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“Io, piccolo imprenditore del Sud, pago 30 pieni al mese: così è un salasso”

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Parla il titolare di un’azienda di Portici: “Abbiamo lavori nelle aree rurali di Roma, Livorno e Crema. Per noi l’auto è indispensabile. Qualche volta per risparmiare, il venerdì a mia moglie ho detto: ‘Stavolta non vengo’”
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ROMA – Per lavoro ogni giorno percorro in media poco meno di 150 chilometri in macchina. Lei si immagina cosa significa per me il cosiddetto “caro-carburante”?». Gianluca Iovine fa l’agronomo per passione e il libero professionista per scelta. È un piccolo imprenditore di una società di Portici con tante automobili quanti sono i dipendenti, migliaia di chilometri alle spalle e altrettanti davanti a sé. «Non sto messo male, facciamo un buon fatturato, ma gli aumenti si sentono eccome, sono un costo altissimo da affrontare», racconta al telefono.

Oggi quanto le pesa in più l’impennata dei carburanti?

«Solo per lavoro, ogni mese devo fare almeno sei pieni a macchina. E per la mia piccola società di consulenza ho quattro auto e un furgone. Con l…

ROMA – Per lavoro ogni giorno percorro in media poco meno di 150 chilometri in macchina. Lei si immagina cosa significa per me il cosiddetto “caro-carburante”?». Gianluca Iovine fa l’agronomo per passione e il libero professionista per scelta. È un piccolo imprenditore di una società di Portici con tante automobili quanti sono i dipendenti, migliaia di chilometri alle spalle e altrettanti davanti a sé. «Non sto messo male, facciamo un buon fatturato, ma gli aumenti si sentono eccome, sono un costo altissimo da affrontare», racconta al telefono.

Oggi quanto le pesa in più l’impennata dei carburanti?

«Solo per lavoro, ogni mese devo fare almeno sei pieni a macchina. E per la mia piccola società di consulenza ho quattro auto e un furgone. Con l’aumento del diesel significa quasi trenta euro in più per ogni pieno dall’inizio della guerra in Iran, con rialzi anche negli ultimi giorni. Immagini di farlo per i trenta pieni di tutti i veicoli aziendali. È un’uscita imprevista che prima non c’era. E non oso immaginare quanto spendano i piccoli imprenditori che hanno una flotta più grande della mia».

Deve spostarsi sempre così tanto? «Da Napoli giriamo tutta l’Italia. I problemi del terreno e quelli delle coltivazioni purtroppo non si possono portare in studio: siamo noi che dobbiamo per forza muoverci per visite e sopralluoghi».

E quanti chilometri deve fare? «Più di tremila al mese, quarantamila l’anno. E questo per ogni veicolo. Significa 200mila chilometri in tutto, perché andiamo costantemente in Puglia, in Basilicata, nell’Alto Lazio. Abbiamo lavori a Roma, Livorno, Crema. Per noi il carburante è indispensabile. E ora la spesa è diventata un problema considerevole».

Per risparmiare è impensabile usare i mezzi pubblici? «Impossibile: le aree rurali non sono servite dai trasporti. Dovremmo comunque affittare delle auto e quindi aggiungere il prezzo del noleggio al costo del carburante ormai alle stelle. A questo punto conviene prendere la macchina. O, meglio, conveniva…».

Ha dovuto aumentare il suo compenso, farsi pagare di più dai suoi clienti? «Non posso permettermi di chiedere un euro in più perché noi forniamo un aiuto alle aziende, non beni. L’agricoltura è un settore vivo, che ragiona su grandi quantità ma si muove sui centesimi. Alcuni contratti erano già chiusi e non li ho potuti rimodulare, gli altri non li ho voluti toccare: non ho aggiunto nessun costo carburante, a differenza di molti altri. Quando mi arrivano le fatture dei miei fornitori, c’è una voce che prima non c’era: la benzina».

Lei ha una famiglia. Qualche piccola rinuncia? «Non voglio lamentarmi, ho un reddito buono rispetto a chi ha uno stipendio da insegnante o da impiegato, che magari si era fatto i conti al centesimo per partire. Con quali soldi adesso una famiglia monoreddito andrà in vacanza? Io ho una moglie e due figlie di sei e nove anni, tutto l’anno ho spese ordinarie per le bollette, la scuola, i vestiti, i giochi, le attività, qualche svago. L’estate la passano al mare in Puglia e ogni weekend faccio il pendolare dalla Campania per vederle. Quest’anno, qualche volta, per risparmiare, il venerdì ho chiamato mia moglie e le ho detto: “Stavolta non vengo”».

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