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Contratto sanità, rinnovo per infermieri e impiegati: aumenti oltre i 209 euro, arretrati per 1.200

Il tavolo di contrattazione all'Aran con i sindacati del settore sanitario 

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Seconda giornata di negoziazione al tavolo dell’Aran per la tornata 2025-2027. Il presidente Naddeo: “Cercheremo di chiudere entro luglio”. Prudenti e critici i sindacati
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ROMA – Gli aumenti medi mensili per il personale sanitario (dagli infermieri agli impiegati amministrativi, esclusi i medici che stipulano invece il contratto della dirigenza) potranno anche superare i 209 euro lordi mensili calcolati inizialmente dai sindacati del settore. Ad affermarlo è il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, con riferimento alle categorie che godono di indennità particolari, per esempio quella di pronto soccorso.

Le trattative potrebbero concludersi rapidamente, ipotizza Naddeo, molto ottimista dopo la riunione che si è svolta stamattina, la seconda dall’apertura delle trattative per il rinnovo 2025-2027, a fine aprile: «Abbiamo fissato un calendario serrato, con le prossime riunioni plenarie già convocate per il 12 e il 26 maggio, per cercare di chiudere il contratto entro luglio. Mi sembra che ci sia una condivisione di massima con tutte le organizzazioni sindacali».

ROMA – Gli aumenti medi mensili per il personale sanitario (dagli infermieri agli impiegati amministrativi, esclusi i medici che stipulano invece il contratto della dirigenza) potranno anche superare i 209 euro lordi mensili calcolati inizialmente dai sindacati del settore. Ad affermarlo è il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, con riferimento alle categorie che godono di indennità particolari, per esempio quella di pronto soccorso.

Le trattative potrebbero concludersi rapidamente, ipotizza Naddeo, molto ottimista dopo la riunione che si è svolta stamattina, la seconda dall’apertura delle trattative per il rinnovo 2025-2027, a fine aprile: «Abbiamo fissato un calendario serrato, con le prossime riunioni plenarie già convocate per il 12 e il 26 maggio, per cercare di chiudere il contratto entro luglio. Mi sembra che ci sia una condivisione di massima con tutte le organizzazioni sindacali».

Le risorse

Le risorse disponibili per il nuovo contratto ammontano a 512 milioni di euro nel 2025, oltre un miliardo nel 2026 e 1,537 miliardi a regime dal 2027.Gli incrementi stipendiali, calcolati in euro mensili lordi per tredici mensilità, prevedono una crescita progressiva: 48 euro al mese dal 1° gennaio 2025, 97 euro dal 1° gennaio 2026 e 145 euro a regime dal 1° gennaio 2027. Gli arretrati maturati fino a oggi ammontano a circa 1.200 euro medi.

A queste somme si aggiungono le risorse destinate alle indennità per specifiche professioni e ambiti di attività (specificità infermieristica, tutela del malato e pronto soccorso), che portano l’incremento complessivo a regime fino a 209 euro medi mensili, pari a una crescita del 7,76% nel triennio.In particolare, per il personale infermieristico l’incremento dell’indennità di specificità è finanziato con 480 milioni di euro annui dalla Legge di Bilancio 2026. Per il personale impegnato nella tutela del malato sono previsti ulteriori 193 milioni dalla stessa decorrenza. Per chi lavora nei pronto soccorso si aggiungono 35 milioni rispetto alle risorse già stanziate nel precedente contratto, sempre dal 1° gennaio 2026. Per queste ultime categorie, dunque, gli incrementi potranno superare i 209 euro mensili.

Le perplessità dei sindacati

Le risorse tuttavia non convincono pienamente i sindacati: «Pur prendendo atto della presentazione, esprimiamo una valutazione prudente e critica: le risorse illustrate non appaiono, allo stato attuale, adeguate a rispondere concretamente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica», spiega in una nota la Fials. Dopo anni di «carichi di lavoro crescenti, croniche carenze di personale e una progressiva perdita di potere d'acquisto», sottolinea il sindacato, «è indispensabile che questo rinnovo contrattuale rappresenti un vero cambio di passo. Le criticità che attraversano molte professioni del comparto sono ormai evidenti e non più rinviabili».

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