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Stellantis accelera nelle consegne, +10% nel trimestre grazie agli Usa. Vw conferma i 50mila tagli

(reuters)

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In controtendenza rispetto al mercato, la casa italo-francese migliora tra aprile e giugno. Il ceo di Volkswagen, Oliver Blume, sul piano di riduzione: “Costo del lavoro troppo alto”
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MILANO – In un momento difficile per il settore dell’automotive, Stellantis riesce a invertire la marcia e accelerare il passo. Nel secondo trimestre di quest’anno, le consegne consolidate della casa italo-francese hanno raggiunto, si stima, circa 1,6 milioni di unità, con un aumento del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare la crescita, ancora una volta, il Nord America, dove il dato è salito del 38% a 445 mila unità, grazie anche al lancio di nuovi modelli. Bene l’Europa allargata, che ha messo a segno un miglioramento del 5% a quota 762 mila.

I tagli di Vw

L'amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, ha stimato in un'intervista che i potenziali tagli occupazionali potrebbero riguardare fino a 50mila posti di lavoro a livello globale. I cos…

MILANO – In un momento difficile per il settore dell’automotive, Stellantis riesce a invertire la marcia e accelerare il passo. Nel secondo trimestre di quest’anno, le consegne consolidate della casa italo-francese hanno raggiunto, si stima, circa 1,6 milioni di unità, con un aumento del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare la crescita, ancora una volta, il Nord America, dove il dato è salito del 38% a 445 mila unità, grazie anche al lancio di nuovi modelli. Bene l’Europa allargata, che ha messo a segno un miglioramento del 5% a quota 762 mila.

I tagli di Vw

L'amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, ha stimato in un'intervista che i potenziali tagli occupazionali potrebbero riguardare fino a 50mila posti di lavoro a livello globale. I costi generali di Vw sono circa il 20% più alti rispetto a quelli di altre aziende, ha dichiarato Blume in un'intervista pubblicata internamente e anticipata da Der Spiegel. Secondo il settimanale, la produzione negli impianti di Zwickau ed Emden cesserebbe a partire dal 2031, seguita dallo stabilimento dei veicoli commerciali di Hannover nel 2032 e da quello Audi di Neckarsulm nel 2034. Nei quattro siti lavorano complessivamente circa 40.000 dipendenti. Il piano prevederebbe inoltre il taglio di 50.000 posti di lavoro entro il 2030.

Frenano Golfo Persico, Africa e Sud America

Per consegne, precisa l’azienda, si intendono i volumi di veicoli consegnati alla rete, ai distributori o direttamente ai clienti finali e alle flotte, che determinano la rilevazione dei ricavi. Ebbene, in Europa la crescita è dovuta sia dai veicoli Stellantis sia da quelli a marchio Leapmotor, con le consegne di Bev (100% elettrico) che hanno fornito il contributo più significativo.

Questi numeri sono stati parzialmente compensati da volumi inferiori nel Golfo Persico e in Africa (-3% a 121 mila unità), in larga misura a causa del conflitto nella regione, e in Sud America (-3% a 253 mila), per effetto della debolezza del mercato argentino.

Sprint dei nuovi modelli in Europa

Più nel dettaglio, nell’Europa allargata, una macro regione che conta 45 Paesi, per i marchi Stellantis la crescita delle consegne è stata trainata principalmente dai recenti lanci di prodotto. La forte domanda per i modelli basati sulla piattaforma smart car, tra cui Citroen C3 e C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda, ha contribuito con circa 41 mila unità aggiuntive, pari a una crescita del 51% rispetto all'anno precedente. Nel segmento C, anche la nuova Jeep Compass ha fornito un contributo positivo, con circa 8 mila unità aggiuntive.

Gli incrementi hanno compensato la riduzione di circa 28 mila unità nelle consegne dei modelli B-Suv della precedente generazione, tra cui Jeep Avenger, Fiat 600, Opel Mokka e Peugeot 2008. Le consegne di veicoli a marchio Leapmotor sono aumentate di circa 25 mila unità, raggiungendo quota 33 mila, trainate dalla forte domanda per i modelli T03 e B10.

In Nord America la maggior parte della crescita è stata trainata da prodotti nuovi o rinnovati e da nuove offerte di motorizzazioni, tra cui il Ram 1500 (light-duty) Hemi V8, il nuovo Ram 1500 Trx Srt, i rinnovati Jeep Grand Wagoneer e Grand Cherokee e la rinnovata Chrysler pacifica. A questo si aggiunge il progressivo aumento dei volumi dei nuovissimi Jep Cherokee e Dodge Charger Sixpack a 2 e 4 porte.

Crescono Algeria e Marocco

Nel Golfo Persico e in Africa, dove il bilancio è negativo, si registra però una crescita di circa 8 mila unità in Algeria, sostenuta dalla continua accelerazione del Fiat Doblò e, seppur più contenuta, in Marocco, trainata dai maggiori volumi del mercato.

Tuttavia, questo trend è stato più che compensato dai cali in Turchia (circa -8.000) per condizioni di mercato meno favorevoli, e dai Paesi del consiglio di cooperazione del Golfo, dove le consegne sono diminuite di circa il 50%.

In Sud America la crescita registrata in Brasile, pari a circa 21 mila veicoli e sostenuta da condizioni di mercato favorevoli, deve fare i conti con la flessione delle consegne negli altri mercati della regione, principalmente in Argentina, dove sono diminuite di circa 25 mila unità. Infine, le consegne in Asia Pacific sono rimaste in linea con l'anno precedente, attestandosi a 16.000 veicoli.

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