Fs, Salvini assolve Donnarumma. Ma il manager resta sotto esame
di Giuseppe Colombo , Aldo FontanarosaROMA - La colpa dei ritardi è delle “manomissioni dei binari”, dei furti di rame e dei guasti dei convogli di altre compagnie. Non della gestione di Stefano Antonio Donnarumma, ad del Gruppo Fs. Convocato al ministero dei Trasporti insieme agli ad delle controllate di Ferrovie, il manager che guida la capogruppo esce dalla riunione con l’assoluzione di Matteo Salvini in tasca.
ll comunicato del ministero non si limita a imputare i disagi a cause di forza maggiore. Mette anche in evidenza i numeri che qualche minuto prima proprio Donnarumma ha presentato al tavolo.
Una dimostrazione di fiducia che emerge chiaramente mettendo a confronto le dichiarazioni del manager con la nota del dicastero. L’ad sottolinea il miglioramento dei livelli di puntualità sull’Alta velocità nella prima metà di giugno: rispetto all’anno precedente, il tasso è salito dal 69% al 76% (+7%).
ROMA - La colpa dei ritardi è delle “manomissioni dei binari”, dei furti di rame e dei guasti dei convogli di altre compagnie. Non della gestione di Stefano Antonio Donnarumma, ad del Gruppo Fs. Convocato al ministero dei Trasporti insieme agli ad delle controllate di Ferrovie, il manager che guida la capogruppo esce dalla riunione con l’assoluzione di Matteo Salvini in tasca.
ll comunicato del ministero non si limita a imputare i disagi a cause di forza maggiore. Mette anche in evidenza i numeri che qualche minuto prima proprio Donnarumma ha presentato al tavolo.
Una dimostrazione di fiducia che emerge chiaramente mettendo a confronto le dichiarazioni del manager con la nota del dicastero. L’ad sottolinea il miglioramento dei livelli di puntualità sull’Alta velocità nella prima metà di giugno: rispetto all’anno precedente, il tasso è salito dal 69% al 76% (+7%).
Gioco di sponda
Il Mit fa sponda rilanciando la traccia: “Nonostante il record di 1.300 cantieri attivi, il trend di puntualità a giugno di quest’anno (76%) - fa sapere - è in netto miglioramento rispetto allo stesso mese del 2025 (69%) e del 2024 (70%)”.
Confortato dalla posizione di Salvini, Donnarumma si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Cita il caso dei 71 treni francesi della Sncf fermati a causa del caldo per dire che invece Fs li fa viaggiare e - punge - “quelli che si fermano per il calore mediamente non sono i nostri".
E in vista di un’estate sui binari che si prospetta rovente non solo per le alte temperature, ma anche per i cantieri del Pnrr da ultimare, l’ad annuncia che, insieme alla società del gruppo Busitalia, sarà messa a disposizione una flotta di automezzi sostitutivi con l’obiettivo di “garantire determinati trasferimenti”.
Rimane in bilico
Superato l’esame sui ritardi passati, la permanenza di Donnarumma in sella a Fs resta però in bilico. Palazzo Chigi preferirebbe sostituirlo. L’ipotesi che circolava ieri in ambienti di maggioranza era quella di un “test” sui disagi futuri.
A essere decisivo, in un senso o nell’altro, sarebbe l’andamento del traffico delle prossime settimane. Un’idea che incrocia la strategia dei leghisti più vicini a Giancarlo Giorgetti, pronti a “incoraggiare” le dimissioni del consigliere in quota Carroccio Pietro Bracco.
Se anche un ulteriore componente lasciasse, il cda passerebbe dagli attuali 5 a 3 componenti, un numero insufficiente per andare avanti. Donnarumma, dunque, dovrebbe lasciare il suo posto.
Né il Tesoro ha intenzione di prestargli soccorso: una sostituzione imminente della consigliera in quota Mef Tiziana De Luca, che si è dimessa proprio in dissenso con la gestione dell’ad, non è nell’aria.