IA, Claude cambia carattere a seconda della lingua: “Prudente e diplomatica in italiano”
di Aldo FontanarosaROMA – Dimmi in quale lingua parli e ti dirò quale Claude incontrerai. Se gli scrivi in hindi (una delle due lingue ufficiali dell’India), l’intelligenza artificiale di Anthropic tende a essere affettuosa, incoraggiante e perfino scherzosa.
Se scegli il russo, diventa più rigorosa e austera. In inglese controlla, corregge e mette in discussione la richiesta dell’utente. In italiano, invece, indossa giacca e cravatta. Accompagna le risposte con cautele e avvertenze, in omaggio al Paese della diplomazia e a volte del compromesso.
Non è l’inizio di una barzelletta sulle differenze tra popoli. Sono i risultati di una ricerca pubblicata da Anthropic, la società statunitense che ha creato Claude, tra i principali concorrenti di ChatGPT. Lo studio dimostra che l’assistente non esprime esattamente gli stessi valori e non adotta lo stesso atteggiamento in tutte le lingue.
ROMA – Dimmi in quale lingua parli e ti dirò quale Claude incontrerai. Se gli scrivi in hindi (una delle due lingue ufficiali dell’India), l’intelligenza artificiale di Anthropic tende a essere affettuosa, incoraggiante e perfino scherzosa.
Se scegli il russo, diventa più rigorosa e austera. In inglese controlla, corregge e mette in discussione la richiesta dell’utente. In italiano, invece, indossa giacca e cravatta. Accompagna le risposte con cautele e avvertenze, in omaggio al Paese della diplomazia e a volte del compromesso.
Non è l’inizio di una barzelletta sulle differenze tra popoli. Sono i risultati di una ricerca pubblicata da Anthropic, la società statunitense che ha creato Claude, tra i principali concorrenti di ChatGPT. Lo studio dimostra che l’assistente non esprime esattamente gli stessi valori e non adotta lo stesso atteggiamento in tutte le lingue.
La sincerità sui limiti
La novità è importante. Tendiamo a immaginare un’intelligenza artificiale come una macchina con una personalità unica, che scrive di volta in volta in italiano, inglese, arabo o cinese. Non funziona proprio così. Cambiando lingua, possono cambiare il tono, la prudenza, la disponibilità ad assecondare l’utente e perfino il modo in cui Claude valuta un’idea.
Il Claude che parla italiano presenta un profilo serioso. Rispetto alla media delle conversazioni analizzate, si sposta verso la cautela, il rigore, l’approfondimento. Quando risponde nella nostra lingua, Claude tende anche a precisare meglio le condizioni della risposta, sceglie termini accurati e conserva un registro formale. Massima la sincerità sui suoi limiti.
Alla fine, il Claude italiano assomiglia a un funzionario scrupoloso e, a volte, timoroso. Prima di rispondere, mette in guardia sulla complessità della questione.
La deferenza
Anthropic ha misurato il comportamento del sistema lungo quattro assi. Primo: Claude tende ad assecondare l’utente (con “deferenza”) o preferisce avvertire su errori e rischi (con “cautela”? Secondo: usa un tono affettuoso oppure richiama l’utente al rigore? Terzo: risponde in modo approfondito o va subito al punto fornendo risposte sintetiche? Quarto: presenta ogni soluzione come sicura e inattaccabile o mette in primo piano le sue insicurezza?
Quando parla italiano, Claude non raggiunge valori estremi. Mostra però una tendenza abbastanza chiara: è prudente, preciso, approfondisce le risposte e ammette più facilmente le proprie incertezze. Lo studio ha esaminato 15.559 conversazioni in italiano.
In altre lingue, il cambio di carattere è più vistoso. L’hindi produce il Claude più caloroso: usa volentieri l’umorismo, rassicura anche senza essere invitato a farlo e adotta formule molto cortesi. Anche in arabo l’assistente è caldo e accomodante, conferma più spesso le idee dell’interlocutore e adatta il tono al suo stato emotivo. Inoltre tende a essere sintetico e orientato alla soluzione.
I diversi modelli
All’estremo opposto ci sono il russo e l’inglese. In queste lingue Claude privilegia accuratezza e rigore: contesta le supposizioni non dimostrate, corregge i dettagli e domanda su quali prove poggi un’affermazione. L’inglese è anche la lingua nella quale l’assistente mostra la maggiore cautela e la maggiore propensione ad approfondire.
In olandese manifesta più chiaramente i propri dubbi e riconosce gli errori. In indonesiano punta invece all’esecuzione: meno esitazioni, più attenzione al risultato.
La ricerca è stata realizzata su 309.815 conversazioni anonime raccolte in due settimane del maggio 2026. Sono state considerate le venti lingue più utilizzate sulla piattaforma Claude.ai e tre versioni del sistema: Sonnet 4.6, Opus 4.6 e Opus 4.7. Per evitare confronti falsati, i ricercatori hanno tenuto conto del tipo di domanda, dell’argomento e dei valori già espressi dall’utente.
Anche il modello scelto conta. Sonnet 4.6 risulta più caloroso, accomodante e incline all’umorismo. Opus 4.7 è più prudente e rigoroso, spiega più diffusamente il proprio ragionamento e non esita a contestare l’utente. Opus 4.6 va più rapidamente al punto. Non cambia soltanto la lingua, dunque: cambia anche il Claude al quale ci rivolgiamo.
L’addestramento
Da dove nascono queste differenze nei valori di Claude? Per ora, Anthropic non ha una risposta definitiva. Una possibile spiegazione è nei dati utilizzati per addestrare e perfezionare Claude, che possono cambiare da una lingua all’altra.
Ma lingua e modello probabilmente non bastano a spiegare tutto. Claude potrebbe modificare le sue risposte anche in base agli indizi forniti dall’utente: età, professione, luogo in cui vive, argomento affrontato, tono e stile della domanda.
Il prossimo passo sarà capire quali segnali influenzano davvero Claude. E soprattutto stabilire se questi cambiamenti siano utili per gli utenti oppure se producano differenze indesiderate.
Due persone – che presentano casualmente lo stesso progetto a Claude, uno in hindi e l’altro in italiano - possono ricevere valutazioni sensibilmente diverse. Questa è una ricchezza o un limite dell’intelligenza artificiale?