Aerei, l’austerity sale a bordo: giù voli e manutenzioni
di Aldo FontanarosaROMA – E adesso alcune compagnie provano a risparmiare sulle manutenzioni. La colpa è anche del caro carburante che sta imponendo ai vettori una politica di austerity fatta di meno voli, di meno rotte coperte e – qualche volta - di meno meccanici in campo.
A dare notizia delle economie nelle riparazioni non è certo un passante. Ne parla Carsten Spohr, numero uno del Gruppo Lufthansa. La controllata Lufthansa Technik – 34 mega officine nel mondo, una anche a Malpensa, 23mila dipendenti - ha il polso della situazione. Vanta più di 800 clienti tra vettori, produttori di aeromobili, società che offrono in leasing i velivoli e forze armate.
Ora, le regole internazionali dell’Icao, europee dell’Easa e statunitensi della Faa vietano il rinvio delle manutenzioni quando in ballo c’è la sicurezza del velivolo, degli equipaggi, dei passeggeri. Ma un margine di discrezionalità resiste.
La sonda
Una compagnia, ad esempio, può chiede…
ROMA – E adesso alcune compagnie provano a risparmiare sulle manutenzioni. La colpa è anche del caro carburante che sta imponendo ai vettori una politica di austerity fatta di meno voli, di meno rotte coperte e – qualche volta - di meno meccanici in campo.
A dare notizia delle economie nelle riparazioni non è certo un passante. Ne parla Carsten Spohr, numero uno del Gruppo Lufthansa. La controllata Lufthansa Technik – 34 mega officine nel mondo, una anche a Malpensa, 23mila dipendenti - ha il polso della situazione. Vanta più di 800 clienti tra vettori, produttori di aeromobili, società che offrono in leasing i velivoli e forze armate.
Ora, le regole internazionali dell’Icao, europee dell’Easa e statunitensi della Faa vietano il rinvio delle manutenzioni quando in ballo c’è la sicurezza del velivolo, degli equipaggi, dei passeggeri. Ma un margine di discrezionalità resiste.
La sonda
Una compagnia, ad esempio, può chiedere - se le procedure lo ammettono - che il motore in avaria sia esaminato con una piccola sonda dal diametro di appena 6 millimetri, invece di essere smontato completamente.
L’austerity delle compagnie aeree sta generando anche una sforbiciata vigorosa dei posti in vendita nella stagione invernale (25 ottobre 2026- 27 marzo 2027). In questi cinque mesi, quando le persone volano soprattutto per Natale e Capodanno, potrebbero mancare all’appello posti per 4,7 milioni, effetto dei tagli di solo quattro vettori come British Airways, Air France, Lufthansa e Turkish (per fare un primo esempio).
Un aumento del prezzo dei biglietti al diminuire dei voli è probabile, ma non scontato. Molto dipenderà dalla domanda di viaggi, cioè dalla disponibilità delle persone a farsi carico della maggiore spesa.
La strategia Ryanair
Lo dimostra uno studio della società Oag che ha passato ai raggi X le principali rotte europee nel secondo trimestre del 2026 rispetto agli stessi tre mesi (aprile, maggio e giugno) dell’anno prima. Siamo già in piena crisi energetica, con il cherosene alle stelle.
Lo studio accerta - primo esempio - che i posti disponibili per il viaggio di andata da Stoccolma a Copenaghen sono aumentati del 6,4%. I prezzi medi della classe Economy, in un simile quadro, sono forse calati? L’esatto contrario: l’impennata della domanda li ha spinti verso l’alto quasi del 28 per cento. I posti sono invece diminuiti lievemente sulla Barcellona-Roma Fiumicino (meno 0,5%). Forse le tariffe hanno preso il volo? Al contrario, sono precipitate di quasi il 16%. Se le persone non sono pronte a pagare la luna, spesso i vettori devono buttare giù i prezzi.
Con queste dinamiche dovrà fare i conti Ryanair. Da settimane, l’ad del gruppo irlandese Michael O’Leary mette le mani avanti preannunciando aumenti tra il 15 e il 20% per la prossima estate. Saranno davvero possibili? Fahad ibne Masood, della Technological University Dublin, avverte che il viaggiatore delle compagnie a basso costo ha ormai una soglia di sopportazione del dolore molto bassa. Un aumento anche di pochissime decine di euro per un singolo biglietto può indurli a rinunciare al viaggio.
Economy e business
Se dunque le previsioni sull’andamento dei prezzi restano difficili, alcune cattive notizie sono già certezze. Arrivano dai vettori che hanno ufficializzato i ritocchi per la stagione invernale (da ottobre 2026 a marzo 2027).
Il 15 ottobre, Japan Airlines annuncia nuovi supplementi sui biglietti internazionali emessi sia a novembre sia a dicembre 2026. Per chi parte dall’Italia verso il Giappone, il supplemento carburante salirà da 280 a 334 euro per tratta. Un viaggio di andata e ritorno costerà quindi 108 euro in più, a parità di tariffa base.
Il 24 settembre 2026, Air France-KLM comunica alle agenzie di viaggio nuovi aumenti, sempre del supplemento carburante. Chi vola su rotte europee paga 10 euro in più per un viaggio di andata e ritorno, indipendentemente dalla classe. Sui collegamenti intercontinentali, escluso il Medio Oriente, l’aumento sale a 20 euro in Economy, 50 in Premium Economy e Business, fino a 100 in prima.
Natale negli Usa
Sognate infine gli Stati Uniti, con voli da una città all’altra? Viaggiare in aereo all’interno degli Usa durante le vicine festività natalizie costerà parecchio di più. Secondo la piattaforma Hopper, un biglietto di andata e ritorno su un volo nazionale per Natale 2026 costa in media 452 dollari. È il 23% in più rispetto a un anno prima.
Ancora più marcato il rincaro per il Thanksgiving, la festa del Ringraziamento di novembre: siamo a 402 dollari, con un aumento record del 31%.