MILANO – Disciplina nei numeri – in forte crescita – e attenzione concentrata sull’integrazione con la capogruppo Monte dei Paschi di Siena. Su queste basi, Mediobanca chiude il primo semestre 2026 con 711,2 milioni di euro di utile netto, «il migliore di sempre», a fronte di quasi due miliardi di ricavi, entrambi in crescita del 6%. Il risultato operativo sale dell’11,9% a circa 1,2 miliardi, beneficiando dell’aumento della prima riga di bilancio e del controllo dei costi, scesi a 775,3 milioni, con una riduzione del cost/income ratio al 40%. Nel complesso, una «performance solida» e, come afferma l’ad Alessandro Melzi d’Eril in un videomessaggio, «destinata a replicarsi anche nel secondo semestre», nonostante il contesto macroeconomico ancora incerto.
Le…
MILANO – Disciplina nei numeri – in forte crescita – e attenzione concentrata sull’integrazione con la capogruppo Monte dei Paschi di Siena. Su queste basi, Mediobanca chiude il primo semestre 2026 con 711,2 milioni di euro di utile netto, «il migliore di sempre», a fronte di quasi due miliardi di ricavi, entrambi in crescita del 6%. Il risultato operativo sale dell’11,9% a circa 1,2 miliardi, beneficiando dell’aumento della prima riga di bilancio e del controllo dei costi, scesi a 775,3 milioni, con una riduzione del cost/income ratio al 40%. Nel complesso, una «performance solida» e, come afferma l’ad Alessandro Melzi d’Eril in un videomessaggio, «destinata a replicarsi anche nel secondo semestre», nonostante il contesto macroeconomico ancora incerto.
Le commissioni spingono i ricavi
A sostenere i ricavi tra gennaio e giugno sono le commissioni nette, in rialzo del 2,8% a 479,2 milioni, che compensano il lieve calo nel margine di interesse (-1,4% a 982,4 milioni). Completano il quadro i 290,8 milioni di dividendi e proventi simili dalle partecipazioni, tra cui il 13,32% in Generali, e 166,5 milioni dall’attività di negoziazione. Invece, nei soli tre mesi tra aprile e giugno, i ricavi, trainati dalle commissioni, salgono a quasi un miliardo (+8%), mentre l’utile netto balza del 15% a 388 milioni.
Wealth management sulla strada della stabilizzazione
Sul fronte operativo, nel semestre migliorano i crediti commerciali, in particolare nelle divisioni corporate & investment banking, trainata dall’advisory, e credito al consumo con Compass, che grazie anche alle sinergie con la rete Mps raggiunge un record nell’erogato, pari a 5,3 miliardi. Dopo mesi complessi, che hanno visto l’uscita di alcuni banker e dei loro portafogli, il wealth management sembra aver imboccato la strada della stabilizzazione: nel secondo trimestre rallentano i deflussi – da -1,1 miliardi tra gennaio e marzo a -300 milioni – e migliora il mix della raccolta, portando il totale delle attività gestite per conto della clientela al 30 giugno a 117 miliardi (+4,2%).
«Contesto incerto, anche per il risiko»
Quanto alle prospettive sull’intero anno, Piazzetta Cuccia vede una crescita dell’utile netto in doppia cifra, ma avverte: «Cautela è richiesta per l’incertezza legata agli scenari macroeconomici e all’evoluzione della governance nella nuova ondata di risiko bancario». Melzi resta convinto della solidità del modello diversificato di Mediobanca e assicura che il gruppo manterrà «una rigorosa disciplina dei costi», proseguendo a passo svelto con l’integrazione.