Economia

doValue, il cda approva il piano triennale: stime per il 2026 al ribasso, al via buyback

doValue, il cda approva il piano triennale: stime per il 2026 al ribasso, al via buyback

Il gruppo leader nei servizi di gestione e recupero del credito si pone un obiettivo di ebitda pari a a 330-350 milinoi al 2029

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ROMA – doValue rivede al ribasso le stime finanziarie per quest'anno alla luce di un rallentamento dei recuperi (collection) dei crediti deteriorati in gestione. Il cda ha approvato il nuovo piano triennale 2027-2029 che punta sull'espansione delle digital collection e sul miglioramento della produttività nelle attività di Npe servicing, con un obiettivo di ebitda pari a 330-350 milioni al 2029.

Le nuove stime per l’anno in corso indicano ricavi lordi tra 770 e 790 milioni, un ebitda compreso tra 270 e 290 milioni (rispetto a circa 300 milioni della precedente stima) e una leva finanziaria netta compresa tra 2,4x e 2,6x dopo il pagamento del dividendo. L'outlook, scrive la società, “riflette una visione più prudente delle collection e del nuovo business in Italia, a seguito di una ripresa più graduale”. Il gruppo finanziario ha rivisto al ribasso le stime del 2026 alla luce di un rallentamento dei recuperi dei crediti deteriorati a gestione.

doValue avvierà entro la fine dell'anno un programma di buyback da 10 milioni di euro, pari a circa il 3% del capitale sociale. Il consiglio di amministrazione ha approvato il programma in esecuzione della delibera dell'assemblea del 28 aprile 2026. La società precisa che il riacquisto di azioni proprie "non pregiudica il pagamento di un dividendo nel 2027". La cedola sarà determinata tenendo conto della leva finanziaria e della liquidità del gruppo dopo la cessione del portafoglio, prevista entro fine 2026. La cassa cumulata disponibile nel periodo 2027-2029 di almeno 150 milioni, ha dichiarato l’ad Manuela Franchi, la "utilizzeremo o per distribuzione agli azionisti o per operazioni di fusione e acquisizione tattiche di piccola dimensione rispetto a quelle che abbiamo fatto in passato. Quindi dipenderà dalle opportunità, privilegeremo la distribuzione o le m&a a seconda delle necessità. Vogliamo avere una struttura finanziaria conservativa".

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