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Scuola, firmato il contratto dei presidi. Aumenti da 500 euro lordi al mese e 6000 di arretrati

Il presidente dell'Aran Antonio Naddeo firma un rinnovo contrattuale del pubblico impiego 

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I dirigenti erano rimasti in coda per gli ultimi rinnovi 2022-2024. Per i i lavoratori incrementi fino all’8,48%. Fumarola (Cisl): “Risultato importante”. D’Aprile (Uil-Scuola): “Rimangono questioni aperte”
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ROMA – Firmato stamane all’Aran il contratto dei dirigenti scolastici, uno degli ultimi rinnovi attesi per il triennio 2022-2024, ormai ampiamente scaduto. Scatteranno aumenti dell’8,48% per i presidi, che si traducono in circa 500 euro lordi, di cui circa 230 euro destinati all’incremento della retribuzione tabellare e circa 90 euro all’indennità di parte fissa. Ulteriori 180 euro saranno oggetto di contrattazione integrativa, finalizzati alla retribuzione di risultato o da destinare al welfare. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l'incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità (+6%). Il contratto riconosce anche gli arretrati dal primo gennaio 2024: per i dirigenti scolastici l'arretrato medio è di circa 5.800 euro; per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l'arretrato medio è di circa 6.000 euro.

Inoltre il contratto prevede una modifica del limite percentuale della mobilità interregionale con un innalzamento della percentuale dei po…

ROMA – Firmato stamane all’Aran il contratto dei dirigenti scolastici, uno degli ultimi rinnovi attesi per il triennio 2022-2024, ormai ampiamente scaduto. Scatteranno aumenti dell’8,48% per i presidi, che si traducono in circa 500 euro lordi, di cui circa 230 euro destinati all’incremento della retribuzione tabellare e circa 90 euro all’indennità di parte fissa. Ulteriori 180 euro saranno oggetto di contrattazione integrativa, finalizzati alla retribuzione di risultato o da destinare al welfare. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l'incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità (+6%). Il contratto riconosce anche gli arretrati dal primo gennaio 2024: per i dirigenti scolastici l'arretrato medio è di circa 5.800 euro; per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l'arretrato medio è di circa 6.000 euro.

Inoltre il contratto prevede una modifica del limite percentuale della mobilità interregionale con un innalzamento della percentuale dei posti disponibili dal 60% all'80% del totale.

«Continua la stagione dei rinnovi contrattuali, con un’adesione sempre più ampia delle sigle sindacali. – afferma il ministro della Pa Paolo Zangrillo – È un risultato importante che garantisce aumenti salariali e condizioni migliori per oltre 8000 tra dirigenti scolastici e delle Università e degli enti di ricerca. Dopo i tre rinnovi in tre anni per il comparto Istruzione e Ricerca, manteniamo la volontà di avviare al più breve le trattative per il rinnovo 2025/27 anche per la dirigenza, garantendo così continuità e aumento del potere di acquisto». «Con questa firma - conferma il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l'Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale».

I sindacati

Soddisfatti i sindacati. «Una firma che garantisce certezze normative ed economiche. Resta aperta la questione dell’allineamento retributivo con le altre dirigenze dell’Area Istruzione e Ricerca», dichiara il segretario generale della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile. «I dirigenti scolastici non possono essere ridotti a semplici gestori di adempimenti burocratici. – aggiunge il sindacalista – Sono figure centrali della comunità educante, chiamate a svolgere una funzione educativa, organizzativa e di guida delle istituzioni scolastiche.Per questo continuerà l’impegno della Uil Scuola affinché venga raggiunto il 100% dei posti disponibili a favore della mobilità interregionale, vengano pienamente valorizzate le responsabilità della dirigenza scolastica, semplificati gli adempimenti amministrativi e rafforzata l’autonomia delle scuole.

Molto soddisfatta la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola: «Si tratta di un risultato importante, frutto della scelta del tavolo negoziale di procedere rapidamente alla definizione della parte economica e di alcuni istituti normativi per non ritardare l'applicazione dei miglioramenti ottenuti e rendere così possibile l'avvio del negoziato relativo al triennio 2025-2027». «Per la Cisl il riallineamento delle scadenze contrattuali – aggiunge Fumarola – è obiettivo fondamentale e necessario per garantire il recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione degli ultimi anni e oggi minacciato dalle possibili ricadute delle vicende internazionali. Con l'accordo odierno si vuole riconoscere l'impegno che i circa 8000 dirigenti del settore mettono quotidianamente a disposizione del sistema educativo e scientifico del Paese con ricadute dirette su studenti, ricercatori e comunità».

Più critico il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: «La parte economica, che comunque vedremo ad andare bene in autunno inoltrato, dopo la sigla del definitivo e i necessari provvedimenti amministrativi, prevede aumenti non in linea con la complessità del ruolo».

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