L’Ue sugli aerei: “No ad aumenti retroattivi nel prezzo dei biglietti già acquistati”
di Aldo FontanarosaROMA – Le compagnie aeree non possono aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già venduti ai passeggeri appellandosi agli aumenti dei costi del carburante. La Commissione Ue fisserà questo paletto nelle linee guida per il settore che saranno pubblicate domani. Ne scrive l’agenzia Agi.
Il documento chiarirà alcune disposizioni sui trasporti nel contesto della crisi energetica per la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. La Commissione ribadisce che una carenza locale di carburante può costituire una “circostanza straordinaria” che esonera le compagnie dal pagare compensazioni – cioè i risarcimenti – per i voli cancellati, mentre il semplice aumento del prezzo del carburante non lo è.
Inoltre, per i pacchetti vacanza, la Commissione ricorda la norma europea secondo cui l'organizzatore può aumentare il prezzo fino all'8% a causa del costo del carburante, ma deve informare il viaggiatore almeno 20 giorni prima della partenza.
ROMA – Le compagnie aeree non possono aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già venduti ai passeggeri appellandosi agli aumenti dei costi del carburante. La Commissione Ue fisserà questo paletto nelle linee guida per il settore che saranno pubblicate domani. Ne scrive l’agenzia Agi.
Il documento chiarirà alcune disposizioni sui trasporti nel contesto della crisi energetica per la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. La Commissione ribadisce che una carenza locale di carburante può costituire una “circostanza straordinaria” che esonera le compagnie dal pagare compensazioni – cioè i risarcimenti – per i voli cancellati, mentre il semplice aumento del prezzo del carburante non lo è.
Inoltre, per i pacchetti vacanza, la Commissione ricorda la norma europea secondo cui l'organizzatore può aumentare il prezzo fino all'8% a causa del costo del carburante, ma deve informare il viaggiatore almeno 20 giorni prima della partenza.
Gli slot
Le compagnie aeree possono essere esentate dagli obblighi di utilizzo degli slot assegnati in caso di “chiusura di un aeroporto o dello spazio aereo” o di “gravi perturbazioni delle operazioni negli aeroporti interessati”.
I vettori possono essere esentati “senza penalità” dai vincoli di utilizzare le fasce orarie di atterraggio e decollo per almeno l'80% delle volte “a causa di problemi di approvvigionamento di carburante negli aeroporti” dovuti alla crisi.
A proposito delle importazioni di jet fuel di tipo A, utilizzato soprattutto negli Usa e in Nord America, la Commissione nega esista un obbligo regolatorio che imponga l'uso di uno specifico tipo di carburante. In linea di principio, dunque, non esistono barriere normative all'uso di questo Jet A importato in Europa.
L’accordo
Però c’è un problema pratico. Se si passa da un tipo di carburante a un altro in un aeroporto, in un oleodotto o in un sistema di distribuzione, potrebbe servire l’accordo delle compagnie o degli operatori che usano quel sistema logistico. Per operatori si intendono, ad esempio, i gestori degli scali o le aziende che gestiscono i depositi di cherosene.
A proposito della temuta carenza di cherosene, la Commissione è prudente: “La situazione generale rimane stabile e, allo stato attuale, non vi sono prove concrete di carenze di carburante. Se il conflitto dovesse protrarsi, potrebbero verificarsi interruzioni nelle forniture, in particolare per i carburanti per aerei”.
“Qualora l'attuale crisi dovesse evolvere anche verso uno scenario di possibile scarsità di carburante, potrebbero essere prese in considerazione ulteriori misure per garantire la continuità operativa delle imprese e il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento all'interno dell'Ue”.