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Falle su salario giusto e diritti dei rider. Dubbi dei tecnici della Camera sul decreto Primo maggio

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I rilievi dei funzionari di Montecitorio sull’applicazione del provvedimento. Poca chiarezza anche sulla retroattività dei bonus assunzioni per giovani, donne, Sud
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ROMA – Un decreto difficile da applicare. A tratti vago. E spiazzante, soprattutto per le imprese. Il dossier dei tecnici della Camera sul decreto Primo maggio mette in fila una serie di inciampi che raccontano un provvedimento-bandiera ancora pieno di buchi: bonus retroattivi, vecchie regole abrogate, salario giusto da misurare, rider da tracciare, sanzioni da chiarire.

I bonus cambiati in corsa

Il primo nodo riguarda gli incentivi. Come anticipato da Repubblica, i nuovi bonus per assumere giovani, donne e lavoratori nella Zes non sono la semplice proroga di quelli vecchi. Il governo li ha riscritti, ristretti, definanziati e fatti decorrere dal primo gennaio. Ma abroga anche le norme precedenti. Qui il dossier segnala lo stesso problema per tutti e tre i pilast…

ROMA – Un decreto difficile da applicare. A tratti vago. E spiazzante, soprattutto per le imprese. Il dossier dei tecnici della Camera sul decreto Primo maggio mette in fila una serie di inciampi che raccontano un provvedimento-bandiera ancora pieno di buchi: bonus retroattivi, vecchie regole abrogate, salario giusto da misurare, rider da tracciare, sanzioni da chiarire.

I bonus cambiati in corsa

Il primo nodo riguarda gli incentivi. Come anticipato da Repubblica, i nuovi bonus per assumere giovani, donne e lavoratori nella Zes non sono la semplice proroga di quelli vecchi. Il governo li ha riscritti, ristretti, definanziati e fatti decorrere dal primo gennaio. Ma abroga anche le norme precedenti. Qui il dossier segnala lo stesso problema per tutti e tre i pilastri: l’Inps, prima dell’abrogazione, «non aveva comunque definito i termini e le modalità per la domanda». Dunque va chiarito se la cancellazione delle vecchie regole abbia «efficacia retroattiva» sulle assunzioni dei primi quattro mesi. Le imprese che lo hanno fatto potevano contare su un quadro, ma ora potrebbero trovarsi dentro un altro.

Il nuovo bonus giovani non guarda più soltanto all’under 35 mai stabilizzato: incrocia mesi senza impiego e condizioni di svantaggio. Il bonus donne cambia il canale dei sei mesi: nel vecchio schema dava 24 mesi alle residenti nella Zes, nel nuovo l’esonero è «sempre pari a 12 mesi». Sul bonus Zes il dossier annota che il precedente beneficio «non era subordinato» all’incremento netto di organico.

Salario giusto, ma per chi?

Il secondo inciampo è il salario giusto, vanto politico del decreto. Il principio è chiaro: niente bonus a chi paga sotto il trattamento economico complessivo dei contratti leader. Ma il Tec (trattamento economico complessivo) va individuato, settore per settore. Che cosa sono davvero i «settori non coperti»? Solo quelli senza contratto o anche quelli dove «non esiste un contratto» firmato dalle organizzazioni più rappresentative?

E se il Tec non è rispettato, quali benefici perde l’impresa, si chiedono i tecnici? Non va meglio sui rinnovi. Dopo dodici mesi senza contratto, il decreto prevede un’anticipazione pari al 30% dell’inflazione. Ma i tecnici chiedono quale periodo usare per calcolare l’indice e se l’anticipo valga una volta sola. Anche l’esclusione dei settori stagionali va precisata: chi stabilisce che un settore rientra nell’eccezione?

Caporalato digitale

Sul caporalato digitale altri ingranaggi mancano. La presunzione di subordinazione per i rider va «coordinata» con il Jobs Act che già la prevede. Le piattaforme dovranno registrare «rifiuti e tempi», ma va chiarito che cosa significhi. Per gli algoritmi, le informazioni sulle decisioni automatizzate dovranno essere disponibili alle «autorità competenti», ma il decreto non dice quali siano. E sulla formazione obbligatoria manca la procedura: chi segnala al committente il mancato corso? La sanzione da 800 a 2.400 euro è amministrativa oppure no? Insomma, il decreto del salario giusto è anche il decreto delle domande aperte.

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