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Meta si prende il profilo “Muse” su Instagram: così l’agente IA sfratta il gruppo rock sul social

I Muse

 

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Il gigante dell’intelligenza artificiale assegna l’account al suo assistente appena presentato negli Stati Uniti. I musicisti, vincitori di due Grammy, devono traslocare su “museband”. Si ipotizza un accordo economico tra le parti, ma i fan protestano
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ROMA – In tutta un’altra epoca, nel lontano 1978, le Sorelle Bandiera cantavano “Fatti più in là”. Molti anni dopo, il gigante dell’intelligenza artificiale Meta – proprietario di Facebook e Instagram – chiede a una delle più grandi rock band al mondo, appunto, di farsi più in là.

Succede su Instagram. Meta si è appena presa il profilo @muse che – dal 6 ottobre del 2014 – apparteneva ai Muse, la rock band britannica guidata da Matt Bellamy.

Dopo lo sfratto, subito il profilo è stato assegnato a Muse, il nuovo agente di intelligenza artificiale personale appena lanciato dal gruppo di Mark Zuckerberg, Meta appunto. La band è invece raggiungibile come @museband.

In alto, il profilo dell'agente IA di Meta. In basso, il nuovo profilo della band 

Manda email, fa acquisti

Il caso non riguarda un gruppo qualsiasi. Nati in Inghilterra …

ROMA – In tutta un’altra epoca, nel lontano 1978, le Sorelle Bandiera cantavano “Fatti più in là”. Molti anni dopo, il gigante dell’intelligenza artificiale Meta – proprietario di Facebook e Instagram – chiede a una delle più grandi rock band al mondo, appunto, di farsi più in là.

Succede su Instagram. Meta si è appena presa il profilo @muse che – dal 6 ottobre del 2014 – apparteneva ai Muse, la rock band britannica guidata da Matt Bellamy.

Dopo lo sfratto, subito il profilo è stato assegnato a Muse, il nuovo agente di intelligenza artificiale personale appena lanciato dal gruppo di Mark Zuckerberg, Meta appunto. La band è invece raggiungibile come @museband.

In alto, il profilo dell'agente IA di Meta. In basso, il nuovo profilo della band 

Manda email, fa acquisti

Il caso non riguarda un gruppo qualsiasi. Nati in Inghilterra nel 1994, i Muse hanno conquistato due Grammy, entrambi per il miglior album rock: The Resistance nel 2011 e Drones nel 2016.

Adesso, però, il loro nome coincide con uno dei prodotti sui quali Meta punta di più per la nuova stagione dell’intelligenza artificiale. E questo per il “padrone di casa” (sempre Meta) rappresentava un problema.

Presentato l’8 settembre, Muse non è soltanto un chatbot. È un agente che può agire per conto dell’utente: inviare email, prenotare un viaggio, compilare moduli, fare acquisti e lavorare in autonomia anche quando l’applicazione viene chiusa. Per ora è disponibile negli Stati Uniti attraverso una app dedicata e via WhatsApp.

I follower travasati

Meta non ha spiegato nei dettagli come sia avvenuto il passaggio del profilo. E proprio questa mancanza di trasparenza ha alimentato sui social le proteste dei fan dei musicisti.

La sensazione è che Meta abbia raggiunto un accordo economico con il gruppo per prendersi il profilo @muse. La rock band, se può consolare, non è ripartita da zero su Instagram. Nel nuovo profilo (@museband), sono stati travasati i 1.532 post immessi in questi anni e tutti i 2,7 milioni di follower.

I Muse allo Stadio Olimpico di Roma nel 2019 (foto di Simone Cecchetti per Repubblica.it) 

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