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Celata (Sapienza): “Per intere generazioni è svanita l’illusione della casa di proprietà”

Filippo Celata, docente di Geografia politica all'Università La Sapienza 

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Il professore di Geografia economica: “Quello che vediamo in Spagna presto sarà chiaro anche in Italia. Costruire nuove case non è la soluzione, bisogna regolare il mercato per portare sul mercato residenziale quelle che oggi sono vuote o usate per altro”
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«In Europa l’abitare sta acquisendo centralità dal punto di vista sociale e politico, sarà il tema su cui anche da noi si giocherà parte del dibattito elettorale». Filippo Celata insegna Geografia economica alla Sapienza, è consulente dei Comuni di Firenze e Roma nella regolazione degli affitti turistici.

Perché ora?

«Da tempo è chiaro che il combinato di salari stagnanti e aumento dei costi immobiliari avrebbe avuto esiti problematici. La pandemia ha agito come un innesco, con l’aumento delle compravendite e una fortissima inflazione. In Spagna intere generazioni hanno visto svanire l’illusione della casa di proprietà e si sono riversate su un mercato degli affitti che è collassato».

In Italia perché non sentiamo tintinnare le chiavi in strada?

«Da noi i prezzi so…

«In Europa l’abitare sta acquisendo centralità dal punto di vista sociale e politico, sarà il tema su cui anche da noi si giocherà parte del dibattito elettorale». Filippo Celata insegna Geografia economica alla Sapienza, è consulente dei Comuni di Firenze e Roma nella regolazione degli affitti turistici.

Perché ora?

«Da tempo è chiaro che il combinato di salari stagnanti e aumento dei costi immobiliari avrebbe avuto esiti problematici. La pandemia ha agito come un innesco, con l’aumento delle compravendite e una fortissima inflazione. In Spagna intere generazioni hanno visto svanire l’illusione della casa di proprietà e si sono riversate su un mercato degli affitti che è collassato».

In Italia perché non sentiamo tintinnare le chiavi in strada?

«Da noi i prezzi sono ancora sotto il picco del 2008 e le famiglie hanno più ricchezza: l’illusione resiste. Ma è solo questione di tempo».

Dove si vede questa tensione?

«Soprattutto sul mercato dell’affitto, a cui sempre più persone si rivolgono. In un Paese con oltre il 70% di case di proprietà l’offerta in locazione a lungo termine è limitata, ed è resa ancora più bassa dalle alternative più remunerative come affitti turistici o di medio termine. Prima ancora dei prezzi, il problema è che il numero di unità in affitto è incredibilmente basso».

Come si affronta questa crisi?

«In Italia e Spagna non mancano le case, anzi sono oltre 1,3 per ogni famiglia. Molte però sono vuote o non destinate ad abitazione, dunque il punto - quello che cerca di fare la legge di Sanchez - è limitare il mercato privato in modo da riportare parte di questo enorme stock sul mercato residenziale».

Non bisogna costruire nuove case, almeno nelle grandi città?

«È l’altra strategia su cui si polarizzano le posizioni, ma mi pare illusoria. Specie se prevede di incentivare il privato, provando poi a fare in modo che parte del costruito venga messo sul mercato a prezzi calmierati. Almeno in Italia questi vincoli di destinazione non hanno mai funzionato, si rischia di avere una quota di residenziale sociale residuale».

E l’edilizia pubblica?

«Ne serve di più, ma ci vogliono molti soldi e non si vedono né in Europa né in Italia. Il Piano casa del governo prevede di ristrutturare 60mila alloggi pubblici inagibili, ce ne vorrebbero dieci volte tanti solo per dare casa a chi è in lista».

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