MILANO – Agosto si apre all’insegna del rialzo, spinta dalla nuova ondata di negoziati tra Stati Uniti e Iran, annunciata nella notte dal presidente Usa, Donald Trump. I primi effetti concreti si misurano sul petrolio, con le quotazioni del Wti texano e del Brent europeo che perdono oltre il 5 per cento. Gli investitori osservano con attenzione anche il mercato azionario: oltre i risultati trimestrali delle grandi quotate in arrivo su entrambe le sponde dell’Atlantico, da segnalare l’ipotesi di una maxi fusione tra AstraZeneca e l’americana Bristol Myers Squibb, che creerebbe un colosso farmaceutico da quasi 400 miliardi di capitalizzazione. A Piazza Affari occhi puntati sul risiko bancario, dopo l’indiscrezione che vede Mps lanciare un’offerta su Banco Bpm per sfuggire all’Opas di Intesa Sanpaolo, e Prysmian, che ha acquisito una società statunitense per 3,8 miliardi. L’Europa termina comunque la giornata tutta in rialzo, con la sola eccezione di Londra.
Le Borse chiudono in deciso rialzo
Chiusura di seduta in deciso rialzo per le principali Borse europee, a eccezione del Ftse 100 di Londra che cede lo 0,12%. Il Dax di Francoforte guadagna l'1,53%, il Cac 40 di Parigi l'1,22% e l'Ibex 35 di Madrid lo 0,91%. Positivo anche l'Aex di Amsterdam che avanza dello 0,28%.
L’euro chiude in calo a 1,508 dollari
L'euro chiude in calo (-0,16%) nel cambio sul dollaro a 1,1508. La divisa comune cede terreno (-0,76%) sullo yen a 180,29. Cambio dollaro/yen a 156,66 (-0,58%).
Amazon supera per la prima volta i 3.000 miliardi di capitalizzazione di Borsa
Amazon vola a Wall Street dove segna nelle prime battute un rialzo del 4,6%: la compagnia ha superato per la prima volta nella sua storia i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Wall Street apre positiva, Dj a +1,14%
Wall Street apre la seduta in territorio positivo con il calo del petrolio in scia alla ripresa dei colloqui tra Usa e Iran annunciata da Donald Trump che, in questo modo, ha accantonato la nuova ondata di attacchi: il Dow Jones segna nelle prime battute un rialzo dell'1,14%, a 53.081,73 punti, mentre il Nasdaq sale dello 0,33%, a quota 25.457,87. Il rialzo anche il S&P 500 a 7.523,52 punti (+0,45%).
Il petrolio in frenata a New York, a -6,35% con riavvio negoziati Usa-Iran
Il petrolio continua a cedere terreno a New York in scia alla ripresa dei negoziati Usa-Iran annunciata dal presidente Donald Trump: il Wti, il riferimento americano, segna un brusco calo del 6,35%, a 79,29 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, si attesta a quota 83,17 (-5,41%).
Raccolta di Anima in calo dopo fine del mandato
Nel primo semestre dell'anno Anima Holding ha registrato una raccolta netta ex Ramo Iv in calo di 5,2 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025, che sarebbe in aumento di 0,6 miliardi al netto della fuoriuscita legata al termine del mandato Etica Sgr. Le commissioni nette di gestione sono a 184,7 milioni (+3% rispetto al primo semestre 2025), con ricavi totali consolidati di 286,8 milioni (+16%). L'utile netto consolidato è di 158,8 milioni (+3%), mentre l'utile netto consolidato normalizzato è a quota 178,4 milioni (+16%).
"Anima registra, nel corso del primo semestre 2026, risultati economici di soddisfazione, in un contesto non semplice e con una base di comparazione oggettivamente sfidante", commenta Saverio Perissinotto, amministratore delegato di Anima Holding. "Confidiamo che, sulla scorta del buon andamento dei mercati nella prima parte dell'anno, la clientela retail ritrovi fiducia ed attitudine costruttiva verso le nostre soluzioni di risparmio gestito nei trimestri a venire", aggiunge Perissinotto.
