ROMA – Un passo verso l’indipendenza tecnologica dagli Stati Uniti, una rivoluzione per i pagamenti. Dopo il via libera del parlamento europeo all’iter che porterà al regolamento sullo strumento finanziario tech, si apre una nuova stagione per l’Europa e i suoi cittadini. Ecco una guida per orientarsi, secondo le indicazioni di Banca centrale europea (Bce) e Bankitalia.
Che cos’è?
È una valuta digitale emessa della Bce, l’equivalente elettronico del contante e servirà per pagare nei negozi fisici oppure online, o anche per inviare denaro ad amici e parenti. Lo strumento affiancherebbe monete e banconote, senza sostituirle, come ha chiarito ieri la presidente della Bce, Christine Lagarde. Chiunque nell’Eurozona potrà effettuare pagamenti in euro digitali.
È gratis?
Sì. E un euro varrà sempre un euro. Insomma, la versione dematerializzata della moneta unica avrà sempre esattamente lo stesso valore di una moneta da un euro.
È una criptovaluta?
No. Le cripto “sono rischiose e instabili perché non garantite né gestite da un’istituzione centrale”, ricordano dall’Eurotower. Chi detiene criptoattività non ha alcuna garanzia che le potrà cambiare in contante all’occorrenza. L’euro digitale, invece, sarà garantito dalla stessa istituzione che garantisce i contanti nell’area euro: la Bce. E proprio come il contante, appunto, l’euro digitale manterrà sempre il suo valore nominale.
Come funzionerà? Potremo usarlo online e offline?
Gli importi in euro digitali sarebbero registrati in un conto, che gli utenti aprirebbero in banca o in un altro intermediario pubblico. Come le Poste, in Italia. Sarà possibile fare pagamenti in euro digitali sia online sia offline, con lo smartphone o una carta. Il wallet, caricabile tramite un trasferimento da un conto corrente o attraverso un versamento di contanti, permetterà di fare pagamenti in euro digitale. Gli importi ricevuti potranno essere conservati nel wallet fino a un limite massimo, oppure trasferiti, sia manualmente che automaticamente, su un conto corrente. E naturalmente potranno essere ritirati in contanti.
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È sicuro? E la privacy?
La Bce e l’Eurosistema non sarebbero in grado di risalire all’identità del possessore o agli acquisti effettuati attraverso i dati sui pagamenti. Inoltre, la funzionalità offline dell’euro digitale garantirebbe un livello di privacy paragonabile a quello del contante. La modalità offline, in particolare, è concepita per simulare l'utilizzo del contante, consentendo trasferimenti di valore direttamente tra dispositivi, come smartphone o smart card, senza necessità di una connessione Internet attiva o di una validazione immediata da parte di un server centrale. In questo scenario, il trasferimento di euro digitali avviene tramite tecnologie di prossimità come l’Nfc (Near field communication, la tecnologia in uso per i pagamenti contactless) o tramite Bluetooth. I dispositivi memorizzano localmente i saldi in modo sicuro, garantendo l'anonimato per transazioni di modesta entità. La sincronizzazione delle transazioni offline con il registro centrale avverrà solo quando uno dei dispositivi coinvolti si connetterà nuovamente alla rete, aggiornando i saldi complessivi.
Quando arriverà?
Secondo i piani della Bce, il 2027 dovrebbe vedere l'avvio del progetto pilota, fino a tutto il 2028 è prevista la fase di test e implementazione, poi nel 2029 potrebbe vedere la luce la prima emissione dell'euro digitale.
Qual è l’obiettivo strategico dell’Europa?
La mancanza di un'infrastruttura di pagamento europea nativa e pubblica, secondo gli analisti, espone l'Unione al rischio che le proprie transazioni economiche siano monitorate, gestite o persino bloccate da entità estere. L'euro digitale punta proprio a colmare questa lacuna, offrendo un'alternativa sicura, pubblica e accettata universalmente in tutti i paesi membri.