Il governo stoppa la Lega, no a nuove rottamazioni
di Giuseppe ColomboROMA - Da aspiranti rottamatori a sicuri rottamati. I leghisti collezionano l’ennesimo stop del governo all’allargamento degli sconti sulle cartelle fiscali. L’ultimo altolà arriva a palazzo Madama. Tutti contrari i pareri dell’esecutivo agli emendamenti al decreto carburanti che erano stati depositati in commissione Finanze dai senatori del Carroccio.
Chiedevano di riaprire la rottamazione quater, consentendo a chi è decaduto al 31 dicembre 2025 di essere riammesso presentando domanda entro il prossimo 31 luglio. Un’altra richiesta puntava a ripescare chi non ha pagato le rate di novembre e febbraio: il “perdono” sarebbe scattato versando il dovuto, in un’unica soluzione, sempre entro la fine del mese prossimo.
Nel fascicolo anche l’introduzione di un regime speciale per i contribuenti che, decaduti dalla quater, non possono aderire alla quinquies: a loro la possibilità di rateizzare in 10 anni (120 rate mensili). Ma anche questo emendamento è finito nel cestino. Così come l’estensio…
ROMA - Da aspiranti rottamatori a sicuri rottamati. I leghisti collezionano l’ennesimo stop del governo all’allargamento degli sconti sulle cartelle fiscali. L’ultimo altolà arriva a palazzo Madama. Tutti contrari i pareri dell’esecutivo agli emendamenti al decreto carburanti che erano stati depositati in commissione Finanze dai senatori del Carroccio.
Chiedevano di riaprire la rottamazione quater, consentendo a chi è decaduto al 31 dicembre 2025 di essere riammesso presentando domanda entro il prossimo 31 luglio. Un’altra richiesta puntava a ripescare chi non ha pagato le rate di novembre e febbraio: il “perdono” sarebbe scattato versando il dovuto, in un’unica soluzione, sempre entro la fine del mese prossimo.
Nel fascicolo anche l’introduzione di un regime speciale per i contribuenti che, decaduti dalla quater, non possono aderire alla quinquies: a loro la possibilità di rateizzare in 10 anni (120 rate mensili). Ma anche questo emendamento è finito nel cestino. Così come l’estensione dell’edizione numero 5 della rottamazione agli accertamenti.
A fronte di una raffica di bocciature, il partito di Matteo Salvini può sperare ancora sulla proposta che blocca il pignoramento dei conti correnti se contemporaneo al pagamento delle rate delle definizioni agevolate. L’emendamento in questione, infatti, è finito tra i cosiddetti accantonati, in attesa di conoscere la sua sorte stamattina. In stand-by anche la proposta a prima firma Massimo Garavaglia, presidente leghista della commissione, di estendere il divieto di telemarketing selvaggio alle telecomunicazioni.
Anche Forza Italia confida di strappare qualcosa al fotofinish (il decreto è atteso oggi nell’aula del Senato). Gli azzurri puntano a incassare la riproposizione del ravvedimento speciale per le partite Iva che aderiscono al nuovo concordato 2026-2027.