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L’economista Rosa (Lse): “Lagarde alzerà i tassi almeno due volte, stavolta non sbaglierà”

La presidente della Bce, Christine Lagarde  

 (reuters)

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Il docente di macroeconomia alla London school of economics prevede rialzi da un quarto di punto per evitare le accuse del passato
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ROMA – «La reazione positiva dei mercati, almeno nella fase iniziale, conferma al 100% quello che già il 95% degli analisti prevedeva alla vigilia: interventi sì ma contenuti». Brunello Rosa, docente di macroeconomia alla London school of economics, ricorda quanto annunciato il 25 marzo alla Ecb Watchers Conference di Francoforte: «Si parlò allora di tre scenari: conflitto-lampo con effetti scarsi sull’inflazione, che non richiede interventi di politica monetaria; conflitto di cui non si vede la soluzione che invece richiede un piccolo aggiustamento; conflitto prolungato con effetti fortemente inflazionistici che richiede un intervento su larga scala. Siamo al secondo scenario con l’inflazione al 3,2%».

Insomma la Bce, che si riunisce l’11 giugno, cosa farà?

«La banca centrale guidata da Christine Lagarde certamente alzerà i tassi, ma senza esagerare. Diciamo un quarto di punto, più un altro quarto in autunno. Non potrà non farlo, se non altro per non dare adito alle critiche della pr…

ROMA – «La reazione positiva dei mercati, almeno nella fase iniziale, conferma al 100% quello che già il 95% degli analisti prevedeva alla vigilia: interventi sì ma contenuti». Brunello Rosa, docente di macroeconomia alla London school of economics, ricorda quanto annunciato il 25 marzo alla Ecb Watchers Conference di Francoforte: «Si parlò allora di tre scenari: conflitto-lampo con effetti scarsi sull’inflazione, che non richiede interventi di politica monetaria; conflitto di cui non si vede la soluzione che invece richiede un piccolo aggiustamento; conflitto prolungato con effetti fortemente inflazionistici che richiede un intervento su larga scala. Siamo al secondo scenario con l’inflazione al 3,2%».

Insomma la Bce, che si riunisce l’11 giugno, cosa farà?

«La banca centrale guidata da Christine Lagarde certamente alzerà i tassi, ma senza esagerare. Diciamo un quarto di punto, più un altro quarto in autunno. Non potrà non farlo, se non altro per non dare adito alle critiche della precedente occasione, quando fu accusata abbastanza giustamente di non essere intervenuta tempestivamente e di aver lasciato salire l’inflazione. Ma di ben altre percentuali si parlava: l’inflazione era al 5,9% nel febbraio 2022, al momento dell’attacco russo, e il primo intervento di 0,50 punti è di luglio. L’inflazione poi s’impennò fino al 10,6% in ottobre. Ora la Bce non vuole dare allarmi eccessivi ma neanche l’impressione di sottovalutare la crisi».

Non sarebbe troppo prudente?

«Il problema è che la crescita soffre al pari dell’inflazione, con la crisi energetica in corso, e non si può mortificarla. Si pensi all’Italia, le cui prospettive sono state dimezzate dalla stessa Bce pochi giorni fa. Se non si risolve la situazione mediorientale, non dimentichiamolo, l’Italia sarà costretta a una peregrinazione in cerca di nuove fonti analoga, e altrettanto costosa, a quella per il gas quando mancò la fonte russa».

E gli Usa? Il nuovo capo della Fed, Kevin Warsh, è stato nominato da Trump per abbassare i tassi…

«Spero che perfino Trump si renda conto che la situazione è cambiata anche per gli Stati Uniti. Comunque Warsh sta elaborando una sofisticata strategia che si riassume in una formuletta inglese: hold is the new cut. Il fatto di mantenere i tassi invariati, visto quello che succede in America (dove l’inflazione è salita al 3,3% a marzo segnando il livello più alto dal maggio 2024 e un forte aumento rispetto al 2,4% precedente), equivale a un sforzo “pro-Trump”, una specie di ribasso mascherato. La Fed si riunisce il 16 e 17 giugno: vedremo se Trump accetterà la realtà. E comunque a decidere sarà un board di 12 persone fra cui Powell».

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