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Salvini rilancia: un decreto salva Euro5 per le Regioni del Nord. “Bruxelles non rompa le scatole”

Matteo Salvini 
Il vicepremier e leader della Lega annuncia una nuova proroga all’entrata in vigore dello stop alla circolazione per le auto più inquinanti nella Pianura padana. Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto si erano già mosse autonomamente. Il ministro prenota una maxiesenzione del bollo nella prossima manovra
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ROMA – Altro decreto, altro rinvio. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, annuncia una norma salva-Euro5, che in qualche misura diventa una misura salva-Lombardia, l’unica regione che non ha ancora previsto né lo slittamento del divieto di circolazione per le auto diesel più inquinanti – altrimenti al via il 1° ottobre, secondo le direttive europee – né misure alternative come quelle già varate da Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Che insieme fanno il cosiddetto Bacino padano, territorio fra i più inquinati d’Europa sul quale l’Unione ha acceso un faro prevedendo una procedura d’infrazione se non si inverte la rotta.

Il vicepremier sbandiera l’iniziativa a Canale 5: «Nel prossimo consiglio dei ministri porto personalmente un decreto all’inter…

ROMA – Altro decreto, altro rinvio. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, annuncia una norma salva-Euro5, che in qualche misura diventa una misura salva-Lombardia, l’unica regione che non ha ancora previsto né lo slittamento del divieto di circolazione per le auto diesel più inquinanti – altrimenti al via il 1° ottobre, secondo le direttive europee – né misure alternative come quelle già varate da Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Che insieme fanno il cosiddetto Bacino padano, territorio fra i più inquinati d’Europa sul quale l’Unione ha acceso un faro prevedendo una procedura d’infrazione se non si inverte la rotta.

Il vicepremier sbandiera l’iniziativa a Canale 5: «Nel prossimo consiglio dei ministri porto personalmente un decreto all’interno del quale – promette – c’è anche il rinvio di questo stop insensato». Un altro anno di tempo, secondo i suoi piani, per evitare il blocco delle vecchie auto a gasolio (quelle immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015) nei comuni con più di 100mila abitanti. Il ministro accompagna l’annuncio con un affondo contro l’Ue: «A Bruxelles chiediamo di non rompere le scatole in un momento difficile alla gente che lavora. Se continuano a farlo – avverte – il governo italiano si mette di traverso».

Le misure alternative di Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto

Il nodo, però, vale solo per la sua Lombardia, guidata dal leghista Attilio Fontana. Le altre tre Regioni hanno scelto di percorrere la via delle misure alternative allo stop dei veicoli Euro5, pure consentite dalla legge per frenare polveri sottili e biossido d’azoto da quelle parti. Il Piemonte di Alberto Cirio (FI) ha messo su un piano da 14 milioni di euro in due anni per spingere i biocarburanti rinnovabili, sviluppare la mobilità ciclabile o, per esempio, rinnovare i veicoli aziendali. L’Emilia-Romagna, governata da Michele de Pascale (Pd), ha scelto tra le misure “compensative” di far slittare al 1° novembre l’accensione degli impianti di riscaldamento in pianura e messo sul piatto 10 milioni per sostituire le caldaie con le più ecologiche pompe di calore. Anche il leghista Alberto Stefani e la maggioranza di centrodestra che amministra il Veneto hanno scelto di bypassare il blocco delle Euro5 con un tetto alle temperature del riscaldamento in uffici e negozi, la possibilità di agevolare lo smart working per i dipendenti pubblici o, ancora, agevolazioni per il trasporto pubblico locale.

La Lombardia non ha ancora deciso, anche per le frizioni interne alla maggioranza. La soluzione alternativa è il sistema MoVe-In, scatola nera che registra i chilometri percorsi nelle aree soggette a limitazioni, sostituendo il divieto orario con un tetto annuale. Ma Salvini preferisce la via spiccia del decreto di rinvio e le annesse critiche all’Ue “rompiscatole”.

L’esenzione bollo da estendere

Salvini rilancia anche a proposito del bollo auto e prenota un’estensione dell’esenzione varata un paio digiorni fa dal governo con la prossima manovra. Perché quella lanciata direttamente da Giorgia Meloni, dice il ministro, "è un'operazione che non raggiunge tutti gli italiani, ma nella prossima legge di bilancio l'obiettivo della Lega, e conto dell'intero governo, sarà salire oltre gli 80 KW di potenza per raggiungere un numero maggiore di auto coinvolte. Ci abbiamo lavorato con i dati della Motorizzazione civile, perché ricordo che ci sono anche 7 milioni di moto e motocicli che saranno esenti dal bollo". Poi l’ultima stoccata: "È curioso certa sinistra che in passato aveva aumentato il bollo si lamenti che l'abbiamo tolto".

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