Italgas, Fitch conferma rating e outlook
Fitch ha confermato oggi il merito di credito di lungo termine di Italgas S.p.A. a BBB+, outlook stabile. La conferma del rating segue la presentazione del piano strategico 2026-2032 e riflette l'aspettativa di Fitch che il profilo finanziario di Italgas, sostenuto dalla crescita delle attività regolate in Italia e Grecia, dagli investimenti nelle reti gas e dall'accelerazione delle gare per la distribuzione del gas si manterrà coerente con l'attuale livello di rating.
L’outlook stabile rispecchia la previsione di Fitch che Italgas proseguirà nel percorso di deleveraging in arco piano, mantenendo un adeguato margine rispetto alle soglie associate all'attuale rating e supportato dal progressivo miglioramento dell'indicatore funds from operations net leverage.
Record per Kkr: chiude fondo infrastrutturale da 19,2 miliardi
Kkr ha annunciato oggi il closing finale di Kkr Global Infrastructure Investors V, un fondo Core+ da 19,2 miliardi di dollari focalizzato sull'investimento in infrastrutture critiche, principalmente in Nord America ed Europa occidentale. Il Fondo V - si legge in una nota - è il più grande fondo infrastrutturale mai raccolto da Kkr ad oggi e contribuisce ai circa 45 miliardi di dollari raccolti a livello globale attraverso i più recenti fondi vintage infrastrutturali di Kkr. Il Fondo ha già impegnato oltre 9 miliardi di dollari in investimenti che riflettono questo approccio, tra cui Altitude III, EDF power solutions North America, Enilive, FiberCop, Global Technical Realty, Gulf Data Hub, Metronet, Sempra Infrastructure e The Parking Spot. Ad oggi, Kkr ha impegnato oltre 70 miliardi di dollari di equity in investimenti della global infrastructure strategy in Nord America ed Europa.
Milano prosegue in rialzo
Piazza Affari prosegue la prima seduta di agosto in rialzo, in linea con le altre Borse europee, sostenuta dal calo del prezzo del petrolio dovuto all'annuncio di Trump di nuovi colloqui di pace con l'Iran. A circa metà giornata l'indice Ftse Mib segna +0,84% a 52.615 punti. Sul listino Unipol sale del +2,70%. Guadagni anche per Azimut (+2,04%), Diasorin +2,81%, Ferrari +2,47%, Stellantis +2,12%.
Ben intonate anche le banche con Unicredit +2,38%, Intesa +1,51%, Bper +2,35%, Banco Bpm +1,58%, mentre Mps contiene i guadagni a un +0,25% dopo lo stop al progetto di aggregazione con Bpm. Contrastati gli energetici con Eni -1,92%, Italgas -0,49%, Saipem +0,43%, Tenaris -1,96%, Enel +0,63%.
Cnh Industrial, nel trimestre utile in calo e ricavi in crescita
Cnh Industrial ha registrato, nel secondo trimestre 2026 un utile netto di 141 milioni di dollari, con un utile base e diluito per azione pari a 0,11 dollari, rispetto a un utile netto di 217 milioni di dollari e a un utile base e diluito per azione di 0,17 dollari dello stesso periodo dell'anno scorso. L'utile netto adjusted del secondo trimestre 2026 è stato pari a 161 milioni di dollari, rispetto ai 216 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi consolidati del secondo trimestre sono stati pari a 4,80 miliardi di dollari, mentre i ricavi netti delle Attività Industriali hanno raggiunto 4,14 miliardi di dollari, entrambi in crescita rispetto al secondo trimestre del 2025. Nel trimestre, il flusso di cassa netto generato dalle attività operative è stato pari a 145 milioni di dollari, mentre il free cash flow delle Attività Industriali si è attestato a 150 milioni di dollari.
