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Cantieri, investimenti, espansione all’estero: un’estate calda per il Gruppo Fs

Stefano Antonio Donnarumma, ad del Gruppo Fs 

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L’ad Stefano Antonio Donnarumma, intervistato alla Repubblica delle Idee, farà il punto sullo stato di salute delle Ferrovie dello Stato. Il senso dei tanti lavori in corso, la strategia internazionale, le risorse per lo sviluppo tra i temi
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Venerdì, a Repubblica delle Idee, Stefano Antonio Donnarumma arriva davanti al pubblico di Bologna in un momento impegnativo per il Gruppo FS. E l’incontro dice molto fin dal titolo: “Pnrr e cantieri, le Ferrovie crescono?”.

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La domanda riassume bene la fase che Fs attraversa. Da una parte il più grande sforzo di investimento sulla rete ferroviaria italiana; dall’altra i disagi che lavori, interruzioni e deviazioni producono nella vita quotidiana dei viaggiatori; dall’altra ancora gli sforzi per informare i viaggiatori sulle difficoltà che possono incontrare perché si organizzino al meglio.

Lavori in corso

Tra i temi centrali dell’intervista di Bologna, quello dei cantieri. Sull…

Venerdì, a Repubblica delle Idee, Stefano Antonio Donnarumma arriva davanti al pubblico di Bologna in un momento impegnativo per il Gruppo FS. E l’incontro dice molto fin dal titolo: “Pnrr e cantieri, le Ferrovie crescono?”.

Qui per registrarsi

La domanda riassume bene la fase che Fs attraversa. Da una parte il più grande sforzo di investimento sulla rete ferroviaria italiana; dall’altra i disagi che lavori, interruzioni e deviazioni producono nella vita quotidiana dei viaggiatori; dall’altra ancora gli sforzi per informare i viaggiatori sulle difficoltà che possono incontrare perché si organizzino al meglio.

Lavori in corso

Tra i temi centrali dell’intervista di Bologna, quello dei cantieri. Sulla rete ferroviaria italiana ne sono attivi ogni giorno circa 1.300 tra nuove opere, manutenzioni straordinarie, rinnovi tecnologici e interventi di potenziamento infrastrutturale. È il record di tutti i tempi.

La società Rete Ferroviaria Italiana, controllata da FS e responsabile dell’infrastruttura nazionale, sta intervenendo contemporaneamente su linee ad alta velocità, collegamenti regionali, nodi metropolitani e corridoi europei.

Tra i progetti più rilevanti figurano il completamento della Napoli-Bari (con un nuovo lotto aperto a luglio), il potenziamento della Palermo-Catania-Messina, gli interventi sul Terzo Valico dei Giovi, il nodo ferroviario di Genova, la Brescia-Verona-Padova.

I tempi di percorrenza

L’effetto di questa intensa attività è evidente per milioni di viaggiatori: modifiche agli orari, rallentamenti temporanei, interruzioni programmate e servizi sostitutivi.

La sfida è spiegare come conciliare il più grande programma di investimenti ferroviari degli ultimi decenni con la continuità del servizio.

I fondi europei

Una parte decisiva di questa trasformazione è legata al Pnrr. Le Ferrovie sono uno dei principali destinatari delle risorse europee assegnate all’Italia. Il Gruppo FS ha già consuntivato circa 18 miliardi di euro di investimenti collegati al Piano e deve rispettare una serie di tappe obbligate e obiettivi che Bruxelles fissa per il 2026.

Si punta ad aumentare la capacità della rete, a ridurre i tempi di percorrenza, a migliorare l’accessibilità delle stazioni e rafforzare il trasporto sostenibile. Tuttavia, la concentrazione degli interventi in un arco temporale relativamente breve ha prodotto una sovrapposizione di lavori che rende più complessa la gestione operativa.

Per Ferrovie dello Stato, il Pnrr rappresenta quindi molto più di una fonte di finanziamento: è un test sulla capacità del sistema italiano di trasformare rapidamente le risorse europee in infrastrutture concrete. Binari, gallerie, sistemi di segnalamento Ertms, nuove stazioni e collegamenti più efficienti sono il risultato atteso di questo sforzo.

L’ad Donnarumma, infine, interloquisce da mesi con il governo per individuare nuove fonti di finanziamento per quando il Pnrr avrà esaurito la sua missione e la spinta propulsiva.

Lavori in galleria lungo la Napoli-Bari 

I conti

In ogni caso, all’appuntamento bolognese, Donnarumma arriva forte di risultati economici al momento tranquillizzanti. Il Gruppo FS chiude il 2025 con un utile netto di circa 30 milioni di euro tornando in territorio positivo dopo una fase di forti pressioni sui costi.

I ricavi hanno raggiunto 17,3 miliardi di euro, mentre gli investimenti tecnici hanno toccato il livello record di 18,3 miliardi.

Il gruppo continua inoltre a rafforzare la propria presenza in settori diversi dal trasporto ferroviario tradizionale. Logistica, trasporto merci, gestione delle stazioni, servizi digitali e mobilità integrata rappresentano ormai componenti sempre più rilevanti del business.

La partita internazionale

Un altro tema nel confronto di Bologna riguarda l’espansione internazionale del gruppo. Il Frecciarossa è già presente in Spagna e in Francia. E proprio la Francia potrebbe funzionare da rampa di lancio per il varo di un collegamento sotto La Manica (da Parigi a Londra) in competizione con l’attuale monopolista Eurostar.

Il Gruppo FS sta mettendo in piedi un centro di manutenzione, nell’area parigina, che servirà anche i Frecciarossa con destinazione Londra, quando il servizio sarà in piedi. Bisognerà solo capire se il governo e le autorità di regolazione inglesi apriranno volentieri le porte della Manica al concorrente italiano.

Il campo appare più libero in Austria e Germania grazie ad un’alleanza che le nostre Ferrovie hanno messo in piedi con gli operatori locali. Il varo di un collegamento da Roma a Monaco di Baviera (via Milano) può diventare realtà già nel 2027.

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