra salari d’ingresso bassi, carriere lente, contributi pieni oggi e pensioni più povere domani. Il costo va da 6 a 12,5 miliardi, a seconda della versione scelta. Il vantaggio, nella formula più forte, arriva a 271 euro netti al mese per un reddito imponibile di 25mila euro e a 391 euro per chi ne guadagna 35mila.

La logica è semplice: rendere l’Irpef progressiva non solo in base al reddito, ma anche in base all’età. Chi è all’inizio della vita lavorativa guadagna meno, ha pochi risparmi, più difficoltà ad affittare casa, accendere un mutuo, trasferirsi o investire in formazione. Per questo, secondo Nannicini, deve pagare meno tasse. Una «doppia progressività»: sul reddito, come prevede la Costituzione, e sull’età.

Che cos’è la Start Tax

La Start Tax è una riduzione strutturale dell’Irpef per i lavoratori sotto i 35 anni. Il punto di partenza del paper Nannicini-Orecchia è che l’Italia «tassa il futuro»: protegge chi è già dentro il sistema e scarica sui giovani il costo della stagnazione. I giovani oggi guadagnano meno, pagano contributi pieni e avranno pensioni più basse.

Perché serve: il divario tra giovani e anziani

Negli ultimi quarant’anni il divario salariale tra generazioni si è allargato. Nel 1985 un lavoratore over 55 guadagnava in media il 21% in più di un under 35. Nel 2019 il vantaggio è salito al 45%. La causa è un mercato del lavoro ancora legato all’anzianità, dove le retribuzioni crescono più con gli anni che con le competenze, mentre la stagnazione della produttività ha rallentato le carriere dei giovani.

Come funziona: due ipotesi

La versione più ambiziosa prevede aliquote Irpef ridotte per tutti gli under 35: 10%, 20% e 30% al posto delle aliquote ordinarie 23%, 33% e 43%. Dopo i 35 anni si torna gradualmente all’Irpef ordinaria, con un décalage di tre anni.

La seconda versione è più semplice: l’Irpef si calcola normalmente e poi si applica uno sconto del 50% sull’imposta netta dovuta dagli under 35.

Quanto costa

La variante ad aliquote ridotte costa 12,5 miliardi, circa 0,6% del Pil. Quella con lo sconto del 50% sull’Irpef netta costa invece circa 6 miliardi, pari allo 0,3% del Pil. Sono stime contabili: non considerano gli eventuali effetti positivi su occupazione giovanile, crescita e gettito futuro.

Quanto vale in busta paga

Nella versione più forte, il beneficio è consistente. Un giovane dipendente con 25mila euro di reddito imponibile avrebbe 271 euro netti in più al mese. Con 35mila euro, l’aumento sarebbe di 391 euro. Con 50mila euro, 578 euro. Per chi è all’inizio della carriera, 300 o 500 euro al mese possono voler dire affitto, mutuo, trasferimento per lavoro o formazione.

Il premio per chi studia

La Start Tax prevede anche un premio alla formazione. L’agevolazione durerebbe di più per chi completa un percorso universitario: due anni in più per la laurea triennale, tre per la magistrale o specialistica, quattro per dottorato o master di secondo livello. L’idea è compensare l’ingresso più tardivo nel mercato del lavoro di chi investe in capitale umano.

Dove esiste già

Misure simili esistono già in Europa. Il Portogallo ha l’IRS Jovem, con esenzione totale il primo anno e sconti decrescenti fino a dieci anni, per i giovani fino a 35 anni. La Polonia esenta dall’imposta sul reddito i lavoratori fino a 26 anni entro circa 19 mila euro annui. In Croazia l’Irpef è azzerata fino a 25 anni e dimezzata tra 26 e 30. In Ungheria gli under 25 non pagano la flat tax del 15%.

Non è un bonus

La critica è che la Start Tax possa diventare l’ennesima agevolazione dentro un’Irpef già frammentata. Nannicini e Orecchia rispondono che è il contrario: non un bonus temporaneo, ma una riforma strutturale basata su una variabile non manipolabile, l’età. La differenza con gli incentivi alle assunzioni è netta: la Start Tax non dà soldi alle imprese, ma aumenta direttamente il reddito disponibile dei giovani lavoratori.

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