Panetta vede rischi per l’Europa: “I tassi pesano sulla crescita”
di Filippo SantelliROMA – Il rialzo globale dei tassi di interesse, che nelle ultime settimane fa traballare i mercati e aumentare la tensione sulle finanze di vari Paesi, «non è un fenomeno europeo, ma ha il suo epicentro negli Stati Uniti», dove Pil e inflazione viaggiano spediti e le emissioni di debito federale competono con quelle dei colossi dell’Intelligenza artificiale. Eppure, ha spiegato ieri il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta al Festival dell’Economia di Torino, quel che accade nella finanza in dollari tracima nel resto del mondo e l’impatto dei tassi in rialzo «è più elevato in Europa», dove l’economia viaggia più lenta ed è meno solida. «Non è una crisi, non è un contagio, ma è qualcosa che pesa sulla crescita».
Prudenza sui conti
Gli effetti si…
ROMA – Il rialzo globale dei tassi di interesse, che nelle ultime settimane fa traballare i mercati e aumentare la tensione sulle finanze di vari Paesi, «non è un fenomeno europeo, ma ha il suo epicentro negli Stati Uniti», dove Pil e inflazione viaggiano spediti e le emissioni di debito federale competono con quelle dei colossi dell’Intelligenza artificiale. Eppure, ha spiegato ieri il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta al Festival dell’Economia di Torino, quel che accade nella finanza in dollari tracima nel resto del mondo e l’impatto dei tassi in rialzo «è più elevato in Europa», dove l’economia viaggia più lenta ed è meno solida. «Non è una crisi, non è un contagio, ma è qualcosa che pesa sulla crescita».
Prudenza sui conti
Gli effetti si stanno vedendo sui rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona, negli ultimi tempi tornati a divergere. «Sono aumentati meno in Germania - ha detto Panetta - perché ha un finanza pubblica solida, un po’ di più da noi che abbiamo un debito pubblico alto ma condizioni tendenziali di finanza pubblica di gran lunga migliori rispetto al passato, e di più in Francia, che ha un disavanzo persistentemente elevato». Una geografia del rischio che in vista della prossima legge di Bilancio suggerisce cautela. «Non bisogna contrapporre prudenza fiscale e coesione sociale: l’idea di avere i conti in ordine è corretta anche per sostenere gli interventi a favore dei più deboli e dello stato sociale», ha spiegato. «Alquanto intempestiva» invece l’ipotesi della Commissione europea di limitare la quantità di titoli di Stato che le banche possono detenere, anche perché rispetto alla crisi finanziaria ne hanno molti meno in portafoglio.
Tempi difficili per i banchieri centrali
Dal palco di Trento il governatore non ha parlato di politica monetaria: è iniziata la settimana di silenzio che precede le riunioni della Bce. Gli analisti si aspettano che in questa occasione i tassi verranno lasciati fermi, ma prevedono un ulteriore rialzo di un quarto di punto alla prossima riunione di dicembre. Panetta si è limitato a spiegare che nonostante il compito più difficile a causa dei continui shock e la scelta di non dare più indicazioni di lungo periodo, le mosse della Bce sui tassi si trasferiscono all’economia reale con la stessa efficacia del passato.
Fermare l’esodo dei giovani
Il governatore ha toccato diversi temi: dall’importanza dell’euro digitale, suo cavallo di battaglia, alle tensioni sociali e politiche che potrebbe generare l’IA se, come sembra dalla prime evidenze e la storia suggerisce, avrà un effetto negativo sull’occupazione, alla significativa e persistente fuoriuscita dei giovani dall’Italia che «va fermata», anche se per un’economia che non cresce e che ha investito poco nei settori più dinamici è difficile. Ultimo commento sul risiko bancario e sull’effetto che la concentrazione potrebbe avere per i servizi a cittadini e imprese: «Non c’è evidenza che una crescita della dimensione delle banche si associ a minore erogazione di credito», ha detto Panetta, aggiungendo che Bankitalia continuerà a monitorare questo aspetto.