Economia

Dove, quando, perché e i prezzi: tutto quello che c’è da sapere sul tetto ai carburanti

Una stazione di servizio Eni a Varese
Una stazione di servizio Eni a Varese 

Al via da oggi lo sconto sulla rete delle 6.200 stazioni di servizio Eni e sulla metà di quelle a marchio Ip, allo studio anche la riduzione dei listini per Esso

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MILANO – Sconti e prezzi calmierati, da oggi i listini di circa 6.200 stazioni di servizio cambieranno aspetto. Nei quasi quattro mila punti vendita Enilive per 30 giorni la benzina costerà al massimo 1,99 euro al litro, il gasolio 2,19. Anche Ip inizia a proporre prezzi ridotti, partendo dai distributori di proprietà della catena, circa la metà dei 4.575 totali, per poi proseguire «progressivamente» con tutta la rete del marchio.

Quanto costa in media il carburante in Italia?

Dopo mesi di rincari, ieri sulla rete stradale nazionale la benzina costava in media 2,159 e il diesel a 2,377 euro al litro, mentre in autostrada il gasolio si è avvicinato pericolosamente a due euro e mezzo.

Dove si applicano gli sconti e per quanto tempo?

Gli sconti saranno applicati a partire da questa mattina, all’apertura delle singole stazioni di servizio, in tutti i punti vendita Enilive e in circa la metà delle stazioni Ip, sulle strade normali come in autostrada. Si tratta di quasi il 30% delle 21.750 stazioni di servizio presenti sul territorio nazionale.

  • Eni: Le cifre – 1,99 per la benzina, 2,19 per il gasolio – si riferiscono al prezzo self, mentre il prezzo servito, seppur scontato, includerà il costo applicato per la prestazione e, dunque, sarà più alto. Lo sconto durerà 30 giorni, fino al 27 novembre, ma potrebbe essere esteso fino a fine anno, “in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti”, precisa la società. Sul sito della compagnia è possibile trovare il distributore più vicino.
  • Ip: La catena non ha fissato un tetto, ma prezzi calmierati e stabiliti in base alle diverse esigenze, «per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori». Il gruppo già studia come espandere lo sconto alle stazioni a insegna Esso e agli altri gestori che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi, quella che tecnicamente si chiama l’extra rete.

Chi potrà accedere agli sconti?

Chiunque si rifornisca da punti vendita Enilive o da quelli Ip di proprietà della catena. Non si possono escludere code alla pompa o scorte esaurite prima della fine della giornata, come accadde anche nel 2012, quando Eni lanciò lo “scontone”.

Il Cane a sei zampe rassicura la clientela, precisando che la propria logistica è pensata per “far fronte a picchi di domanda”, ma non può “escludere a priori eventuali shock” derivati da variazioni estreme. In altre parole, il sistema è ben oleato, ma il carburante non può bastare per tutti i veicoli d’Italia.

Perché intervengono?

Eni, partecipata dallo Stato, ha deciso di applicare un tetto volontario ai prezzi per “dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela”, come recita il comunicato dell’annuncio. E precisa che il price cap è “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise” sul diesel, sceso proprio sabato da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. La mossa della multinazionale, caldeggiata dal governo, rende meno amara la riduzione dello sconto sulle accise, sia per i consumatori sia per le casse dello Stato, che negli ultimi sei mesi avevano già investito nell’intervento quasi tre miliardi di euro.

Anche Socar, la compagnia azera che da maggio controlla Italiana petroli, “aderisce all’appello del governo italiano”. Dietro alla mossa si cela anche una ragione economica: come prima compagnia per numero di punti vendita sulla Penisola – e seconda per erogato totale – ha preferito seguire la rivale Eni e non rischiare di diventare meno competitiva.

Lo faranno anche gli altri marchi?

Gli altri tre big del settore – Q8, Tamoil ed Esso – per il momento non hanno annunciato sconti. Nel 2012, quando Eni aveva lanciato lo “scontone” (solo nei fine settimana d’estate), per qualche giorno si erano formate lunghe code ai distributori della compagnia. Ben presto, però, gli altri gruppi avevano seguito a ruota l’iniziativa, il mercato era tornato in equilibrio e per qualche tempo i prezzi medi erano scesi.

Delle 21.750 stazioni totali – dati Unem – più della metà è composta da piccoli marchi o dalle cosiddette pompe bianche, i distributori indipendenti. Per loro, seguire a ruota l’intervento dei big potrebbe non essere sostenibile. Assopetroli, l’associazione che rappresenta gli indipendenti, lamenta il rischio di “storture sul mercato”. Per questo ha convocato per oggi un comitato di presidenza per valutare gli effetti sulla concorrenza e non esclude di intraprendere azioni di tutela.

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