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Manovra, dagli infermieri alle bollette per gli ospedali: le richieste di Schillaci

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Tra spese per l’assistenza e costi strutturali, il ministero della Salute presenta il conto per la sanità in vista del confronto sulla legge di bilancio
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FIRENZE – La sanità ha bisogno di soldi dalla manovra 2027 per evitare una discesa del rapporto tra il Fondo sanitario e il Pil. Nel 2026 era del 6,18% e con il misero miliardo aggiunto dalla Finanziaria dell’anno scorso scenderebbe a 6,06%, (il fondo raggiungerebbe i 143,9 miliardi) l’anno prossimo. Il ministero alla Salute sa che i soldi non sono sufficienti e così Orazio Schillaci a luglio ha chiesto al capo del Mef, Giancarlo Giorgetti, 5,5 miliardi in più, oltre a quello già stanziato, sul fondo nel 2027. A breve ripartiranno i confronti, con il timore che il Mef dia meno di quanto richiesto, circa la metà.

Dove mettere le risorse

Alla Salute pensano di dividere più o meno equamente i 6,5 miliardi in più su due tipologie di spese. Intanto, ci sono quelle più direttame…

FIRENZE – La sanità ha bisogno di soldi dalla manovra 2027 per evitare una discesa del rapporto tra il Fondo sanitario e il Pil. Nel 2026 era del 6,18% e con il misero miliardo aggiunto dalla Finanziaria dell’anno scorso scenderebbe a 6,06%, (il fondo raggiungerebbe i 143,9 miliardi) l’anno prossimo. Il ministero alla Salute sa che i soldi non sono sufficienti e così Orazio Schillaci a luglio ha chiesto al capo del Mef, Giancarlo Giorgetti, 5,5 miliardi in più, oltre a quello già stanziato, sul fondo nel 2027. A breve ripartiranno i confronti, con il timore che il Mef dia meno di quanto richiesto, circa la metà.

Dove mettere le risorse

Alla Salute pensano di dividere più o meno equamente i 6,5 miliardi in più su due tipologie di spese. Intanto, ci sono quelle più direttamente legate all’assistenza. Un miliardo servirebbe a proseguire con il piano straordinario di assunzione del personale, in particolare gli infermieri, e un altro per aggiornare le tariffe delle attività specialistiche. Ma soldi in più servono anche per potenziare la prevenzione e finanziare il nuovo piano vaccinale, dare risorse agli ospedali, compresi quelli privati che fanno attività di pronto soccorso. Poi ci sono interventi per la cura delle malattie rare e per autismo, salute mentale, disturbi alimentari e dipendenze, oltre a quelli per potenziare l’assistenza sociosanitaria all’Alzheimer e per il fine vita.

La seconda categoria di misure è invece di tipo più strutturale. Servono ad esempio affrontare l’aumento delle spese per l’energia. Altra voce sempre in aumento, oltre a quella per l’acquisto dei dispositivi, è la spesa farmaceutica. Come noto, negli ultimi anni, praticamente da quando è in carica il governo Meloni, sta vedendo una crescita mai registrata prima. Tra il 2019 e il 2025 è passata da 12,5 a 18,5 miliardi di euro. Per il 2027 si stima un aumento di ben 1,5 miliardi, cioè dell’8,5%. Ci vogliono quindi soldi per coprire il maggiore esborso delle Regioni che evidentemente Aifa, che fissa il prezzo dei farmaci, non riesce a evitare.

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