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Aerei, Spirit fallisce. Prima compagnia vittima della guerra Usa-Iran. Piano Trump inefficace

Uno dei 131 Airbus di Spirit 

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Il vettore low cost, che deteneva una quota di mercato del 3,4% negli Usa, cancella tutti i suoi voli. A casa i quasi 7.500 dipendenti. Disagi per migliaia di passeggeri. Il governo ha proposto una specie di nazionalizzazione, ma il caro cherosene ha dato il colpo di grazia alle speranze. Così per i rimborsi
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ROMA – Spirit Airlines è la prima compagnia aerea vittima delle sue gravi fragilità finanziarie, ma anche del caro carburante, dunque della guerra tra Usa e Iran.

Il vettore low cost statunitense – con sede a Dania Beach, in Florida – cancella tutti i voli, invita i passeggeri prenotati a non raggiungere gli aeroporti (ma tante persone ci sono andate comunque) e termina ogni sua attività.

Il triste epilogo prende corpo dopo che i creditori hanno bocciato un piano di salvataggio che il governo americano ha sostenuto con uno stanziamento pubblico di 500 milioni di dollari.

L’amministrazione Trump – che accusa dunque un altro grave colpo – ha proposto una specie di statalizzazione di Spirit. In cambio dei 500 milioni, avrebbe ricevuto warrant. Sono titoli che avrebbero riconosciuto allo Stato il diritto di acquisire una quota del 90% della compagnia.

ROMA – Spirit Airlines è la prima compagnia aerea vittima delle sue gravi fragilità finanziarie, ma anche del caro carburante, dunque della guerra tra Usa e Iran.

Il vettore low cost statunitense – con sede a Dania Beach, in Florida – cancella tutti i voli, invita i passeggeri prenotati a non raggiungere gli aeroporti (ma tante persone ci sono andate comunque) e termina ogni sua attività.

Il triste epilogo prende corpo dopo che i creditori hanno bocciato un piano di salvataggio che il governo americano ha sostenuto con uno stanziamento pubblico di 500 milioni di dollari.

L’amministrazione Trump – che accusa dunque un altro grave colpo – ha proposto una specie di statalizzazione di Spirit. In cambio dei 500 milioni, avrebbe ricevuto warrant. Sono titoli che avrebbero riconosciuto allo Stato il diritto di acquisire una quota del 90% della compagnia.

Il raddoppio

Sulle già fragili ali di Spirit però si è abbattuto il colpo di grazia del raddoppio dei prezzi del carburante per jet durante la guerra con l’Iran, iniziata 2 mesi.

Il piano di ristrutturazione del vettore si basava su costi del carburante pari a 2,24 dollari al gallone nel 2026 e 2,14 dollari nel 2027. Invece i prezzi erano saliti a 4,51 dollari al gallone a fine di aprile, lasciando il vettore tramortito a meno di nuovi finanziamenti.

Nessuna compagnia statunitense delle dimensioni di Spirit era stata liquidata negli ultimi due decenni. Vanno a casa, con il suo fallimento, i 7.482 dipendenti attivi al 31 dicembre 2025.

Tra febbraio del 2025 e gennaio del 2026, la compagnia aerea ha detenuto una quota dei mercato del 3,4% negli Stati Uniti (dato calcolato moltiplicando il numero di passeggeri per le miglia percorse).

L'annuncio di Spirit sul suo sito 

Le tariffe

Grandi sono stati i benefici per i viaggiatori. Il ruolo di Spirit nel contenere le tariffe è stato riconosciuto dalle autorità antitrust statunitensi. Nella sentenza che blocca la fusione con JetBlue, un tribunale federale spiega che, quando Spirit entrava in un mercato, i concorrenti riducevano i prezzi in media tra il 7% e l’11%.

Il Dipartimento della Giustizia conferma che l’ingresso di Spirit su una rotta faceva calare le tariffe medie del 17%, mentre la sua uscita causava una lievitazione del 30%.

Spirit aveva in programma 4.119 voli domestici tra il primo e il 15 maggio, per un totale di 809.638 posti offerti, secondo la società di analisi Cirium.

L'ultimo volo di Spirit da Newark a Los Angeles (aereo con la vecchia livrea bianca) 

Il tracciato dell'ultimo volo di Spirit 

I diritti

Scive Spirit sul suo sito: “Tutti i voli Spirit sono stati cancellati con effetto immediato. Sebbene non siamo in grado di aiutarvi a riprenotare il volo con un’altra compagnia aerea, procederemo automaticamente al rimborso dei voli acquistati direttamente tramite Spirit con carta di credito o di debito, accreditando l’importo sul metodo di pagamento originario”.

“I passeggeri che hanno prenotato tramite un’agenzia di viaggi dovranno contattare direttamente l’agenzia per richiedere il rimborso”.

E ancora: “Gli indennizzi per i passeggeri che hanno prenotato con altri metodi, inclusi voucher, crediti o punti Free Spirit, saranno determinati in un secondo momento nell’ambito della procedura presso il Tribunale fallimentare”.

“Purtroppo Spirit non è in grado di rimborsare ai passeggeri le spese di viaggio accessorie legate ai viaggi cancellati. Chi ha acquistato un’assicurazione di viaggio dovrebbe verificare con la propria compagnia assicurativa se tali costi siano coperti dal piano sottoscritto”.

File per l'imbarco a Los Angeles, vuote 

I concorrenti

Dopo l’annuncio di Spirit, le principali compagnie statunitensi hanno introdotto misure di soccorso per i passeggeri coinvolti.

Frontier prevede sconti su tutta la rete e piani per aggiungere rotte estive; JetBlue tariffe da 99 dollari fino a mercoledì; Southwest biglietti calmierati; mentre United fissa un tetto ai prezzi dei viaggi di sola andata. Infine American aggiunge tariffe di emergenza mentre valuta di aumentare la capacità sulle rotte chiave.

In generale la chiusura di Spirit favorirà rivali come JetBlue Airways e Frontier Airlines, anch’esse alle prese con lo choc dei costi. Il titolo Spirit, scambiato over-the-counter (attraverso reti di broker e dealer), è crollato del 25% venerdì, mentre Frontier è salita del 10% e JetBlue del 4%.

Il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha cercato di convincere molte compagnie aeree ad acquistare Spirit, senza riuscirci.

Aeroporto di Filadelfia, annunci della chiusura di Spirit ai gate elettronici 

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