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L’assist di Audi a Trump fa infuriare i tedeschi: il ceo Dollner nella bufera

(reuters)

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L’ad del marchio tedesco, durante la campagna elettorale del presidente Usa, ha annunciato 4 miliardi di investimenti per uno stabilimento in Georgia. Proprio mentre il gruppo Vw taglia il personale e congela gli stipendi in Germania
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BERLINO – Il presidente americano Donald Trump è sempre più con le spalle al muro, afflitto da sondaggi devastanti in vista delle imminenti elezioni midterm. Ma dall’industria-simbolo della Germania gli è arrivato un regalo inaspettato. Dal palco di un comizio in Georgia, il presidente americano ha annunciato che Audi costruirà nello Stato del sud degli Stati Uniti 250mila Suv all’anno. Un inchino in piena campagna elettorale che ha scatenato un putiferio in Germania.

L’assist a Trump

Lo scorso fine settimana, dopo la sua interminabile tirata sul palco della Georgia, condita dei soliti insulti ed eccessi razzisti, il presidente Maga ha invitato sul palco un “handsome guy”, l’amministratore delegato del marchio tedesco delle auto di lusso, Gernot Döllner. Che ha conferma…

BERLINO – Il presidente americano Donald Trump è sempre più con le spalle al muro, afflitto da sondaggi devastanti in vista delle imminenti elezioni midterm. Ma dall’industria-simbolo della Germania gli è arrivato un regalo inaspettato. Dal palco di un comizio in Georgia, il presidente americano ha annunciato che Audi costruirà nello Stato del sud degli Stati Uniti 250mila Suv all’anno. Un inchino in piena campagna elettorale che ha scatenato un putiferio in Germania.

L’assist a Trump

Lo scorso fine settimana, dopo la sua interminabile tirata sul palco della Georgia, condita dei soliti insulti ed eccessi razzisti, il presidente Maga ha invitato sul palco un “handsome guy”, l’amministratore delegato del marchio tedesco delle auto di lusso, Gernot Döllner. Che ha confermato la novità: Audi investirà quattro miliardi di dollari per una nuova fabbrica in Georgia che creerà 4.500 nuovi posti di lavoro. La costruzione dello stabilimento è prevista a partire dal 2027, i primi Suv dovrebbero essere pronti dal prossimo decennio. Quello di Audi è un assist formidabile alla più centrale e disattesa promessa propagandistica trumpiana al popolo Maga: restituire agli americani l’industria manifatturiera dismessa, riportarli all’età dell’oro delle ciminiere fumanti.

La protesta in Germania

La ciambella gettata dai tedeschi a Trump alla vigilia delle elezioni di medio termine ha suscitato un’ondata di indignazione in Germania e la furia dei sindacati, impegnati da due anni in un braccio di ferro sempre più feroce con il gruppo Volkswagen (di cui Audi fa parte), per scongiurare tagli draconiani e chiusure di stabilimenti. Il quotidiano economico Handelsblatt, di solito estremamente cauto nei giudizi, ha scritto che Döllner “si è fatto prima ricattare da Trump con i dazi, poi si è fatto comprare con le sovvenzioni e le esenzioni da dazi e infine si è fatto strumento della sua campagna elettorale”.

La capa del consiglio di fabbrica di Vw, Daniela Cavallo, ha osservato che “dopo vari minuti di razzismo, sessismo, diffamazioni di stranieri, transfobia, insulti alla democrazia” del presidente Maga, "uno dei nostri top manager è salito sul palco e ha fatto campagna elettorale attiva”. Per la sindacalista di origine calabrese, Döllner “dovrebbe sprofondare sotto terra dalla vergogna”.

Più cauto il governatore della Bassa Sassonia, Olaf Lies, che siede nel consiglio di sorveglianza di Vw e ha sottolineato come un aumento della produzione negli Stati Uniti possa essere un’opportunità, ma soltanto “se crea occupazione e valore aggiunto qui”. Anche la capa di IgMetall, Christiane Brenner, ha commentato che le nuove fabbriche americane rappresentano “una decisione giusta e necessaria”. Ma la leader dei metalmeccanici tedeschi ha chiesto comunque che siano garantite “prospettive vincolanti per i lavoratori in tutti gli stabilimenti”.

La responsabile per la mobilità della Spd, Isabel Cademartori, è stata molto più dura: “mentre in Germania i dipendenti tremano per il loro posto di lavoro, Audi annuncia a Trump investimenti miliardari”. Cademartori ha definito la scelta del marchio tedesco “sostegno elettorale per un autocrate”. E per l’esponente della Spd “è una vergogna: tanto più considerando la storia del gruppo Vw”. Il marchio di Wolfsburg nacque negli anni Trenta con l’intento di regalare ad Adolf Hitler una “macchina del popolo” (traduzione letterale di Volkswagen) per la sua propaganda e fu attivo anche nella riconversione nazista dell’industria al riarmo.

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