ROMA – Il sigillo sull’impegno lo mette Giancarlo Giorgetti. Recita così: venerdì non sarà l’ultimo giorno con gli sconti ai distributori di benzina. Sarà, invece, quello della proroga del taglio delle accise. Il quarto intervento di fila da quando è scoppiata la guerra in Iran.
Di nuovo a geometrie variabili, come l’ultimo: più generoso per chi ha una macchina a diesel, meno alto per chi mette la “verde”. «Credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto», annota il ministro a margine dei lavori del G7 delle finanze a Parigi.
Il nodo è tutto qui. Quanto durerà la nuova misura, quale sarà la sua declinazione, sono tutti interrogativi appesi alla ricerca delle risorse nel bilancio dello Stato che servono a finanziarla. La caccia è stata avviata dai tecnici del Mef negli scorsi giorni. Ma è un lavoro complesso, anche perché alcune ipotesi abbozzate inizialmente sono già tramontate.
ROMA – Il sigillo sull’impegno lo mette Giancarlo Giorgetti. Recita così: venerdì non sarà l’ultimo giorno con gli sconti ai distributori di benzina. Sarà, invece, quello della proroga del taglio delle accise. Il quarto intervento di fila da quando è scoppiata la guerra in Iran.
Di nuovo a geometrie variabili, come l’ultimo: più generoso per chi ha una macchina a diesel, meno alto per chi mette la “verde”. «Credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto», annota il ministro a margine dei lavori del G7 delle finanze a Parigi.
Il nodo è tutto qui. Quanto durerà la nuova misura, quale sarà la sua declinazione, sono tutti interrogativi appesi alla ricerca delle risorse nel bilancio dello Stato che servono a finanziarla. La caccia è stata avviata dai tecnici del Mef negli scorsi giorni. Ma è un lavoro complesso, anche perché alcune ipotesi abbozzate inizialmente sono già tramontate.
Le misure anti-evasione
Come l’idea di utilizzare gli incassi di alcune misure anti-evasione. La Ragioneria ha fermato la possibilità di utilizzare i proventi in arrivo dall’obbligo di collegamento telematico tra i Pos e i registratori di cassa. Un bel gruzzoletto, considerando che grazie a questa misura gli scontrini sono cresciuti del 40% nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma niente da fare: il “tesoretto”, ora, non si può utilizzare.
La ricerca proseguirà fino all’ultimo minuto utile, poi si tirerà una linea. Certo è – ragionano fonti dell’esecutivo – che una proroga breve, di una settimana o giù di lì, potrebbe rilevarsi un boomerang. Perché amplificherebbe l’immagine di una maggioranza in affanno.
Ragionamenti, timori, dubbi. I più ottimisti sperano di allungare gli sconti di altre tre settimane, fino al 9 giugno, per poi contare sull’extragettito Iva di aprile, che a quella data sarà utilizzabile.
È una corsa contro il tempo. L’appuntamento decisivo è a vista: il 22, infatti, il Consiglio dei ministri si riunirà alle 19 a palazzo Chigi per approvare il nuovo decreto aiuti contro il caro carburanti. Due ore dopo l’orario fissato qualche giorno fa. Il cambio, comunicato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, non è una questione di agenda.
La riunione
È una necessità. Prima – alle 16.45 – Giorgia Meloni presiederà una riunione con le associazioni degli autotrasportatori. Due ore di tempo, quindi, per ascoltarli, ma soprattutto per convincerli della bontà dei sostegni che il governo ha pensato per loro.
«Proviamo a venire incontro al maggior numero delle richieste», è il messaggio indirizzato al Tesoro. La consapevolezza è che servirà un cambio di schema rispetto a quanto fatto fino ad ora. I conducenti dei tir, infatti, sono insoddisfatti dei sostegni ricevuti (un credito d’imposta trimestrale, da marzo a maggio, per la maggior spesa di gasolio rispetto a febbraio). E ora che la misura è in scadenza, rilanciano.
Le richieste sono state già trasmesse informalmente a palazzo Chigi e al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Una è già sotto i raggi X dei tecnici di via Venti settembre: il ripristino integrale del rimborso trimestrale sulle accise. Fino al 19 marzo, nessun problema: i camionisti hanno riavuto indietro 26,9 centesimi al litro dall’Agenzia delle Dogane.
Il credito d’imposta
Ma l’introduzione contestuale del taglio orizzontale delle stesse accise ha asciugato la restituzione, riducendola a 6 centesimi. Ora il governo prova a rimediare. Come? Allo studio ci sono un contributo straordinario o un credito d’imposta ad hoc. Nel provvedimento atteso sul tavolo del Cdm ci saranno anche misure per il trasporto pubblico locale.
A pesare sui lavori è lo spettro del fermo dei tir, dal 25 al 29 maggio. Anche per la lettera, visionata da Repubblica, che Unatras, l’associazione più rappresentativa delle imprese dell’autotrasporto, ha inviato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
La missiva parla di una «esasperazione» della categoria giunta «al punto di rottura». Di «un profondo malessere». Di «un prolungato e purtroppo infruttuoso confronto» con Salvini. Soprattutto c’è la richiesta a Piantedosi di attivare «ogni strumento» per garantire che la manifestazione «si svolga nel rigoroso rispetto delle leggi». Unatras – è la promessa – può tenere sotto controllo i suoi associati, ma non – è l’avviso – «le frange estreme e le infiltrazioni».