Un cda più largo, da sette a nove componenti con due indipendenti in più, per portare un po’ di pace nel gruppo del settore turistico I Grandi Viaggi (Igv). È con questo spirito, e su insistenza della Consob, che il socio di maggioranza al 55,6 per cento, la Monforte & C. Srl della famiglia del presidente Luigi Maria Clementi, ha convocato per il 4 settembre un’assemblea per nominare due consiglieri.
Del resto, tra le numerose questioni aperte tra gli azionisti di maggioranza e quelli di minoranza, ossia Otium Srl, F2a Srl, Helios Srl e Maurizio Maresca (19% circa del capitale), c’è l’effettiva indipendenza di alcuni amministratori definiti come tali. In uno degli ultimi esposti alla Consob, Otium segnala «la perdurante elusione del criterio temporale di indipendenza degli amministratori». Nel mirino ci sono gli indipendenti in carica da oltre nove anni, periodo che il codice di corporate governance individua come limite a pregiudizio dell’indipendenza stessa. Igv ha sempre sotto…
Un cda più largo, da sette a nove componenti con due indipendenti in più, per portare un po’ di pace nel gruppo del settore turistico I Grandi Viaggi (Igv). È con questo spirito, e su insistenza della Consob, che il socio di maggioranza al 55,6 per cento, la Monforte & C. Srl della famiglia del presidente Luigi Maria Clementi, ha convocato per il 4 settembre un’assemblea per nominare due consiglieri.
Del resto, tra le numerose questioni aperte tra gli azionisti di maggioranza e quelli di minoranza, ossia Otium Srl, F2a Srl, Helios Srl e Maurizio Maresca (19% circa del capitale), c’è l’effettiva indipendenza di alcuni amministratori definiti come tali. In uno degli ultimi esposti alla Consob, Otium segnala «la perdurante elusione del criterio temporale di indipendenza degli amministratori». Nel mirino ci sono gli indipendenti in carica da oltre nove anni, periodo che il codice di corporate governance individua come limite a pregiudizio dell’indipendenza stessa. Igv ha sempre sottolineato che gli amministratori in questione non hanno alcun rapporto con la società. Ma anche la Consob, negli anni, ha spinto per un cambio di passo. Nella relazione per l’assemblea dello scorso febbraio, il presidente del collegio sindacale (nominato dalla lista delle minoranze) richiama l’attenzione degli amministratori «sulla necessità che il processo di valutazione dell’indipendenza sia maggiormente strutturato e documentato».
Nella stessa relazione, il collegio sindacale pone l’accento su altre questioni divisive, come «le criticità evidenziate dal consigliere designato dalla minoranza», ossia Giustino Di Cecco, «con riguardo alla mancata messa a disposizione dei membri del cda delle situazioni economiche, finanziarie e patrimoniali di ciascuna struttura vacanziera gestita dalle società controllate». Queste ultime rappresentano un altro fronte aperto: a giugno, Otium ha denunciato al collegio sindacale fatti ritenuti censurabili riguardanti la partecipata Blue Bay Village, operante in Kenya, che in 20 anni ha perso una decina di milioni richiedendo ripetuti interventi finanziari da parte della controllante Igv Hotels Spa. Da qui la necessità di verificare se le valutazioni economiche e industriali sono state adeguate. Igv, dal canto suo, rivendica che le società estere, in dieci anni, hanno contributo positivamente agli utili realizzati in Italia per 7,7 milioni. Un altro fronte “caldo” riguarda le remunerazioni nella capogruppo e nelle controllate, per le minoranze troppo elevate, del presidente Clementi e della figlia Corinne, ad di Igv. Il gruppo ha appena affidato a una società esterna una ricognizione sui compensi.
In generale, per le minoranze, una governance poco trasparente zavorra il gruppo in termini di redditività, anche rispetto ai concorrenti. Al 31 ottobre 2025, Igv ha realizzato ricavi consolidati della gestione caratteristica di 66,99 milioni (+7% annuo) e utili di 3,52 milioni (che saranno reinvestiti nella società senza la distribuzione di dividendi), a fronte di una posizione finanziaria netta positiva per 30,24 milioni. Il prossimo appuntamento chiave è l’assemblea di settembre, quando tra l’altro il collegio sindacale dovrà dare riscontro ai soci circa le ultime denunce ricevute. Si vedrà se con due indipendenti in più in cda (Gaetano Arnò e Stefania Argentieri Piuma, scelti dal socio di maggioranza) si calmeranno un po’ le acque.
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