TORINO – La riduzione della capacità produttiva in Europa «non riguarderà gli stabilimenti italiani». Il capo del mercato dell’Europa allargata di Stellantis, Emanuele Cappellano, fa il punto della situazione dopo la presentazione del piano FastLane2030. E spiega che il taglio di 800mila veicoli da qui al 2030 rispetto alla capacità degli impianti non toccherà i siti nazionali del gruppo. Non sono previste operazioni di riconversione dei siti, come quello che riguarda la storica fabbrica di Poissy in Francia, dove non saranno più assemblate automobili per dedicarsi al riciclo, alla componentistica e alla logistica, o Madrid, che finirà in campo a Leapmotor international, la joint venture tra il gruppo italo-francese e la cinese Leapmotor per produrre e vendere veicoli fuori dal Paese del Dragone. Questo non vuol dire che non ci saranno accordi per produrre modelli in Italia con altri partner, ad iniziare dalle case di Pechino, ma le fabbriche rimarranno sempre di proprietà di Stellant…
TORINO – La riduzione della capacità produttiva in Europa «non riguarderà gli stabilimenti italiani». Il capo del mercato dell’Europa allargata di Stellantis, Emanuele Cappellano, fa il punto della situazione dopo la presentazione del piano FastLane2030. E spiega che il taglio di 800mila veicoli da qui al 2030 rispetto alla capacità degli impianti non toccherà i siti nazionali del gruppo. Non sono previste operazioni di riconversione dei siti, come quello che riguarda la storica fabbrica di Poissy in Francia, dove non saranno più assemblate automobili per dedicarsi al riciclo, alla componentistica e alla logistica, o Madrid, che finirà in campo a Leapmotor international, la joint venture tra il gruppo italo-francese e la cinese Leapmotor per produrre e vendere veicoli fuori dal Paese del Dragone. Questo non vuol dire che non ci saranno accordi per produrre modelli in Italia con altri partner, ad iniziare dalle case di Pechino, ma le fabbriche rimarranno sempre di proprietà di Stellantis. Intese ancora in discussione e che Cappellano non ha confermato, ad iniziare da quella ormai scontata con Leapmotor per realizzare la piattaforma e-car a Pomigliano d’Arco. Stabilimento dove sulle linee di montaggio - secondo indiscrezioni non smentite - girerà la nuova 2CV di Citroën.
Le parole di Cappellano non sciolgono però tutti i nodi. Su Mirafiori il capo Europa ha confermato la continuità produttiva e industriale, ma sulla produzione della 500 ibrida il mercato ha reagito in modo differente rispetto alle previsioni di 100mila vetture per la sola versione ibrida a fine 2026. E c’è incertezza sul risultato. «In questo momento non posso confermare la previsione di 100mila unità, dipende dalle dinamiche di mercato, che in questo momento è volatile. Nei primi tre mesi dell’anno abbiamo prodotto circa 15mila unità. Dovremmo vedere più avanti». Mirafiori, insieme a Cassino, dove la produzione è al minimo, è uno dei punti su cui insistono i sindacati. Fim, Fiom, Uilm e Fismic vorrebbero vedere arrivare nuove produzioni a Torino, ma questo non è nei piani di Stellantis, e avere chiarezza sulla missione della fabbrica laziale. Sulla seconda questione i tempi sono più lunghi. È stato lo stesso Filosa a spiegare che il futuro del sito è legato al piano su Maserati, che sarà chiarito a dicembre, e a eventuali nuovi accordi di partnership.
Forse qualche elemento in più verrà dato a metà giugno, il 15, quando ci sarà un nuovo incontro con i sindacati metalmeccanici a Roma, e il 17, quando il manager italiano sarà ascoltato in Parlamento dalle commissioni attività produttive.
Cappellano dice che «il Piano per l’Italia non solo è confermato, ma sarà rafforzato». E aggiunge: «Abbiamo un piano di investimenti molto robusto - ha detto - abbiamo fatto recentemente annunci nuovi e ne sono previsti altri». Ma su volumi e investimenti in Italia non ci sono cifre. Oltre a quello che è stato annunciato un anno fa «avremo un nuovo modello di Alfa Romeo nello stabilimento di Melfi - ribadisce Cappellano - una nuova piattaforma nello stabilimento di Pomigliano e una nuova generazione di van ad Atessa». Sull’Alfa ribadisce che ci saranno «eredi di Giulia e Stelvio». La Fiom non è soddisfatta. Samuele Lodi dice che «il piano è insufficiente ed è necessario un confronto a Palazzo Chigi». E il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, ironizza; «Piano Stellantis? Innanzitutto bisognerebbe avere un piano». Per il leader della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, è invece positivo che i tagli alla capacità produttiva non riguardino l’Italia, ma ci vogliono tempistiche certe sui tempi di realizzazione e sul futuro dello stabilimento di Cassino».