"I risultati del secondo trimestre riflettono l'esecuzione disciplinata della nostra strategia da parte del team Cnh in un mercato che continua a trovarsi nella fase più bassa del ciclo agricolo", spiega Gerrit Marx, ceo di Cnh. "Nonostante le condizioni del settore, abbiamo registrato una crescita dei ricavi su base annua e continuato a progredire sulle nostre priorità strategiche, tra cui qualità, approvvigionamenti, efficienza operativa e consolidamento della rete dei concessionari. Sebbene la redditività degli agricoltori rimanga sotto pressione, osserviamo segnali incoraggianti nel ciclo di rinnovo delle macchine agricole, tra cui la normalizzazione delle scorte presso i concessionari, tra cui la normalizzazione delle scorte presso i concessionari, l'invecchiamento del parco macchine e un rapporto più equilibrato tra i prezzi delle attrezzature nuove e usate. Restiamo concentrati nel supportare oggi la nostra rete di concessionari e i nostri clienti, continuando al contempo a investire nei nostri prodotti e nelle tecnologie che rafforzeranno Cnh nel prossimo ciclo di mercato"
Europa in rialzo, auto e viaggi scommettono sulla pace
Viaggi e automotive trascinano al rialzo i listini in Europa, sulle scommesse di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran che, contemporaneamente, hanno spinto al ribasso i prezzi del petrolio. L'indice Stoxx Europe 600 sale dello 0,4%, Parigi guadagna l'1,28%, Francoforte l' 1,4%, Milano lo 0,9% e solo Londra resta indietro (-0,08%). Renault e Mercedes-Benz Group guadagnano oltre il 3%, Stellantis il 2,9% e Ferrari il 2,75 per cento. Easyjet, spinta dalle attese sull'opa, sale del 2,1 per cento. Nel frattempo, i titoli energetici, con il Brent che cede il 4%, sono tra i peggiori. Eni cede l'1,7%, Shell lo 0,9%, Total Energies lo 0,7%, Bp l'1,5 per cento.
Altrove, le azioni di AstraZeneca Plc sono crollate fino al 7,8%, raggiungendo minimi mai toccati da ottobre, dopo indiscrezioni sulla possibile acquisizione di Bristol Myers Squibb. "L'Europa si sta muovendo intorno a livelli record, grazie a un'altra stagione degli utili migliore del previsto e a dati macroeconomici sorprendentemente positivi" commenta un analista interpellato da Ansa. A Piazza Affari attenzione ai finanziari con Unicredit in rialzo del 2,6%, Intesa Sanpaolo l'1,44%, Mps lo 0,19%, Mediobanca invece cede lo 0,11 per cento. Sugli scudi le piccole Credem (+2,95%) e Banco Desio (+7,10%). Fuori dal listino principale Tisg (-3,8%) e Biesse (+13%) dopo i conti, in profondo rosso la prima, con il ritorno all'utile la seconda.
EasyJet, termine per presentazione offerte prorogato al 7 agosto
EasyJet ha prorogato il termine entro cui il pretendente Castlelake deve decidere se formulare un'offerta vincolante di acquisizione, allineandolo alla scadenza fissata per Apollo, proprio mentre la battaglia per l'acquisizione della compagnia aerea low-cost entra in una settimana decisiva. Lo riporta Reuters.
Il Takeover Panel del Regno Unito ha acconsentito a posticipare dal 3 al 7 agosto il termine entro cui Castlelake deve formalizzare l'offerta o ritirarsi (la cosiddetta scadenza "put up or shut up"), equiparandolo a quello già stabilito per Apollo. EasyJet ha dichiarato di aver concesso a entrambi i soggetti, Apollo e Castlelake, l'accesso alla documentazione per la due diligence sin dalla presentazione delle ultime proposte.
