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Petrolio, tech e debito, la tempesta si abbatte sulle Borse. Piazza Affari la peggiore

(ansa)

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Il Brent a 113 dollari alimenta le aspettative di aumento dell’inflazione. Deludono anche i conti delle aziende Usa
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MILANO – Una seduta di passione per i mercati globali. Ancora. Scendono i listini azionari in Asia e su entrambe le sponde dell’Atlantico. Corrono le quotazioni delle materie prime e, sull’obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato.

La tempesta si abbatte sui mercati

A mandare in tilt i mercati nella giornata di ieri è stata la combinazione di tre fattori. La prima causa va ricercata nelle notizie contrastanti provenienti dal Golfo Persico – con l’alternarsi di maggiori flussi di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz e nuovi attacchi alle petroliere – che alimentano l’incertezza tra gli investitori.

L’effetto immediato è il rialzo delle quotazioni del petrolio Brent, salde ormai oltre i 110 dollari al barile (ieri a 113). Secondo gli analisti d…

MILANO – Una seduta di passione per i mercati globali. Ancora. Scendono i listini azionari in Asia e su entrambe le sponde dell’Atlantico. Corrono le quotazioni delle materie prime e, sull’obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato.

La tempesta si abbatte sui mercati

A mandare in tilt i mercati nella giornata di ieri è stata la combinazione di tre fattori. La prima causa va ricercata nelle notizie contrastanti provenienti dal Golfo Persico – con l’alternarsi di maggiori flussi di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz e nuovi attacchi alle petroliere – che alimentano l’incertezza tra gli investitori.

L’effetto immediato è il rialzo delle quotazioni del petrolio Brent, salde ormai oltre i 110 dollari al barile (ieri a 113). Secondo gli analisti di Vontobel, il rischio geopolitico, ovvero il timore di future interruzioni nell’approvvigionamento, gonfia i prezzi di circa 20-25 dollari. Anche il gas ieri ha guadagnato terreno, superando sul Ttf di Amsterdam i 91 euro al megawattora (+4%). Non aiutano le basse scorte in Europa e il fatto che, con la stagione invernale ormai alle porte, l’export dal Qatar sia ancora bloccato.

Pressione sui titoli di Stato

Due. Quello che accade alle materie prime non resta isolato, ma si ripercuote a cascata sugli altri mercati. A cominciare da quello obbligazionario. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas influenza le aspettative di inflazione, che a loro volta determinano le decisioni delle banche centrali sui tassi d’interesse e incidono sui rendimenti di tutte le altre attività finanziarie.

Il Btp decennale italiano, ad esempio, è arrivato a pagare oltre il 4,5%, il Bund tedesco di pari durata il 3,3, spingendo lo spread tra i due titoli a 125 punti in chiusura di seduta. Capitolo a parte per la Francia. I timori per le prospettive di bilancio di Parigi in vista delle elezioni presidenziali 2027 hanno spinto il rendimento degli Oat verso il 5,1%, a livelli che non si registravano dal 2002.

Neanche gli Stati Uniti sono risultati indenni al sell off, la pioggia di vendite, sui bond governativi: nelle scorse settimane, il rendimento dei Treasury a 10 anni è volato al 5,2%, mentre i titoli a 30 anni hanno superato il 5,5% per la prima volta dal 2004.

Lo scetticismo per l’IA piega i listini

Tre. A completare il quadro si aggiunge un ritrovato scetticismo per l’intelligenza artificiale e la capacità dei colossi tecnologici di trasformare gli investimenti monstre in profitti concreti.

I risultati trimestrali, termometro dell’andamento finanziario delle aziende, non hanno rassicurato gli investitori. Meta (casa madre di Facebook e Instagram), che ha promesso maggiori investimenti sull’IA, è stata ripagata con un sonoro -7%. Tesla, nonostante l’ipotesi di fusione con SpaceX, ha scontato i conti deludenti scivolando di quasi il 3%.

Le vendite hanno colpito anche Lam Research, azienda produttrice di macchinari per il settore dei semiconduttori, che ha presentato previsioni inferiori alle attese. Il Nasdaq, il listino tech di Wall Street ha accusato il colpo, chiudendo a -2,60%.

Milano maglia nera in Europa

Il contagio è dilagato rapidamente anche in Europa. Ieri hanno chiuso in rosso Parigi (-1,39%), Francoforte (-1,07%) e Londra (-0,26%). A Milano i malumori sui titoli tecnologici hanno affossato St (-4,98%), Prysmian (-7,61%) e Technoprobe (-7,63%). Deboli anche gli energetici e le banche.

Il risultato? Piazza Affari ha terminato le negoziazioni a -2,54%, la peggiore in Europa, allontanandosi dai 49mila punti. Non accadeva da metà maggio.

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