MILANO – La Giorgio Armani spa va avanti nel solco tracciato dal fondatore, e sotto la presidenza di Leo Dell’Orco e la guida di Giuseppe Marsocci, stila le linee guida per accompagnare la crescita futura e ingaggia un consulente di standing, come Boston Consulting group, per asseverare la strategia e i numeri del nuovo piano industriale.
A settembre la vendita del 15% partirà dia numeri del piano
Con il nuovo piano, che sarà completato a cavallo dell’estate, l’azienda - nel rispetto delle volontà di Re Giorgio - a partire dal 9 settembre aprirà anche un processo competitivo per valorizzare il 15% del capitale. In proposito nel testamento Armani scrive che si venderà «in via prioritaria ad uno tra i gruppi Lvmh, EssilorLuxottica e L’Oréal» o ad altre società «della moda o d…
MILANO – La Giorgio Armani spa va avanti nel solco tracciato dal fondatore, e sotto la presidenza di Leo Dell’Orco e la guida di Giuseppe Marsocci, stila le linee guida per accompagnare la crescita futura e ingaggia un consulente di standing, come Boston Consulting group, per asseverare la strategia e i numeri del nuovo piano industriale.
A settembre la vendita del 15% partirà dia numeri del piano
Con il nuovo piano, che sarà completato a cavallo dell’estate, l’azienda - nel rispetto delle volontà di Re Giorgio - a partire dal 9 settembre aprirà anche un processo competitivo per valorizzare il 15% del capitale. In proposito nel testamento Armani scrive che si venderà «in via prioritaria ad uno tra i gruppi Lvmh, EssilorLuxottica e L’Oréal» o ad altre società «della moda o del lusso di pari standing» da individuare con il benestare di Dell’Orco, che è anche il presidente della Fondazione ed erede del 40% dell’azienda. Ma non è neppure da escludere l’ipotesi che la prima quota del 15% venga divisa in tre parti uguali, in modo da avere più opzioni quando tra 3-5 anni si tratterà di decidere se vendere la quota di maggioranza in prelazione al primo acquirente, o procedere con la quotazione in Borsa.
Un gruppo che deve essere democratico: dai jeans agli abiti
Ad ogni modo, alla base del piano industriale c’è la volontà che il gruppo resti «democratico» ovvero, capace di offrire attraverso i vari brand tante categorie di prodotto, con prezzi che vanno dai 40 euro delle ciabatte da piscina della EA7 ai vestiti da sera da centinaia di migliaia di euro dell’Armani Privè.
Quanto allo sviluppo futuro dei ricavi, Armani punta a crescere nell’ospitalità, dove ha firmato una joint venture ventennale con la Symphony Global di Mohamed Alabbar, e negli accessori dove c’è spazio per aumentare i ricavi sia nelle borse, che nelle calzature. Una volta ultimato il piano, a settembre, parità quindi il processo di vendita. Prima di allora la società selezionerà almeno due advisor – di cui uno probabilmente sarà Rothschild & Co – ovvero la banca d’affari che in Italia è guidata da Irving Bellotti, amico dello stilista e dei suoi eredi e membro della fondazione custode dei valori del fondatore.