EasyJet ha sostenuto l'offerta di acquisizione da 5,7 miliardi di sterline (7,68 miliardi di dollari) avanzata da Apollo Global Management a luglio, che ha superato la precedente offerta da 5,5 miliardi di sterline di Castlelake. La compagnia low-cost ha registrato un crollo degli utili del 70% nel terzo trimestre (dato comunicato a fine luglio), a causa della volatilità dei prezzi del carburante e della cautela dei viaggiatori in seguito al conflitto in Iran; tuttavia, la compagnia ha segnalato prospettive più favorevoli in vista del picco della stagione estiva.
Tisg, 2025 in rosso per 170,9 milioni e un debito di 129,6 milioni
Tisg (The Italian Sea Group), operatore globale nella nautica di lusso che aveva rimandato l'approvazione del bilancio quando è esplosa la crisi finanziaria, ha registrato una perdita di 170,9 milioni, rispetto a 33,9 milioni di utile con cui si era chiuso il 2024 e una posizione finanziaria netta che a dicembre era di 129,6 milioni. Senza considerare i debiti tributari scaduti o commerciali (incluse anche le posizioni verso i factor) in capo alla capogruppo. Il piano per uscire dalla crisi è ancora in via di definizione e ci sono ancora "rilevanti incertezze" ma il cda è convinto di avere ancora 'ossigeno' per un anno e ha redatto il bilancio nel presupposto della continuità aziendale.
Il cda si è riunito venerdì ma solo nella notte di domenica sono stati resi noti i conti. I ricavi sono crollati del 27% a 295,1 milioni, impattati "dagli effetti negativi della ricostruzione delle irregolarità contabili emerse a partire dal mese di febbraio". Il portafoglio ordini (Order Book) al 31 dicembre 2025 era pari a 1,03 miliardi con un Net Backlog di 349,5 milioni di euro. Il margine operativo lordo è negativo per 99,2 milioni (70,3 milioni a dicembre) "impattato dagli extra costi spesi nell'ambito delle lavorazioni delle commesse in progress, in parte riconducibili ad inefficienze operative e in parte a comportamenti impropri da parte dei manager usciti dall'azienda". La perdita operativa è di 141,2 milioni.
Le Borse asiatiche chiudono in calo, tonfo Seul -5,12%
Le Borse asiatiche chiudono in calo, tra l'intesa tra Stati Uniti e Giappone a sostegno dello yen e la volatilità dei titoli legati al comparto dei chip. A Tokyo l'indice Nikkei termina in calo, a seguito del rafforzamento dello yen dopo la conferma da parte del Giappone di aver condotto operazioni coordinate di acquisto di yen con il Tesoro Usa. Il Nikkei cede lo 0,94% a 63.704 punti, il Topix l'1,08% a 3.960 punti. Il ministero delle Finanze ha inoltre avvertito di essere pronto a effettuare ulteriori interventi coordinati, se necessario, aggiungendo di rimanere in stretto contatto con le autorità statunitensi. Uno yen più forte offusca le prospettive di guadagno per le industrie giapponesi orientate all'esportazione e rende i titoli azionari nazionali meno attraenti per gli investitori stranieri.
Forti perdite sono state registrate nei settori finanziario, dei beni di consumo e tecnologico. In rosso anche le piazze cinesi: Shanghai -0,59% con 3.809,66 punti, l'indice composito Szse di Shenzhen -0,96% con 13.448,29 punti. L'indice Hang Seng di Hong Kong è l'unico sopra la parità a +0,41% con 25.989,50 punti. Tonfo dell'indice Kospi di Seul a -5,12% con 6.257,45 punti.
S&P, Pmi in Europa a diverse velocità. L'Italia resta in espansione
A inizio del terzo trimestre, i dati dell'indagine S&P Global Pmi di luglio hanno evidenziato la maggiore crescita della produzione manifatturiera nell'area euro in quasi quattro anni e mezzo. "Sebbene le condizioni della domanda siano rimaste fragili, le aziende - spiegano gli analisti - hanno concentrato i loro sforzi sugli ordini in fase di lavorazione per incrementare i volumi di produzione" e l'indice che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell'eurozona, e si basa sugli indici dei nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori e giacenze degli acquisti, è aumentato a luglio a 51,9 da 51,4 di giugno.
