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QatarEnergy estende la forza maggiore. Il gas di Doha mancherà anche a giugno

Il nuovo logo Edison, lanciato il 7 novembre 2016 all'ingresso di Palazzo Edison. 

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Edison prevede di rivedere e tagliare di un terzo le forniture verso l’Italia. Ad oggi il gruppo di Foro Bonaparte ha sostituito un miliardo di metri cubi di metano sugli 1,65 mancanti, comprando soprattutto dagli Usa
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MILANO – Niente da fare, il gas di Doha mancherà anche a giugno. I timori si erano fatti sempre più concreti con il passare dei giorni e nessuno sviluppo reale per riaprire lo Stretto di Hormuz e liberare le navi gasiere intrappolate in quel lembo di mare. Ma l’ufficializzazione è arrivata oggi con la conferma da parte di Edison, unico operatore italiano a importare gas naturale liquefatto (Gnl) dal Qatar, che la compagnia locale ha esteso la forza maggiore ad altri due carichi, previsti in consegna entro luglio al terminale di rigassificazione di Rovigo.

Un ulteriore ammanco da 250 milioni di metri cubi

L’ammanco riguarda circa 250 milioni di metri cubi di metano, che si vanno a sommare a quelli ordinati da Edison e racchiusi nei 10 carichi previsti tra lo scorso apr…

MILANO – Niente da fare, il gas di Doha mancherà anche a giugno. I timori si erano fatti sempre più concreti con il passare dei giorni e nessuno sviluppo reale per riaprire lo Stretto di Hormuz e liberare le navi gasiere intrappolate in quel lembo di mare. Ma l’ufficializzazione è arrivata oggi con la conferma da parte di Edison, unico operatore italiano a importare gas naturale liquefatto (Gnl) dal Qatar, che la compagnia locale ha esteso la forza maggiore ad altri due carichi, previsti in consegna entro luglio al terminale di rigassificazione di Rovigo.

Un ulteriore ammanco da 250 milioni di metri cubi

L’ammanco riguarda circa 250 milioni di metri cubi di metano, che si vanno a sommare a quelli ordinati da Edison e racchiusi nei 10 carichi previsti tra lo scorso aprile e inizio giugno ma che non hanno mai attraversato Hormuz. Le cause sono tristemente note.

Oltre al blocco commerciale, la compagnia di Stato QatarEnergy dovrà fare i conti con i danni agli impianti di Ras Laffan, bombardati nei primi giorni della guerra nel Golfo Persico. Le prime stime parlano di cinque anni per riparare il sito.

Accordo ultraventennale da 6,4 miliardi di metri cubi

L’italiana Edison è legata alla società qatariota da un contratto di 25 anni, entrato in vigore nel 2009, e che prevede la fornitura di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno al Bel Paese. Quasi il 10% della domanda nazionale, da recapitarsi rigorosamente sulle coste tricolori. Nel primo trimestre 2026, però, il conto si è fermato a 1,6 miliardi. Gli ultimi carichi sono arrivati a fine dello scorso marzo, quando la guerra era già iniziata, perché da ormai qualche anno le navi della compagnia di Doha salpano in anticipo e circumnavigano l’Africa per evitare altri conflitti locali.

“Edison rimane in costante contatto con QatarEnergy, cui è legata da una partnership solida e di fiducia”, ribadisce la società in una nota. Per quantificare l’impatto della forza maggiore in termini temporali e di volumi è ancora presto – “dipenderà da una serie di fattori e, in particolare, dall’evoluzione dei conflitti regionali, dalle considerazioni operative e di sicurezza, dalla capacità produttiva e dalla logistica locale delle spedizioni”.

Edison: “Possibile taglio di un terzo nelle forniture”

Di certo, lo sforzo dell’azienda di Foro Bonaparte per sostituire il gas venuto meno non sarà a costo zero. Per onorare gli obblighi con i propri clienti finali, Edison ha messo in atto “azioni di mitigazione”, come comprare più costosi carichi spot dagli Stati Uniti. Facendo leva sul proprio portafoglio diversificato e la propria capacità di stare sul mercato delle consegne a breve termine, il gruppo ha così assicurato circa un miliardo di metri cubi (pari a 8 carichi) su un totale di 1,65 miliardi venuti meno (ora 12 navi).

Indirettamente, mosse come questa confermano il primato del mercato a stelle e strisce, a scapito del Qatar che prima della guerra era tra i principali esportatori al mondo di Gnl. Ora, invece, Doha vede sfumare la sua posizione sullo scacchiere dell’energia. E gli operatori internazionali iniziano a mettersi al riparo, come Edison, che prevede di ridurre le future forniture di circa un terzo dei volumi annuali oggi contrattualizzati.

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