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Tetto ai carburanti, protestano petrolieri indipendenti e benzinai: “Estenderlo a tutti i fornitori”

(ansa)

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Assopetroli chiede un tavolo al governo per evitare una distorsione del mercato e della concorrenza: “Così rischiamo di chiudere”. Anche la Cisl regole comuni per calmierare i prezzi
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ROMA – Un tavolo al governo perché il tetto al prezzo dei carburanti non si fermi ai distributori delle reti di Eni e Socar-Ip, ma benefici anche tutti gli altri gestori, soprattutto quelli che riforniscono settori produttivi come il trasporto e l’agricoltura. E’ la richiesta di Assopetroli-Energia, al termine della riunione straordinaria di stamattina. Proposta simile da parte delle due organizzazioni dei gestori Faib e Fegica: «Chiediamo una iniziativa normativa che disponga – a legislazione invariata - un price cap temporaneo, dinamico ed equilibrato, mettendo a disposizione di ciascuna forza politica analisi, studio e proposte articolate già in sintesi anticipate in Senato». Di “tetto dinamico” esteso a tutti i fornitori, per evitare distorsioni di mercato, parla anche la Cisl: «Il limite deve agire sui margini che si formano a monte, senza scaricarne il costo sui gestori, che lavorano con pochi centesimi al litro», afferma la leader Cisl Daniela Fumarola. Figisc, l’organizzazione…

ROMA – Un tavolo al governo perché il tetto al prezzo dei carburanti non si fermi ai distributori delle reti di Eni e Socar-Ip, ma benefici anche tutti gli altri gestori, soprattutto quelli che riforniscono settori produttivi come il trasporto e l’agricoltura. E’ la richiesta di Assopetroli-Energia, al termine della riunione straordinaria di stamattina. Proposta simile da parte delle due organizzazioni dei gestori Faib e Fegica: «Chiediamo una iniziativa normativa che disponga – a legislazione invariata - un price cap temporaneo, dinamico ed equilibrato, mettendo a disposizione di ciascuna forza politica analisi, studio e proposte articolate già in sintesi anticipate in Senato». Di “tetto dinamico” esteso a tutti i fornitori, per evitare distorsioni di mercato, parla anche la Cisl: «Il limite deve agire sui margini che si formano a monte, senza scaricarne il costo sui gestori, che lavorano con pochi centesimi al litro», afferma la leader Cisl Daniela Fumarola. Figisc, l’organizzazione dei gestori associati a Confcommercio, chiede una convocazione da parte del governo per discutere degli squilibri creati dalle iniziative di Eni e Ip.

La posizione di Assopetroli-Assoenergia

«Gran parte delle rete di distribuzione, oltre il 35%, è fatta di operatori indipendenti che comprano da chi oggi applica il price cap, e se il tetto non è esteso alle forniture rischiano di chiudere. Si dia la possibilità a tutti di concorrere», spiegaSebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli-Assoenergia, che chiede in prima battuta che il governo convochi a un tavolo immediato tutti gli altri operatori della filiera.

«Condividiamo le misure a sostegno della collettività ma da sole non bastano se escludono il modo professionale, cosiddetto extrarete che rifornisce i trasporti, l'agricoltura, l'industria, la pesca e i cantieri, e i distributori indipendenti» , spiega Gallitelli». Se il tetto al prezzo dei carburanti non viene esteso anche al resto della rete distributiva, «è una distorsione della concorrenza, che non possiamo che far altro che denunciare».

Assopetroli chiama in causa Palazzo Chigi: «Il nostro primo interlocutore non può che essere il governo, ribadisce Gallitelli».

La distribuzione indipendente rappresenta più di un terzo della rete italiana, con oltre 300 marchi e migliaia di impianti sul territorio. I distributori indipendenti acquistano il carburante all’ingrosso per rivenderlo nei propri impianti: se il loro prezzo di acquisto non viene calmierato, mentre le reti di Eni e Ip da oggi possono vendere carburante al consumatore a prezzi calmierati, «gli indipendenti saranno estromessi dal mercato perché impossibilitati ad offrire condizioni analoghe», spiega Assopetroli, ricordando che «al prezzo di acquisto devono aggiungere i costi necessari per trasportare e distribuire il prodotto e gestire l’impianto».

Il rischio è quindi che una misura positiva per i consumatori, se applicata soltanto a una parte del mercato, finisca per creare uno squilibrio competitivo incolmabile: da una parte le reti che possono applicare il prezzo calmierato, dall’altra gli operatori indipendenti che acquistano il carburante all’ingrosso a condizioni “identiche al mercato”. «Se questa differenza si prolunga, sposterà clienti e volumi e metterà a rischio la sopravvivenza stessa degli operatori indipendenti», stigmatizza Assopetroli.

La posizione di Faib-Fegica e di Figisc

Faib e Fegica parlano «iniziativa improvvisa (e improvvisata)» riferendosi Eni e Ip, lamentando le «serie di gravi ripercussioni sui gestori e che saranno oggetto di confronto, eventualmente vertenziale, con le compagnie petrolifere»

«Due cose adesso sono chiare: un tetto ai prezzi può essere messo e, soprattutto, lo "spazio" economico per abbassare i prezzi esiste», osservano le due organizzazioni di gestori, chiedendo a questo punto che si passi «da un approccio unilaterale e volontaristico ad una regolazione amministrativa universale diventa ancora più necessario ed urgente». Il price cap, concludono, «è uno strumento che va utilizzato in modo serio, regolato ed equo, così come hanno già fatto diversi stati europei (Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Ungheria) ed altri, come la Germania, lo hanno già annunciato. Non è uno strumento che può essere consegnato alla "liberalità" o all'arbitrio di un soggetto “privato”, per altro partecipato e leader del mercato».

Chiede una convocazione da parte del governo anche FIgisc, l’organizzazione dei gestori associati a Confcommercio. «Qualsiasi intervento sulla rete carburanti – si legge nella nota diffusa da Figisc, al termine del consiglio di oggi – deve tenere conto delle condizioni di migliaia di piccole e medie imprese che, da Aosta a Trapani, spesso 24 ore su 24, assicurano il servizio ai cittadini e rappresentano un presidio essenziale sul territorio. Per questo Figisc chiede che, nella definizione delle misure, sia coinvolta anche la categoria e siano previste le necessarie tutele economiche, affinché gli interventi a favore delle famiglie possano essere efficaci e sostenibili per tutti gli operatori della filiera».

Le richieste della Cisl

«Serve una norma stabile che faccia scattare in automatico un tetto dinamico, uguale per tutti gli operatori, quando i prezzi alla pompa salgono oltre quanto giustificano le quotazioni internazionali», afferma in un comunicato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.

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