I dati Pmi relativi alle quattro principali economie dell'area euro hanno evidenziato tendenze fortemente divergenti. La Germania in particolare ha registrato la migliore prestazione (da 50,3 a giugno a 52,2 a luglio), segnando l'indice più elevato in oltre quattro anni. Sebbene con una crescita più lenta, anche l'Italia si è mantenuta in fase di espansione (da 52,2 di giugno a 51,3 a luglio), attestandosi al livello più basso in quattro mesi. I settori manifatturieri di Spagna e Francia (a 49,8 a luglio, in calo rispetto a 51,2 di giugno) sono rimasti invece sostanzialmente stagnanti.
"Le aziende manifatturiere dell'area euro stanno registrando una certa accelerazione della crescita estiva, con una produzione in aumento al ritmo più veloce in quattro anni e mezzo. Emergono tuttavia segnali che tali sviluppi positivi possano rivelarsi di breve durata, con il rischio che la dinamica si affievolisca con l'avvicinarsi dell'autunno", commenta Chris Williamson, Chief Business Economist S&P Global Market Intelligence.
TotalEnergies acquista le attività rinnovabili di Shell in Europa
Il colosso francese TotalEnergies ha acquisito le attività di energia rinnovabile onshore del gruppo britannico Shell in Europa, nonché la vendita di un portafoglio di asset nel campo delle rinnovabili in Francia al fondo d'investimento statunitense Kkr. Entrambe le operazioni europee, riferisce in una nota il gruppo attivo nel settore petrolifero e del gas, dovrebbero concludersi entro fine 2026, previa approvazione delle autorità competenti.
Nel portafoglio che Shell ha venduto a Total Energies, circa 0,5 GW di capacità di generazione rinnovabile combinata, ci sono impianti in fase di sviluppo e impianti operativi in Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Tra questi sono inclusi, spiega una nota del gruppo francese, 500 MW di impianti solari ed eolici in esercizio o in costruzione, situati principalmente in Italia e nei Paesi Bassi, e un portafoglio di progetti solari, eolici e di accumulo a batteria per una potenza complessiva di 3,5 GW in Italia, Regno Unito e Spagna.
Europa in rialzo aspettando i colloqui di pace tra Usa e Iran
Le Borse in Europa aprono in rialzo sulle attese dei colloqui di pace tra Usa e Iran. Il mercato guarda più al calo dei prezzi del petrolio che al nuovo crollo dei titoli dei chip in Asia. Londra apre in progresso dello 0,26%, Parigi dello 0,67%, Francoforte dello 0,88 per cento.
Milano apre in rialzo (+0,65%), finanziari sotto i riflettori
Apre in rialzo la seduta sulla Borsa di Milano con i titoli finanziari sotto i riflettori. L'indice Ftse Mib sale dello 0,65% a quota 52.512,49 in apertura.
Vola Unipol (+4,4%) mentre Mps cede lo 0,45% dopo le indiscrezioni lanciate dal Financial Times su una contromossa di Siena per difendersi da Intesa Sanpaolo (+0,8%). L'istituto starebbe valutando diverse opzioni, tra cui una potenziale acquisizione di Banco Bpm (+1,05%), dopo che venerdì la banca milanese ha abbandonato i tentativi di fusione. Tra i peggiori i titoli dell'energia con Eni in calo del 2,59%, Italgas del 2,28%, Snam dell'1,8%, Saipem dell'1,79 per cento.
