MILANO – La guerra in Medio Oriente "ha interrotto le forniture globali di energia e materie prime, indebolito le prospettive di crescita, fatto salire i prezzi energetici e l'inflazione": le ripercussioni per la crescita e la stabilità finanziaria "si fanno tanto più gravi quanto più dura" il conflitto. Lo rileva il vicepresidente della Bce Luis de Guindos nell'introduzione al Rapporto sulla stabilità finanziaria. "I rischi per la cybersecurity e le minacce ibride a infrastrutture critiche sono in aumento in questo clima geopolitico complesso".
"Rischio correzione per le Borse”
Secondo la Bce i prezzi delle attività finanziarie, fra stress geopolitico ed elevata incertezza, "appaiono ancora sovrastimati" in prospettiva storica, lasciando "i…
MILANO – La guerra in Medio Oriente "ha interrotto le forniture globali di energia e materie prime, indebolito le prospettive di crescita, fatto salire i prezzi energetici e l'inflazione": le ripercussioni per la crescita e la stabilità finanziaria "si fanno tanto più gravi quanto più dura" il conflitto. Lo rileva il vicepresidente della Bce Luis de Guindos nell'introduzione al Rapporto sulla stabilità finanziaria. "I rischi per la cybersecurity e le minacce ibride a infrastrutture critiche sono in aumento in questo clima geopolitico complesso".
"Rischio correzione per le Borse”
Secondo la Bce i prezzi delle attività finanziarie, fra stress geopolitico ed elevata incertezza, "appaiono ancora sovrastimati" in prospettiva storica, lasciando "i mercati vulnerabili a una decisa correzione" che rischia di essere amplificata dalle istituzioni finanziarie non bancarie, esposte alla possibilità di richieste di rimborso e margin call in un contesto di elevata volatilità. De Guindos evoca "la possibilità di un contagio da situazioni di stress nei mercati Usa". Non sono esenti da rischi le banche: se hanno beneficiato di un decennio di miglioramenti su capitale e liquidità, "fronteggiano diversi rischi" fra cui quello di effetti indiretti dalla guerra in Medio Oriente, ad esempio tramite la loro esposizione ai settori dell'economia ad alta intensità di energia o più dipendenti dal commercio estero.
"Attenzione a misure contro il caro energia, spread a rischio”
La Bce annota poi che le misure di bilancio contro lo shock energetico devono restare "temporanee e mirate" per evitare di alimentare inflazione e "mettere a dura prova le finanze pubbliche": c'è il rischio che i mercati inneschino "una rivalutazione del rischio sovrano". Francoforte evidenzia come la presenza crescente di hedge fund fra i sottoscrittori del debito, in grado di "amplificare rialzi improvvisi del rischio sovrano"; il rischio di "effetti di trasmissione" dai treasuries statunitensi; i nuovi target Nato di spesa per la difesa; "deficit e debito persistentemente alti in alcuni Paesi dell'area euro, che limitano i margini di bilancio".