È arrivato il bis, proprio come speravano i consumatori e l’esecutivo. Dopo Eni, anche Ip «aderisce all’appello del governo italiano» e si impegna a fissare un limite al prezzo dei carburanti venduti nelle proprie stazioni di servizio.
Da oggi gli sconti di Ip
Si parte già da oggi, lunedì 28, con tariffe calmierate per un mese nei distributori di proprietà della catena, per poi proseguire «progressivamente» con tutte le 4.575 stazioni a marchio Ip lungo la Penisola, compresi partner e gestori convenzionati. Ma il gruppo già studia come espandere lo sconto alle stazioni a insegna Esso e agli altri gestori che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi, quella che tecnicamente si chiama l’extra rete.
Non un unico te…
È arrivato il bis, proprio come speravano i consumatori e l’esecutivo. Dopo Eni, anche Ip «aderisce all’appello del governo italiano» e si impegna a fissare un limite al prezzo dei carburanti venduti nelle proprie stazioni di servizio.
Da oggi gli sconti di Ip
Si parte già da oggi, lunedì 28, con tariffe calmierate per un mese nei distributori di proprietà della catena, per poi proseguire «progressivamente» con tutte le 4.575 stazioni a marchio Ip lungo la Penisola, compresi partner e gestori convenzionati. Ma il gruppo già studia come espandere lo sconto alle stazioni a insegna Esso e agli altri gestori che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi, quella che tecnicamente si chiama l’extra rete.
Non un unico tetto, ma prezzi stabiliti in base alle diverse esigenze, «per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori».
Tetto ai prezzi da oggi da Enilive
Anche senza cifre definite, la notizia si presenta come un’altra boccata d’aria per gli automobilisti, dopo i rincari degli ultimi mesi che lo sconto sulle accise, sempre più sottile, non è riuscito a contenere.
La prima a muoversi per calmierare i prezzi è stata Eni, la multinazionale partecipata dallo Stato. A partire da oggi e per 30 giorni, i listini delle stazioni Enilive esporranno i nuovi prezzi self di benzina e diesel, rispettivamente a 1,99 e 2,19 euro al litro (il prezzo servito, seppur scontato, includerà il costo applicato per la prestazione e, dunque, sarà più alto). Quasi diciassette e diciannove centesimi in meno rispetto ai prezzi medi di ieri registrati sulle strade nazionali: 2,159 euro per la verde e 2,377 per il gasolio.
Diesel a quasi tre euro sul Grande raccordo anulare
In alcune arterie cittadine l’asticella si è spinta molto più in su. Ad esempio, lungo il Grande raccordo anulare, la cintura d’asfalto che abbraccia Roma, il diesel è arrivato a 2,749 euro al litro e la benzina a 2,529. A spaventare, però è il diesel premium perform che, compreso il servizio, è schizzato a quota 2,999. Praticamente tre euro.
È possibile dunque che davanti ai distributori Enilive si formeranno code o, come accadeva nel 2012 ai tempi dello “scontone”, le scorte si esauriranno prima della fine della giornata. Il gruppo rassicura la clientela, precisando che la propria logistica è pensata per «far fronte a picchi di domanda», ma non può «escludere a priori eventuali shock» davanti a variazioni estreme. In altre parole, il sistema è ben oleato, ma il carburante non può bastare per tutti i veicoli d’Italia.
Q8 e Tamoil ancora aspettano
Con l’intervento di Ip il quadro cambia: insieme le due compagnie gestiscono più di un terzo delle 21.750 stazioni della rete tricolore. Un altro venti per cento è nelle mani di Q8 e Tamoil, che per il momento non si muovono, mentre il resto del mercato è composto da piccoli marchi o dalle cosiddette pompe bianche, ovvero i distributori indipendenti. Per loro, seguire a ruota l’intervento dei big potrebbe non essere sostenibile.
Alla sola Eni, secondo le stime, uno sconto di 17 centesimi potrebbe costare un centinaio di milioni di ricavi in meno al mese, anche se molto dipenderà dalle vendite effettive.
Assopetroli: «Certi prezzi non possiamo permetterceli»
«Per i nostri operatori quelle condizioni non sono praticabili, l’iniziativa rischia di avere degli effetti di storsione sulla filiera», lamenta a Radiocor Sebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli. L’associazione degli indipendenti oggi riunirà il comitato di presidenza per discutere gli effetti del tetto ai prezzi sulla concorrenza e non esclude azioni di tutela.
Di tutt’altra opinione è l’esecutivo, che caldeggiava un effetto domino. «Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani», gli fa eco il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
A storcere il naso, invece, è il Codacons: la mossa è positiva, chiarisce l’associazione dei consumatori, «ma Ip dica con esattezza di quanto scenderanno i listini». Altrimenti, è la tesi, rischia di essere solo pubblicità.
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