AstraZeneca tratta con Bristol Myers Squibb maxi fusione da 400 miliardi (FT)
La britannica AstraZeneca tratta la maxi fusione con la rivale Usa, Bristol Myers Squibb: l'operazione darebbe vita al quarto colosso al mondo di Big Pharma per capitalizzazione di mercato, a ridosso dei 400 miliardi di dollari. Le due società – scrive il Financial Times citando fonti informate – avrebbero discusso negli ultimi mesi l'aggregazione e i colloqui potrebbero portare a un accordo nel prossimo futuro, anche se non si escludono ritardi o fallimenti del negoziato. AstraZeneca, la seconda società quotata britannica per valore, capitalizza 196 miliardi di sterline (260 miliardi di dollari), mentre Bms 133 miliardi di dollari.
Prysmian acquisisce l'americana Atkore, operazione da 3,3 miliardi
Prysmian vuole diventare un leader integrato nelle soluzioni per le infrastrutture elettriche e in quest'ottica acquisisce l'americana Atkor con un'offerta di 95 dollari per azione, che riconosce un premio del 23% sul prezzo medio degli ultimi tre mesi. Secondo i termini dell'operazione, si legge in una nota, l'enterprise value implicito di Atkore è pari a circa 3,8 miliardi di dollari (3,3 miliardi di euro).
"L'elettrificazione, i data center trainati dall'intelligenza artificiale e la digitalizzazione richiedono ingenti investimenti infrastrutturali e sono critici per l'economia moderna, rappresentando un'opportunità rilevante negli Stati Uniti - spiega l'ad Massimo Battaini -. Atkore offre un'interessante combinazione di prodotti complementari, esposizione a trend di crescita strutturale e significative opportunità di sinergia, e rappresenta una decisa accelerazione nell'evoluzione di Prysmian verso un modello di leader integrato di soluzioni per le infrastrutture elettriche".
Nel 2025 Atkore ha registrato ricavi per 2,85 miliardi di dollari e un margine operativo lordo rettificato di 386 milioni. Dispone di 30 siti principali, tra stabilimenti produttivi e centri di distribuzione, localizzati prevalentemente in Nord America, oltre che in Australia, Belgio, Nuova Zelanda e Regno Unito e impiega circa 5.400 dipendenti nel mondo. Prysmian prevede che l'integrazione "generi a regime circa 150 milioni di sinergie annue a livello di margine operativo lordo entro tre anni dal perfezionamento dell'operazione”.
Gli Usa intervengono sullo yen, Trump: “Un gesto di amicizia” (FT)
Donald Trump ha confermato che gli Stati Uniti sono intervenuti a sostegno dello yen sul mercato valutario, un "gesto di amicizia" nei confronti del Giappone, secondo il presidente americano, e anche "positivo per l'economia globale". Citando tre fonti anonime vicine alla vicenda, il Financial Times ha riportato che "la Federal Reserve Bank di New York ha preso la decisione insolita di vendere euro per acquistare yen per conto del Tesoro" venerdì, in coordinamento con il Giappone.
Interpellato a bordo dell'Air Force One sui motivi che hanno spinto Washington a spendere denaro per sostenere la valuta giapponese, Donald Trump ha risposto: "Perché abbiamo un buon rapporto con il Giappone". Gli Stati Uniti trarranno un "beneficio finanziario" da questa decisione, ha insistito il presidente Usa, ma "è stato prima di tutto (...) un gesto di amicizia", ha aggiunto. "Siamo molto, molto forti finanziariamente. Loro, come sapete, hanno uno yen in indebolimento e avevano bisogno di un piccolo aiuto. E noi siamo sempre al fianco del Giappone. Il Giappone è stato molto generoso con noi, con l'eccezione, ovviamente, di Pearl Harbor", ha dichiarato.
Il petrolio cede il 4% in Asia con annuncio Trump su ripresa negoziati con l'Iran
Il petrolio è in brusca correzione in Asia con l'annuncio del presidente americano Donald Trump sulla ripresa dei negoziati tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento statunitense, cede il 5,88% e viene scambiato sotto gli 80 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un tonfo del 5,03% a quota 83,51 dollari.