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Guerre e condizionatori, l’estate di fuoco arriva nelle bollette elettriche degli italiani

(ansa)

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La chiusura di Hormuz e il super caldo hanno spinto i prezzi all’ingrosso ai massimi da anni. A breve i rincari impatteranno su imprese e famiglie che hanno offerte a tariffa variabile, al riparo chi ne ha una fissa. Sull’energia il nostro Paese resta fragile
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ROMA – Tenere i condizionatori accesi è necessario, per superare questa torrida estate. Solo che fra poco arriverà il conto e per gli italiani rischia di essere salato. Negli ultimi giorni infatti la tempesta perfetta di crisi geopolitiche e climatiche ha spinto i prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità ai massimi da tre anni. In Europa e soprattutto in Italia, più esposta alle oscillazioni dei mercati energetici. Alla fine del mese o del bimestre i rincari inizieranno ad entrare nelle bollette di famiglie e imprese, e di questo passo si noteranno.

Prezzi ai massimi

Guardiamoli allora i prezzi all’ingrosso. A luglio l’elettricità era già salita in media oltre i 150 euro al Megawattora, ma all’inizio di agosto ha sfondato addirittura i 200. Ora è un po’ scesa, ma la media del mese al momento resta a 182 euro. Siamo (per fortuna) distanti dai picchi di 500 euro toccati nel terribile 2022, dopo lo stop al gas russo, ma ben sopra i valori pre-guerra e quelli dello scorso anno. Stesso di…

ROMA – Tenere i condizionatori accesi è necessario, per superare questa torrida estate. Solo che fra poco arriverà il conto e per gli italiani rischia di essere salato. Negli ultimi giorni infatti la tempesta perfetta di crisi geopolitiche e climatiche ha spinto i prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità ai massimi da tre anni. In Europa e soprattutto in Italia, più esposta alle oscillazioni dei mercati energetici. Alla fine del mese o del bimestre i rincari inizieranno ad entrare nelle bollette di famiglie e imprese, e di questo passo si noteranno.

Prezzi ai massimi

Guardiamoli allora i prezzi all’ingrosso. A luglio l’elettricità era già salita in media oltre i 150 euro al Megawattora, ma all’inizio di agosto ha sfondato addirittura i 200. Ora è un po’ scesa, ma la media del mese al momento resta a 182 euro. Siamo (per fortuna) distanti dai picchi di 500 euro toccati nel terribile 2022, dopo lo stop al gas russo, ma ben sopra i valori pre-guerra e quelli dello scorso anno. Stesso discorso per il gas, tornato a quota 60 euro.

Una tempesta perfetta

C’entra, ovviamente, il nuovo stop delle esportazioni di metano attraverso Hormuz, nel momento in cui l’Europa deve riempire gli stoccaggi per l’inverno. Il caro-gas, fonte chiave per la generazione, provoca a cascata un caro-elettricità. Che però è legato anche alla straordinaria ondata di caldo: la canicola da un lato spinge a tutta la refrigerazione, una domanda record, e dall’altro limita la produzione, seccando i bacini idroelettrici e provocando problemi di raffreddamento alle centrali nucleari (francesi) e a gas (anche italiane).

L’Italia è più colpita degli altri, visto che importa il 16% dell’elettricità e che la ridotta penetrazione delle rinnovabili fa si che il metano, cioè la fonte più cara, determini il prezzo per la maggior parte delle ore. In Spagna, Francia e Germania il Megawattora è ben più basso, attorno ai 100 euro.

Occhio all’offerta

Quando e come si rifletterà questo in bolletta? Dipende dal contratto. Circa metà delle famiglie italiane, il 51% secondo i dati di fine 2025, ha contratti a prezzo fisso e non dovrebbe risentire di questo picco. L’altra metà però ha scelto offerte indicizzate ai valori all’ingrosso, e quindi alla prossima fatturazione pagherà il combinato di super tariffe e maxi consumi. Vale anche per le 3 milioni di famiglie “vulnerabili” che ancora usufruiscono del regime di tutela: le tariffe regolate dell’elettricità nel terzo trimestre sono già salite del 4,6% e quelle del gas a luglio del 9,7%.

Quanto alle imprese, le industrie energivore sono in teoria le più esposte, ma in pratica godono di vari sussidi e stipulano accordi di fornitura di lungo periodo. Nell’immediato il problema più grosso potrebbe essere per artigiani e negozi, che tendono ad avere contratti variabili e sono meno avvezzi a proteggersi dalle oscillazioni.

Non tutto va in bolletta

Bisogna ricordare che la voce “energia” rappresenta solo metà della bolletta, quindi un aumento del 20% si tradurrebbe in un rincaro netto del 10. Ma l’entità finale dipenderà soprattutto dalla durata delle crisi che infiammano l’estate. Simona Benedettini, esperta del settore e ceo di Race Consulting, definisce il picco «un fenomeno contingente e di breve periodo dovuto soprattutto alle variabili climatiche», spiegando che «nelle prossime settimane si registrerà verosimilmente un calo della domanda per via della pausa estiva di molte imprese».

Su Hormuz però sbilanciarsi è più difficile. E almeno per il momento il mercato “future” continua a prevedere anche per l’autunno prezzi decisamente più alti del 2025, tanto per il gas che per l’elettricità.

Paghiamo più degli altri

Al di là della fiammata estiva, insomma, è possibile che le tensioni proseguano, impattando anche su chi ha offerte fisse - solitamente annuali - man mano che scadono e vengono aggiornate. Più in generale, sul fronte strategico dell’energia l’Italia si conferma vulnerabile: «Promuovere l’integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico, accompagnandola con i necessari sviluppi delle infrastrutture di rete, è fondamentale per ridurre ulteriormente l’impatto della volatilità dei prezzi sui consumatori», dice Benedettini. Nel frattempo, in un mondo di crisi sempre più frequenti, famiglie e imprese italiane continueranno a pagare caro.

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