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Bce, tassi invariati ma crescono i timori per l’inflazione. Lagarde: “Resto sulla nave fino al 2027”

Christine Lagarde, presidente della Bce 

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Francoforte prende una pausa e, dopo il rialzo di 25 punti base deciso nel giugno scorso, il costo del denaro resta a quota 2,25%
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ROMA – Una decisione in linea con le attese della vigilia. La Banca centrale europea (Bce) lascia i tassi invariati al 2,25%, come stabilito a giugno, e sceglie di non intervenire sul costo del denaro. Anche se – osservano gli analisti da più parti – si rafforzano i timori per l'inflazione in crescita. Tanto che nel corso della riunione di oggi, nonostante l’unanimità del voto finale, alcuni governatori si sono chiesti se non fosse già il caso di rialzare i tassi senza aspettare l’autunno.

Del resto, la nuova escalation in Medio Oriente, con le tensioni su Hormuz e gli attacchi degli Houthi nel Canale di Suez, allunga più di un’ombra sulla prossima riunione dell’Eurotower in programma a settembre. Stando alle previsioni, in quella sede il board dell’istituto potrebbe ritoccare verso l’alto i tassi di 25 punti base.

ROMA – Una decisione in linea con le attese della vigilia. La Banca centrale europea (Bce) lascia i tassi invariati al 2,25%, come stabilito a giugno, e sceglie di non intervenire sul costo del denaro. Anche se – osservano gli analisti da più parti – si rafforzano i timori per l'inflazione in crescita. Tanto che nel corso della riunione di oggi, nonostante l’unanimità del voto finale, alcuni governatori si sono chiesti se non fosse già il caso di rialzare i tassi senza aspettare l’autunno.

Del resto, la nuova escalation in Medio Oriente, con le tensioni su Hormuz e gli attacchi degli Houthi nel Canale di Suez, allunga più di un’ombra sulla prossima riunione dell’Eurotower in programma a settembre. Stando alle previsioni, in quella sede il board dell’istituto potrebbe ritoccare verso l’alto i tassi di 25 punti base.

"L'incertezza resta elevata e l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno", avverte la presidente Christine Lagarde. "Il consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l'intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto". Secondo copione, i banchieri centrali seguiranno “un approccio guidato dai dati” per definire “l'orientamento di politica monetaria”. E, naturalmente, per “assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine”. Uno spiraglio c’è, almeno guardando più avanti: le aspettative di inflazione oltre il breve termine – sottolinea la presidente – restano "sostanzialmente ancorate" all'obiettivo di inflazione di medio periodo. Si vedrà.

L’allarme salari

Al momento, di certo c’è che i prezzi dell’energia continuano la loro corsa, con il Brent che – per esempio – torna a sfondare quota 100 dollari. Non accadeva da maggio. Per questo la presidente della Banca centrale europea torna sulla necessità di mettere al bando gli aiuti a pioggia, che da un lato sono una zavorra per i conti pubblici e dall’altro spingono i consumi dei carburanti e con quelli i prezzi in generale. "Le misure pubbliche in risposta allo shock energetico dovrebbero essere circoscritte e temporanee", ripete Lagarde. Che lancia l’allarme per i riflessi dell’inflazione sulle tasche delle famiglie: "Peserà sui salari reali".

L’appello

Il resto lo fanno le stime di una "crescita modesta nel breve termine". Ecco che serve “agire con urgenza per rafforzare l'economia dell'area euro, mantenendo al tempo stesso finanze pubbliche sane". È l’appello che la numero uno di Francoforte lancia all’Eurozona. La strada verso questo obiettivo passa per due snodi cruciali. “Elementi fondamentali”, dirà Lagarde. Primo: “Semplificare e armonizzare le regole nel mercato unico dell'Ue”. Secondo: “Accelerare la transizione energetica e completare l'unione dei risparmi e degli investimenti”.

La carriera

La conferenza stampa è anche l’occasione per tornare sulle indiscrezioni circolate a più riprese negli ultimi mesi, secondo cui Lagarde sarebbe prossima a lasciare il suo incarico in Bce per volare a Davos. Oppure per scendere in campo nella sua Francia contro l’avanzata dell’estrema destra di Marine Le Pen. "Non vi libererete di me prima del 2027. Quando ci sono nuvole all'orizzonte, il capitano resta sulla nave", assicura Lagarde. Insomma, niente dimissioni anticipate. "Questo capitano resta sulla nave, nonostante ci siano nuvole all'orizzonte. Ora potete speculare e scrivere quello che volete. Non credo – dice ai giornalisti presenti – che sia una questione particolarmente interessante o importante. Ciò che conta è che applichiamo la politica monetaria corretta per garantire la stabilità dei prezzi".

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